albania dicembre 01

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Guerra tra ultras o guerra civile?

Fanno effettivamente impressione i video che mostrano gli scontri avvenuti a Madrid tra i tifosi dell’Atletico e del Deportivo, nei quali è morto un tifoso di 43 anni, peraltro a seguito di un arresto cardiocircolatorio e gettato o caduto dentro il fiume. Fanno impressione non tanto le scene di violenza, perchè comuni a tanti altri video che riprendono scene analoghe, quanto al numero di persone coinvolte nella quasi totale libertà di movimento per la città. Non vi aspettate ora da parte mia un pistolotto in difesa dell’indifendibile categoria di tifosi che difendo sempre, mi permetto però di suggerire di non irrigidirsi dietro le solite barricate populiste, ma di provare a leggere questi eventi in maniera più allargata.

Serbia Albania, Italia Croazia, Atalanta Roma, Inter Saint Etienne e Atletico Deportivo sono solo 5 degli ultimi recenti episodi in cui si è manifestata la violenza, in forme differenti, con tifosi coinvolti. In realtà, basta leggere alcune testate in rete che trattano l’argomento tifosi per capire che questi episodi in tutta Europa sono in deciso aumento. Personalmente credo che banalizzare i fatti etichettando come “bestie” i tifosi sia solamente un modo facile e miope per non affrontare un problema ben più grave che invece penso sia meritevole di essere affrontato. Credo che siamo alle porte di una serie di guerre civili spinte dalla situazione sociale decisamente allarmante a causa di una crisi che sta colpendo le fasce medio basse della popolazione di ogni singolo Paese europeo, e che la matrice politica sia, probabilmente, la vera causa della maggior parte degli episodi di violenza che stanno scoppiando ovunque e che trovano, per ora, terreno fertile tra i gruppi ultras. E’ sbagliato pensare che quello successo tra Serbia e Albania, per esempio, sia colpa solo della “follia ultras” quando è evidente che la partita sia stata solamente un pretesto sfruttato per un’azione che avrebbe potuto tranquillamente svolgersi in una piazza. Che il clima generale delle fasce sociali più sotto pressione sia allarmante non lo dimostrano soltanto gli eventi in contorno alla partita di pallone, ma basta guardare per televisione come stanno finendo la quasi totalità delle proteste nelle piazze Europee che diventano scenario di disordini, cariche delle forze dell’ordine e violenza diffusa per capire che stiamo per attraversare quella linea di demarcazione tra la pace e la guerra civile. C’è chi combatte il sistema, chi combatte i Governi e c’è una destra estrema sempre più in guerra contro l’antagonista sinistra estrema, c’è chi combatte per il salario, chi per il proprio posto di lavoro, fatto è che ovunque c’è insofferenza e un incattivimento esasperato.

In questo scenario generale, credo si stia sempre di più palesando la lontananza dalla vita reale delle Istituzioni, perchè, per esempio, l’UEFA che consente lo svolgimento della partita Serbia Albania senza prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi di mettere le due squadre in due gironi differenti, oppure non considerare rischiosa una partita tra due squadre le cui tifoserie sono classificate una di estrema destra e una di estrema sinistra, vuol dire non avere la minima idea di come sia la situazione che si dovrebbe governare. Oppure vien da pensare addirittura che lo si sappia ma faccia comodo “limitare” i disordini ad una partita in modo che la massa possa poi urlare lo sdegno contro i tifosi invece che “più sopra”. Perchè quando leggo che il problema a Madrid ora è capire quale sia il colpevole tra la Federazione e i due Club che non si sono rifiutati di scendere in campo, che la massa chiede “che si fermi il calcio” e non si parla invece di due tifoserie che si sono gemellate per scontrarsi con un’altra a sua volta gemellata con una quarta probabilmente in nome della contrapposizione tra destra e sinistra, e non solo di una rivalità calcistica, allora penso che ci sia sotto un disegno ben più grande. E ancora, quando vedo che a Bergamo non si fanno problemi a vietare per tre mesi le trasferte agli atalantini nonostante i problemi siano successi in casa loro e non in trasferta, oppure quando leggo di decine di arresti a Torino, e ancora quando vedo che si iniziano a rimarcare i gemellaggi tra tifoserie Europee o quantomeno ci si aiuta (ho letto che i tifosi Croati sono stati agevolati da quelli italiani nell’acquisto di biglietti, ma non so se sia vero), penso che si stia muovendo un qualcosa che sta spaventando le Istituzioni, e quindi le forze dell’ordine, che non può più essere spiegato solo con le solite rivalità tra tifoserie e che li sta già portando ad operazioni “preventive” ed esemplari contro i tifosi.

Proprio per questo temo che assisteremo sempre a più episodi del genere, non necessariamente (e speriamo di no) che culmineranno con la morte di qualcuno, ma con la matrice della violenza a far da padrona. Stiamo arrivando alla fase finale, ma la più pericolosa, di questa crisi. Oggi allo stadio, presto in piazza. Non cadete nel trappolone di chi vi vuole portare a dire che il problema sono solo i tifosi. Sareste solo complici di chi, magari, combattete già in una piazza in nome del vostro salario.