Lode al primo settembre

Ci sono articoli il cui senso si è costretti a copiare e a riproporre, non tanto per mancanza di idee o di argomenti, ma perchè chi scrive solitamente ha la speranza di coltivare un rapporto personale, quasi intimo, coi suoi lettori, e quindi è inevitabile celebrare con loro qualche ricorrenza che annualmente si ripropone, tipo il capodanno. Ecco, allora consentitemi di augurare a tutti un felice anno nuovo. Perchè il nuovo anno inizia oggi, il primo di settembre, e non a gennaio, dove si festeggerà anche l’inizio di un nuovo anno ma solo perchè quel megalomane di Giulio Cesare prima e la Chiesa parecchio dopo decisero che da qualche parte bisognava pure iniziare a contare i giorni, e da quel momento il 31 dicembre facciamo festa e il primo gennaio cambiamo il calendario e abbiamo il mal di testa. Ma se ha un senso festeggiare l’arrivo di un nuovo anno, a mio avviso questo andrebbe festeggiato quando realmente avviene una sorta di cambiamento nella nostra vita o in qualche nostra abitudine, cambiamento magari anche solo percepito o psicologico, e quando avviene una vera rottura netta con un periodo piu o meno lungo. E se siete malati di stadio come me, l’inizio della nuova stagione è sicuramente un evento che cambia la vita. Se tifate per una squadra di A avete già iniziato la stagione, se tifate per una di B la inizierete Domenica, tuttavia possiamo identificarci tutti nel finale di Agosto come data generica per l’inizio del nuovo Campionato. Ma pure se di calcio non ve ne frega una beata mazza, è probabile che con la fine di Agosto per esempio avrete terminato le vacanze. Certo, c’è chi ci è andato a Giugno e chi invece partirà a Settembre, ma ragionando come massa credo che possiamo identificarci tutti con la fine di Agosto, soprattutto per chi abita al Nord, per stabilire una rottura con quel clima vacanziero. Anzi, se avete figli sicuramente oggi sarete alle prese con l’organizzazione dell’imminente inizio dell’anno scolastico, ovvero comprare libri e quaderni, organizzare come portarli a scuola e chi pregare per andare a riprenderli. Pure i negozi che riaprono non venderanno più i costumi ma i primi maglioni e giacche. Si percepisce davvero quella rottura netta col passato di cui parlavo prima, in diversi aspetti del vostro mondo. La vostra vita quindi cambia da oggi, è inutile sostenere il contrario, e non il primo di gennaio che, stringi stringi, a parte appunto le abbuffate della sera prima da smaltire, non cambia di una virgola.

Ma tornando all’universo della gente da stadio, che è quella che ci interessa, il nostro veglione è stato il finale di calciomercato, non a caso coincidente col 31 agosto. Tanta gente dice di odiare il mercato e le sue dinamiche, ma la realtà è che probabilmente non odia il mercato in sè, ma la lunghezza di un estenuante periodo del nulla assoluto dove ci fanno credere che le nostre squadre vogliono i giocatori X e Y ma invece arrivano W e Z. Tutti rigorosamente nell’ultima ora di mercato. E in quell’ultima ora, siamo onesti, abbiamo goduto come ricci nel vedere in tv dei giovani Paolo Brosio incravattati e bacchettati dal proprio Direttore Emilio Fede perchè non sono arrivati prima su una notizia, o nell’apprendere che la nostra squadra ha comprato qualcuno al foto finish. Che poi sia un campione o una pippa è un dettaglio, ma quell’ultimo giorno di mercato ci ha regalato comunque una speranza di avere una squadra più forte delle altre, e da oggi siamo tutti pronti per tornare su quei gradoni a sostenere i nostri ragazzi che indossano la nostra maglia.

Che stagione mi aspetta? Dal punto di vista delle trasferte inevitabilmente complicata. La serie B presenta 21 mete, la maggior parte delle quali da Roma in giù. Il che vuol dire una paccata di soldi da spendere e una marea di tempo da trascorrere su auto, bus o aerei, da conciliare con anticipi, posticipi e turni infrasettimanali. Mi sono messo il cuore in pace, quello che potrò fare farò, quello che non potrò fare non farò. La mia mentalità e la mia passione non cambiano, ma non si può essere sempre ovunque e nello stesso tempo lavorare, avere una famiglia e quadrare il bilancio. Per cui mi sono imposto di vivere alla giornata, quello che succederà succederà. Qualche follia me la concederò, cercherò di esserci sempre dove è possibile esserci e non mancherò di raccontarvi, alla mia maniera, particolarità, sensazioni ed emozioni che proverò indossando la mia sciarpa al collo e cantando per il mio Novara.

Vi auguro quindi a tutti un felice anno nuovo, e soprattutto, oltre alla salute e alla vostra serenità, vi auguro di non perdere mai quella felicità e quella voglia maniacale di entrare dentro ad uno stadio coi vostri amici a cantare a squarciagola. Oggi è il primo settembre, inizia un nuovo anno.