Una storia di Santi e di Madonne.

La trasferta di Bergamo è una di quelle che mi piace sempre fare perché adoro entrare in quello stadio, vecchio ma funzionale, che ospita una delle tifoserie più calde d’Italia. Il problema, non certo di poco conto, è che questa volta non ci hanno atteso 18.000 bergamaschi, qualche centinaio dei quali parecchio imbufaliti e fuori di testa di loro che solitamente si piazzano attaccato al settore ospiti e passano la partita ad insultarci mimando, quando va bene, il gesto del taglio della gola. Questa volta ci ha atteso l’Albinoleffe, i quali quindici tifosi non ho mai capito se prima tifassero il Leffe o l’Albinese, fatto sta che l’ambiente non è proprio lo stesso. Anzi.

Il lavoro a Milano mi ha portato a scegliere il treno come mezzo per raggiungere Bergamo, disponendo dell’amico già in loco pronto a raccattarmi fuori dalla stazione. Nella mia vita da pendolare credo di aver imprecato contro tutti i Santi del paradiso a causa dei vari ritardi, ma evidentemente dovevo provare la linea Milano Bergamo per capire che il mio repertorio non soddisfava completamente tutte le esigenze di un pendolare frustrato, perché chi nella vita ha la sfiga di abitare a Milano e lavorare a Bergamo, o viceversa, se la passa decisamente peggio del sottoscritto. Una tratta piena di lavori, per lo più percorsa a velocità mai superiore ai 70 km/h da un trenaccio regionale con continue soste non programmate, fermandosi poi in quattro stazioni intermedie per lo più inutili visto che in queste nessuno è salito sul treno e lì nessuno ci è sceso. Fossi costretto a viaggiare tutti i giorni su quel treno sono certo che nella classifica di Madonne tirate avrei già staccato i colleghi novaresi.

Visto che siamo in tema di Santi e di Madonne, l’alternativa era raggiungere Bergamo con uno dei 2 bus che abbiamo organizzato oppure autonomamente in macchina. Sarà una figata scegliere una di queste due opzioni quando nel campionato 2024/2025 sfideremo l’Atalanta o, più probabilmente, l’Albinoleffe ( che nel frattempo si sarò fuso con altre 4 o 5 realtà locali) e ci sarà un’autostrada a 45 corsie. Ma nel 2015 non è proprio così. Succede poi che hanno deciso di fare l’Expo proprio in mezzo al tuo percorso, e quindi di rendere l’A4 il gran visir di tutti i cantieri. Coda interminabile, strada bloccata e caos incredibile. Ma siccome noi del Novara abbiamo la corazza d’acciaio, e che cazzo vuoi che ce ne strafotta a noi se è tutto bloccato perché stanno facendo la quarta corsia, succede che prima un pirla decide di addormentarsi e tamponare quello davanti, e poi un altro, non so se anche lui pirla ma sicuramente miracolato, decide di ribaltarsi in auto in mezzo l’autostrada. E’ il tilt. La gente inizia a smadonnare utilizzando qualsiasi tipo di aggettivo poco nobile, partendo dal capo più in alto fino all’ultimo dei Santi. Mi chiamano dicendo “non arriveremo più che cazzo facciamo?” ” e che cazzo dovete fare, portate pazienza prima o poi arriverete”, come se avessi la possibilità di teletrasportare 200 tifosi (tra bus e auto) dentro lo stadio. Incazzatura generale, scoramento, secchezza delle fauci e pure delle feci. Qualcuno vorrebbe tornarsene a casa ma non può fare nemmeno quello perché è bloccato in autostrada. Tutto questo ha fatto sì però che realizzassi un mio sogno erotico che coltivavo sin dalla tenera età: entrare per primo allo stadio. Alle 19,05 finalmente mi fanno entrare nel settore ospiti, perché pure il servizio d’ordine era in ritardo, ed entro ovviamente per primo. Nemmeno quando ho perso la verginità credo fossi così felice. E’ stato incredibile entrare in quello stadio e vederlo completamente vuoto. Una sensazione stranissima e bruttissima. Alle 19,30 calcio d’inizio, nel settore siamo dentro in 21, in tutto lo stadio forse 80. Mi calo pure nell’improbabile ruolo di “lanciacori” lanciando un “No-Va-Ra” che insieme ai 20 colleghi che mi hanno seguito e in quel vuoto abbiamo creato un eco che si è forse sentito pure a Brescia. Da 21 siamo arrivati a 30, poi 35 fino a una 50ina a fine primo tempo. La gente entrava lanciando compilation di Santi e di Madonne per l’avventura in strada, noi dentro che tiravamo invece una compilation di Madonne e di Santi perché in campo sembrava non avessero minimamente l’idea di provare a vincere.

Inizia il secondo tempo, arrivano i due bus e le ultime macchine. Ora davvero sembriamo una tifoseria seria. La gente ha sentimenti di rabbia mista a rassegnazione, si è certamente guadagnata l’ingresso all’inferno perché le imprecazioni e le bestemmie erano di numero e qualità così elevata che indubbiamente pure il purgatorio li rifiuterebbe schifati. La squadra prova ad attaccare ma nemmeno poi tanto. Un palo si prende pure gioco di noi, a testimonianza della giornata no di tutto il popolo novarese. Arriva il triplice fischio, pareggio che sa di sconfitta, e gente a testa bassa che all’unanimità conferisce pure a Bergamo lo status di “posto di merda”.

Credo di aver reso l’idea di come è andata questa giornata. Domani è Pasqua, e sono certo che lassù perdoneranno tutti i Santi e le Madonne tirate l’altra sera. In fin dei conti domani è la festa del Capo che è risorto no? Quindi le altre categorie possono pure accettare un mio/nostro momento di debolezza. Buona Pasqua a tutti.