Una storia di gente coi peluches

Perugia ennesima trasferta in quella zona d’Italia che ormai sapete mi inquieta, ovvero quel “centro Italia” che può voler dire tutto e nulla. Piu o meno come Terni  . Mi inquieta perchè, per l’ennesima volta, dovevo partire per un posto che avrei saputo indicare sulla cartina con un’approssimazione di circa 450 km in sù, giù, destra o sinistra. Ovvero più o meno avrei mirato Roma, spostato col ditino piu a destra più o meno a metà prima dell’Adriatico, e infine un pò più sù: ecco Perugia dovrebbe essere da quelle parti. Umbria? Si probabilmente. Toscana? Uhm no non mi pare. Abruzzo? No, sicuramente no.  Insomma hai due sole certezze: la prima è che sai quando parti ma non sai quando arrivi, e la seconda che certamente troverai qualche tuo collega di tifo che ti dirà “ahhhhh questi si che sono bei posti. Si mangia bene, si beve bene, si respira un’aria buona e guarda che colline dietro lo stadio”. Posto di merda credo lo riassuma perfettamente. (Ricordatevi sempre che vado al mare a Milano Marittima e mi piace lo smog di Milano, quindi se siete di Perugia, permalosi o integralisti della guida Michelin, prendete sempre col beneficio del dubbio questi miei pareri, per carità).

Perugia ennesima piazza che ho invidiato negli ultimi venti anni, seppur a differenza di altre piazze che non ho ancora capito il perchè resistano a livelli decenti, questa ha pagato duramente la gestione Gaucci, ripartendo quasi da zero (perchè in Italia da zero non riparte mai nessuno), ma molto bravi a tornare in tempi abbastanza recenti nel calcio che conta. A differenza di Livorno, questa volta il clima e lo spettacolo che ho notato sugli spalti è stato davvero di altissimo livello. Di fronte ad una curva del genere bisogna solamente battere le mani, perchè l’intensità dei cori, la qualità, il coordinamento degli stessi e le presenze sono a livelli di serie A, e nemmeno di tutte. Poi che due simpatici Carabinieri locali in assetto da guerra ci abbiano sorriso dicendo “tutti qui? meno male, siamo abituati a gestire ben peggio di voi, sembrate in gita” non contribuisce di certo a farmi sembrare il posto meno di merda rispetto a quanto percepito, ma vabbè. La realtà è che anche ieri, in questo posto indefinito di Italia rispetto alla nostra base di partenza, siamo riusciti a portare un centinaio di persone vocianti e colorate, che sicuramente non hanno sfigurato. Lo stadio di Perugia, invece, rappresenta quello che definisco la perfezione: nessun virtuosismo architettonico, ma solo un rettangolo formato da quattro tribune in cemento armato alla inglese abbastanza ripide che garantiscono un’ottima visibilità. Fossimo in Inghilterra sarebbe stato tutto coperto e coi seggiolini, ma comunque già così è certamente di fascia alta rispetto allo standard italiano.

Abbiamo vinto ancora, abbiamo vinto bene e sembriamo davvero forti. Non passa giorno che qualcuno non mi ricordi che dobbiamo essere umili, dobbiamo avere un profilo basso e ricordarci che il nostro obiettivo è il mantenimento della categoria. Tutto vero. Ma la realtà è che adesso la salvezza è troppo poco. Abbiamo voglia di sognare ma non perchè siamo dei sognatori sotto effetto di stupefacenti che arrivano dal mercato dell’Est. Questa squadra è forte ed è giusto che, ad oggi, occupi il posto che occupa. Anzi, le mancano almeno 5 punti. Poi se tra due mesi cambieranno i rapporti di forza, amen, ma oggi parlare di salvezza è come dire che la Nargi è solamente carina. No, chiamiamo le cose col proprio nome: è proprio gnocca.

E poi, per ricordarci che comunque noi siamo quelli del “mai una gioia”, che non vuol dire che non si goda mai ma che siamo destinati sempre a sottostare ad una sorta di compensazione divina, dove per ogni cosa bella ci capita una sfiga, dopo una giornata perfetta così non poteva non arrivare il fatto spiacevole. Sosta autogrill a Modena per la cena. Animiamo l’autogrill cantando tutto il tempo e riscuotendo pure un discreto successo agli occhi della gente. Succede che tre ragazzi, quelli sì che probabilmente erano in evidente stato di confusione mentale da troppo fumo proveniente dal mercato dell’Est, tentano di rubare un peluches. O meglio, lo rubano proprio, ma fuori vengono rincorsi da tre addetti dell’autogrill che chiedono loro di mostrare lo scontrino che ovviamente non avevano. Il peluches torna quindi nella mani del proprietario. Peccato che una delle tre addette, dopo aver recuperato l’oggetto rubato, esclama “chiamiamo la polizia, sono stati quelli del pullman dei tifosi del Novara”. Come sempre, senza accertarsi della verità, non ci si è fatti nessuno scrupolo nel dare la colpa ai tifosi. Succede un macello perchè queste cose, nel nostro bel Paese, sappiamo bene come vanno a finire: se il personale di un autogrill denuncia alle autorità un tentato furto colpevolizzando i tifosi, a questi arriva il daspo di gruppo a prescindere. Poi con ricorsi e spese, e grazie alle telecamere, l’assoluzione. Un anno e mezzo dopo. Ma nel frattempo lo stadio sarebbe stato off limits. Aggrediamo verbalmente il personale chiedendo loro di accertarsi del fatto che nessuno di noi fosse colpevole, visto che avevano chiaramente visto il tentato furto, ma questi erano pietrificati. I tre ladri, che erano su un bus della stessa compagnia del nostro, stavano per ripartire. Il Direttore dell’autogrill tenta di tranquillizzarci, ma la Polizia stava comunque arrivando. Si decide di non far partire il loro bus, mettendoci davanti, fino a quando il personale di sicurezza non avesse indivuato il vero colpevole, perchè purtroppo noi tifosi siamo nella condizione di non poter nemmeno permetterci il lusso di un contraddittorio, di una difesa reale, perchè saremmo risultati colpevoli a prescindere. Dopo trenta minuti, scende dal pullman un ragazzo, probabilmente un pò più sano degli altri (peraltro erano un gruppo di milanesi che tornavano da Firenze dove avevano partecipato ad una manifestazione contro lo sgombero di una casa occupata abusivamente) che finalmente ha ammesso il tentato furto da parte del gruppetto ospite sul suo bus. Noi quindi assolti giustamente perchè il fatto non sussite, ma a mio avviso è stata scritta l’ennesima pagina vergognosa di discriminazione ai tifosi. Sì, quelli che qualche ora prima sono stati perculati dai Carabinieri che si aspettavano delinquenti invece che gente in gita e festanti.

Questa volta abbiamo vinto due volte. E la vittoria serale in autogrill vale doppio.