Indiana Pacers Vs. Giana Erminio 3-0

Lunedì 1 Dicembre, ore 11 circa, ricevo telefonata dall’amico Andrea, appassionato di Nba:

– Ehi, facciamo una follia?

– Mi piacciono le donne mi dispiace.

– Ma cosa hai capito, andiamo tre giorni in America a vedere una partita dell’NBA. il 13 Dicembre ad Indianapolis l’Indiana Pacers gioca contro Portland.

– Figata, sarà un casino però per i biglietti.

– Se non ce la facciamo pazienza, andremo a berci una birra al pub dai.

Siccome tra i due quello più tecnologico sono io, mi metto alla ricerca su Google partendo dalla cosa che solitamente mi crea più problemi, ovvero i biglietti. Vado sul sito ufficiale dell’Indiana Pacers, e magicamente compro due biglietti.

pacers

Indianapolis non è proprio dietro l’angolo, provo a vedere se riesco a trovare un volo low cost:

volo

Fantastico! Ma dove cacchio dormiamo? provo a vedere se trovo un hotel:

hotel

Incredibile, sono le ore 11,15, giusto perchè era la prima volta e non ero pratico per cui ci ho messo un pò di tempo, ma mi è bastato usare la mia carta di credito per prenotare un volo ad Indianapolis andata e ritorno, un medio albergo e due biglietti per la partita contro Portland.

Lunedì 1 Dicembre ore 11,25, ricevo una telefonata dal mio amico Scarda:

– ehi patuja, vendono già i biglietti per la partita contro la Giana Erminio a Gorgonzola?

– pistola si gioca a Monza

– ma la Giana Erminio non è di Gorgonzola?

– si ma giocano a Monza

– (silenzio assordante dello Scarda)

– vabbè, vendono già i biglietti per la partita contro la Giana Erminio a Monza?

– non lo so, guardo su internet e ti dico.

Nulla, il circuito è quello della VivaTicket ma non risulta nemmeno in programma la partita (vabbè ci stà è solo Lunedì)

Martedì 2 Dicembre

Tutto tace, sul sito della Giana Erminio c’è un riferimento generico, su quello del Novara vengono pubblicati i due rivenditori ma nessuno di loro sa ancora nulla. La giornata si trascina a sera lentamente senza avere certezze

Mercoledì 3 Dicembre.

Per tutta la mattinata non ci sono notizie nuove. Nel primo pomeriggio, invece, habemus papam. Il primo rivenditore indicato visualizza a sistema l’evento, ma purtroppo non può emettere biglietti perchè “solo per questa partita serve un settaggio particolare della stampante, e noi non possiamo settare le nostre in questo modo, mi dispiace”. Il secondo rivenditore inizia a vendere qualche biglietto, ma dopo averne emessi una decina si blocca perchè “abbiamo finito il credito, dobbiamo ricaricarlo, tornate domani”.

Giovedì 4 Dicembre.

Si capisce definitivamente che la vendita online non verrà attivata. Il primo rivenditore è fuori dai giochi a causa della stampante, il secondo ha ricaricato il credito ma “c’è un problema sulla linea, mi dispiace, tornate più tardi”. Passano le ore, qualcuno riesce finalmente a comprare il biglietto, ma con enormi code perchè “senza codice fiscale non emettiamo i biglietti, mi dispiace” oppure, essendo un’agenzia di viaggi, “devo servire prima questi signori che erano prima di voi” (peccato che volessero 35 preventivi per altrettante possibili mete del viaggio di nozze).

Venerdì 5 Dicembre.

Dopo qualche biglietto emesso, nuovamente il blocco “abbiamo finito il credito, tornate nel pomeriggio, dobbiamo ricaricarlo”.

Venerdì 5 Dicembre ore 11,12 ricevo chiamata del mio amico Scarda

– patuja mi sono rotto il cazzo. E’ la terza volta che vengo qui e ho preso 3 permessi andati a vuoto. Ma non si possono comprare là?

– eh….tecnicamente ancora no, forse ci daranno il permesso di comprarli.

– Io vengo lo stesso a Monza senza biglietto, se fanno casini me ne sto fuori.

Ovviamente non andrò col mio amico Andrea ad Indianapolis, ma le immagini riportate sono invece assolutamente reali, frutto di una simulazione a scopo dimostrativo. Il mio obiettivo era, se mai ci fossero dubbi in qualcuno, dimostrare come fosse più semplice recarsi dall’altra parte del mondo ad assistere ad una partita di Basket (ma se decidevo di andare a Miami a vedere il football era lo stesso) rispetto ad una partita di calcio di Lega pro a 30 minuti di auto da casa.

E se consideriamo pure il fatto che, teoricamente, l’essere fermati ad un controllo quando si è nella condizione di essere tifosi in trasferta senza biglietto in mano può anche portare a conseguenze quali il daspo (ne è pieno di casi in Italia in tal senso), ecco dimostrato come un tifoso non sia mai tutelato e nemmeno invogliato ad assistere ad una partita di calcio. E’ incredibile come chi siede in poltrone di comando oppure sia chiamato, in qualche modo, a prendere qualche decisione organizzativa non riesca a capire come si debba iniziare a riformare prima le cose elementari e basiche, quali la vendita del titolo di ingresso, e solo dopo filosofeggiare sulla modernizzazione degli impianti, sulla cultura sportiva e altre cose bellissime, che funzionano solo nel mondo perfetto che però non esiste.

Il mio amico Scarda, come tanti altri, giustamente si è rotto le palle, ogni volta che si deve andare in trasferta, di perdere ore di lavoro, tempo, fatica e soprattutto non aver mai la certezza di uscire dal rivenditore col tagliando in mano per problemi francamente ridicoli che nel (quasi) 2015 non dovrebbero succedere.

Come risposta alle lamentele provenienti da Novara, la Giana Erminio comunica che estenderà la prevendita fino alle 10 di domani mattina. Peccato che un rivenditore sia sempre inutilizzabile, e l’altro apra dopo le 10. Venderli anche prima della partita sarebbe stato troppo. Te la do io l’America.