Racconti di storie di tifo – Capitolo 3 – 26 Agosto 1992 – Brescia Verona 2-3

Brescia Verona era la classica partita di Coppa Italia di fine Agosto che, negli anni 90, era particolarmente problematica dal punto di vista dell’ordine pubblico, molto di più dei giorni d’oggi. Il Brescia doveva scontare alcuni turni di squalifica del proprio campo, immagino a causa di qualche problema causato dai tifosi, e scelse Novara come sede dell’incontro. In quel periodo la “fame di grande calcio” nella mia famiglia era altissima, e con mio padre ricordo che avevamo accolto l’evento con grande entusiasmo. Non ero ancora particolarmente interessato alle “questioni di tifo” per cui immaginavo che la vicinanza tra le due città portasse ad una rivalità, ma non immaginavo fosse così sentita, e nemmeno sospettavo che questa partita potesse portare così tanto pubblico. L’orario era il classico serale da Coppa Italia, che qualsiasi partita fosse mi regalava emozioni uniche perchè era totalmente inusuale. In quel periodo, infatti, la serie C non giocava mai in notturna, se non appunto in Coppa italia in Agosto, quando lo stadio illuminato e il profumo diffuso di autan auto sparato con generosità addosso alle proprie braccia e gambe dai pochi presenti, regalavano ai miei occhi e al mio naso uno spettacolo davvero unico.

Era già iniziata l’era del Brescia di Lucescu, con in campo Hagi, uno che al calcio ci sapeva giocare, e il fatto non si trattasse di una delle tante amichevoli di una squadra di A contro di noi, bensì di una partita vera, contro un’altra squadra vera, mi aveva incuriosito molto e creato tante aspettative dal punto di vista tecnico, ma non potevo ancora immaginare quanto il vero spettacolo non sarebbe stato tanto sul campo quanto sugli spalti. Saranno state si e no le 19,30, ed ero in auto con mio padre, direzione stadio. Eravamo in via Gnifetti quando un’inaspettata coda ci bloccò.

<< ma che succede? Deve esserci stato un incidente, vedo in fondo dei lampeggianti>> esclamò mio padre.

<< speriamo non si siano fatti male>> dissi io.

<< o cacchio ma sono i bresciani! ma guarda te quanti sono>> urlò mio padre.

Davanti ai miei occhi c’era un corteo lunghissimo di ultras del Brescia, intruppati dentro ad alcuni cellulari della polizia che li precedeva e li seguiva. Qualcuno tentò di uscire dal gruppo penso, fatto sta che qualche manganellata volò.

<< tagliamo dall’Alcarotti altrimenti non arriviamo più >>

Entrammo allo stadio prima che il corteo arrivasse. Ricordo che, per essere Agosto e per una partita di due squadre di città differenti, fosse abbastanza pieno; molto di più di una partita normale del Novara. Ero nei distinti, e la cosa che sia io che mio padre notammo subito fu la pochissima gente di Novara presente, come se a nessuno interessasse per una volta vedere una partita decente. Tutte facce nuove, quasi tutte con una sciarpetta biancoblu al collo. Lo stadio era tutto per i bresciani.  Non ebbi nemmeno il tempo di realizzare di trovarmi in trasferta a casa mia quando il corteo dei bresciani arrivò dal Viale Kennedy.  Erano tantissimi, molto di più di quello che in via Gnifetti avessi visto, ma soprattutto erano bellissimi da vedere nella loro compattezza e nei loro cori. Occuparono la Curva Nord, quella dei tifosi del Novara, ed entrarono in massa cantando “ehhh veeeeeronese veronese veronese VA A CAGAAAA'”. Tutti gli altri presenti accolsero l’ingresso della curva sventolando le sciarpe e unendosi al coro. La cosa bella è che nello stadio non c’era traccia apparente di Veronesi, però i bresciani non ebbero dubbi ad iniziare i cori contro di loro. Riempirono la curva Nord, quindi ad occhio, considerando già i presenti arrivati prima del corteo, non potevano essere meno di 800-1000.

<< ma hai visto che spettacolo?>> mi chiese mio padre.

Non risposi, perchè ero così affascinato da quella compattezza che non riuscivo nemmeno a parlare. Ricordo che immaginavo una scena simile di noi entrare a Vercelli cantando così, a quanto mi sarebbe piaciuto viverla soprattutto con quei numeri, non immaginando che avrei dovuto aspettare oltre 20 anni per assistere ad un qualcosa del genere (Pro Vercelli Novara 1-2 serie B 2012-2013 ndRett)

Dopo circa 10 minuti dall’inizio della partita arrivarono i Veronesi che occuparono la curva Sud. Non erano tantissimi 150-200 forse, ma molto rumorosi e con uno solo grande striscione “We are for Hellas”. La partita fini 2-3 per l’Hellas, ma fatico a ricordare solo uno dei 5 goal. Trascorsi infatti la partita muovendo la testa a destra e sinistra, come stessi seguendo una partita di tennis a Wimbledon, per ammirare le due curve all’opera. I veronesi li fecero uscire prima della fine della partita, e uscirono dandosi appuntamento per il ritorno, i bresciani (in realtà delusi per la sconfitta) li salutarono affettuosamente.

Non ho mai capito perchè nell’ambiente del tifo Novarese questa partita fu così snobbata, anche perchè ai tempi veramente eravamo tutti abituati a pochissima roba e questa partita in casa nostra mi sembrava una ghiotta occasione per godersi un bello spettacolo. Ancora oggi fatico a trovare qualcuno che si ricordi di questo evento o che ci abbia partecipato, ma in me è stato particolarmente forgiante. Ad ogni corteo che nella mia vita di tifoso ho avuto la fortuna di partecipare, la mia mente è sempre tornata a quella folla biancoblu che è sbucata dal Viale Kennedy insultando i veronesi, e a come ci si debba comportare quando si vuole dimostrare di essere un vero gruppo con una certa mentalità.