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Una storia di scottati dal sole e di liquefatti dal Colmar

Ci sono certe trasferte che per definizione sono più calde ed altre più tranquille, poi ce ne sono alcune che per qualche motivo particolare, o per qualche evento preciso, succede che te la ricorderai sempre. Come raccontai in occasione della partita di andata , Mantova per me è stata una partita sempre ricca di significati o di ricordi da conservare. E pure questa volta non possiamo dire sia stata una trasferta anonima visto che una macchina di amici arrivata prima dei nostri bus è stata accolta da una sassaiola. Onestamente son rimasto sorpreso da questo fatto, non per il fatto in sè, ma perchè nel 2015 non credevo che qualche tifoseria avesse ancora la voglia di fare queste “imboscate” vecchio stile. Peccato che queste cose bisognerebbe farle contro il gruppo che arriva, se proprio si vogliono fare, non contro le auto di persone tranquille in gita di piacere. Fatto sta che i nostri due bus vengono accolti dalla polizia locale in modalità evidente di stato di panico e tensione (noi non sapevamo ancora del fatto ndRett), con celere in sommossa di guerra, polizia che urlava, auto di gente normale fatte scappare via. “ma questi non stanno mica bene” è il commento più o meno generale.

Per tutta la settimana ci hanno raccontato da Mantova che a causa di problemi alle loro telecamere di sicurezza ci avrebbero messo nel settore distinti, e in effetti i loro abbonati in quel settore sono stati fatti spostare in Tribuna per lasciare lo spazio a noi, peccato che pure il prezzo del biglietto sia stato adeguato a quello di quel settore, salvo poi scoprire che in realtà occupavamo ugualmente la curva ospiti. Insomma, è evidente che il problema non sono stati tanto i 3 euro di differenza, è il principio che non va bene perchè ti senti preso un pò per il culo già in partenza, ma tantè. E’ bello stare allo stadio quando inizia la primavera, perchè il tempo fa un pò quel cazzo che gli pare e tra la gente vedi gli abbigliamenti più improbabili. Eravamo contro sole, a circa 20 gradi, e vedevi vicini a tifare persone a dorso nudo e persone con su il piumino della Colmar, che facevano pure tenerezza vederli sudare manco fossero in una sauna.

Inizia la partita, dopo tre minuti sbagliamo una di quelle occasioni che di solito potrei sbagliare io quando sfidiamo annualmente quelli dell’Intesa San Paolo. Uno di quei goal che ti chiedi come un professionista che giuoca al football possa sbagliare. E invece una ciabattata a due metri dalla porta (libera) finisce lentamente fuori. “Ma vadavia al ku, giugadur dl’uratori, non vogliamo salire” è il commento unanime. Passano venti minuti e Pablo, che a differenza di me quando sfidiamo l’Intesa San Paolo al football, è capace di giocare, da il là ad un’azione delle sue, scambia col compagno, si presenta davanti al portiere e la mette. “siamo dei fenomeni, non possiamo non salire in B” è il commento del settore. Ma il tifoso è come il meteo di Aprile, tutto cambia in fretta tutto è sempre in discussione, e nei minuti di recupero i difensori si dimenticano uno di quelli vestiti di rosso in campo e pareggiano. “Ma vadavia al ku, giugadur dl’uratori, non vogliamo salire” sentenzia il settore ospiti mezzo ustionato (chi era a dorso nudo) mezzo fradicio (chi indossava il Colmar).

Nemmeno il tempo di ricompattarci dopo l’intervallo che uno scarpone loro in difesa buca, Pablo parte, dribbla il portiere, atterrato rigore ed espulsione. “che campioni che abbiamo, non si può non salire”. Entra il portierino mantovano di riserva, Corazza in rincorsa, tiro, parato.“Ma vadavia al ku, giugadur dl’uratori, non vogliamo salire”. Il livello della tensione aumenta, la decina di novaresi accreditati in Tribuna viene presa a male parole dal pubblico locale, il settore ospiti nostro è teso. Siamo quasi alla fine, e nonostante siamo abbonati a prenderlo nel retto quando si arriva ad un finale tirato, Felicione la mette. 1-2 per noi, tripudio. “che campioni che abbiamo, non si può non salire” si sente esclamare tra gli ospiti, mentre il pubblico locale invece urla “ladri ladri ladri” non si capisce per quale motivo serio, se non un accumulo di tensione. (apprendo che hanno visto un fallo su un loro giocatore che però, rivedendo le immagini altre 24 volte onestamente non ho visto).  Il “Barba” parte verso la tribuna e inizia prima a vomitare addosso ai mantovani cosa pensa di quelli che hanno tirato sassi e son scappati, e poi cosa pensa delle forze dell’ordine che non servono ad una mazza se non a fare figure da pirla come in tribunale a Milano tre giorni prima. “andiamo a prenderlo, quello si fa daspare” dico a Mau, ma arrivati al limite con la tribuna è stato più divertente entrare nella mischia verbale insieme a lui piuttosto che ritornare in mezzo agli ustionati dal sole o agli ormai liquefatti col Colmar. Finisce la partita, siamo tornati a vincere. A Mantova si ritengono defraudati e vittime del più grande furto della storia del calcio nonostante siano entrati nella nostra area una sola volta, a Novara si pensa di aver vinto la Champions League.

Usciamo dallo stadio e partiamo coi bus, ma ci informano che alcuni di Mantova han cercato il contatto, salvo poi cambiare idea quando han visto i nostri, evidentemente più brutti e cattivi di loro. Trasferta quindi strana, sicuramente divertente. Mantova è nel destino che debba essere una trasferta atipica, e ogni tanto va bene pure così. Soprattutto quando si vince.