bigbang agosto 19

Il più grande spettacolo dopo il big bang.

Ogni anno arrivo stremato alla fine del campionato ed ogni anno, sia che si sia concluso positivamente che di merda, benedico l’inizio delle pausa estiva perchè ogni tanto bisogna staccare un pò dal mondo dello stadio e dalle sue dinamiche. Il problema è che se è facile e normale staccare dallo stadio, (non ci sono più partite) non è così semplice estranearsi dalle sue dinamiche, ovvero da quel circolo vizioso di pensieri e di contatti che ogni secondo interagiscono con te in qualche forma e che ti costringono a non andare mai in vacanza da questo folle mondo. Si parte dalle feste di fine stagione, che il nostro essere fondamentalmente enormi teste di cazzo litigiose e piene di principi tutti estremamente rispettabili fan si che questi eventi mondani tra tifosi si moltiplichino esponenzialmente, ed ognuno organizzi il suo. Per cui per un mese circa dalla fine del campionato vieni invitato a qualche “ultima cena” senza che venga concessa la possibilità di dire “ma non era quella di ieri sera l’ultima?”. Poi arriva il tempo dei ricordi sui Social, dove ognuno condivide foto e video dei momenti passati insieme durante l’anno, poi inizia il calcio mercato e infine il raduno, con qualche amichevole che pensi plachi la tua voglia di stadio ma in realtà l’amplifica enormemente, perchè è come una bella e disponibile signorina che “te la fa annusare” ma poi ti dice “ci vediamo tra due mesi bello”, e infine inizia la coppa Italia quando tu, ironia della sorte, in vacanza fisicamente ci sei davvero. Insomma non si stacca davvero mai, e forse non lo si vuole nemmeno fare, o meglio non ci è possibile staccare la mente da tutto. Ogni tanto penso che essere un vero esponente della famiglia della gente da stadio sia un pò come far parte di qualche famiglia della camorra o della mafia, dove se ci entri non ci esci più, e se ci riesci ad uscirne è perchè lo fai dentro una cassa di legno oppure succede davvero un qualcosa di estremo nella tua vita che ti resetta la mente.

La verità è che quest’anno, tra prolungamenti della sosta causa tribunali affollati e vera estate, ci hanno costretto a 4 mesi di assenza; 10 Maggio – 5 Settembre. Una pausa così lunga dovrebbe essere considerata un crimine nei confronti dell’umanità, perchè 4 mesi sono troppi. Uno è piacevole, due è fisiologico ma di più diventano un supplizio. E quando uno va in astinenza da un qualcosa per lui vitale inevitabilmente perde lucidità e diventa estremista pure sulla scelta dell’acqua minerale. E così perdere in coppa contro una formazione di metà classifica di serie A rimanendo in gara fino a dieci minuti dalla fine diventa un’occasione per creare fazioni di tifosi e litigare con un astio e una foga giustificabile solo dopo una retrocessione, perchè la verità è che non c’è nulla di cui parlare, e quel poco che c’è diventa il tutto di persone come noi che non vedono l’ora di rigettarsi nella mischia.

Siamo malati, o forse siamo spettacolari, dipende dai punti di vista. Però la verità è che ora, che si inizia a fiutare l’inizio della stagione, è paradossalmente il momento più brutto e difficile, perchè non se ne può davvero più. Ma le nubi nere all’orizzonte, i tuoni e le piogge che fanno tanto incazzare chi è ancora al mare ci stanno dicendo che il nostro “big bang” sta per iniziare, e presto avverrà quell’esplosione di eventi ed emozioni  che ci riporterà ad urlare su quei gradoni grigio scuro e a salire su un bus per un viaggio, una nuova storia, con noi protagonisti.

Perchè non c’è nulla da fare, il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi. Noi gente da stadio.