Finalmente (o purtroppo) Mantova

Dopo un decennio, o giù di lì, dall’ultima volta, Venerdì sera giochiamo nuovamente contro il Mantova. La classifica dice che non si tratta di una partita di cartello, tuttavia è una specie di classica del passato, una delle tante di questa Lega pro, che riporta a tantissime sfide condite con un pizzico di rivalità con i tifosi bianco rossi. Novara e Mantova sono l’emblema di come nessun tifoso possa più sentirsi tranquillo circa il fatto che la propria squadra possa rimanere a livelli accettabili per periodi lunghi, perchè negli ultimi 15 anni sono state oggetto di altalene diametralmente opposte, fino al ricongiungimento in questa stagione particolare seppur, mi sia consentito di dirlo, le due formazioni partono con prospettive e con una solidità oggettivamente differente. Il Novara si è trovato meritatamente, ma un pò per caso, in questa categoria, il Mantova si è invece meritatamente trovato dopo il piazzamento dello scorso anno utile all’ammissione alla lega pro unica e dopo una serie di vicessitudini societarie abbastanza drammatiche che l’hanno portata anche ad un fallimento. La realtà odierna ci riporta dunque a questo scontro nonostante solo 3 anni fa ci fossero 4 categorie (o forse 5) di differenza, ma tantè.

Perchè scrivo questo articolo? Perchè a livello personale ho sempre seguito le sorti del Mantova, che per alcuni anni della mia vita ho invidiato come modello calcistico, come un sogno che da tifoso del Novara speravo si avverasse ma che, razionalmente, trovavo impossibile succedesse. Non ho problemi a dire che nella sfortunata finale play off contro il Toro per la promozione in A ho tifato per loro perchè, a prescindere dalla rivalità, vedevo nel Mantova che avevo affrontato tante volte quella realtà che ce l’aveva fatta, giocando in campionato alla pari contro la Juve di Buffon, Trezeguet, Del Piero e Camoranesi, e sfiorando una promozione meritata in A, persa un pò per inesperienza, un pò per sfiga e un pò perchè gliel’hanno rubacchiata. Invidiavo il loro Presidente che atterrò col suo elicottero appena fuori lo stadio di Novara, e che vedevo come una brava persona, ricca, appassionata e competente, a capo di una Società solida con un seguito di tifosi con mentalità. E invece.

Il Mantova è fallito proprio quando il Novara ha inziato a salire le categorie, e le prospettive delle due piazze sono radicalmente cambiate perchè da lì a poco siamo stati noi a giocarci la finale playoff per la serie A, riuscendo a fare quello che la squadra che invidiavo non riuscì. Mi piace pensare che in tanti dei nostri rivali, magari solo intimamente perchè certe cose non si ammettono mai, fossero felici della nostra promozione nella massima serie, perchè il Novara ce l’aveva fatta realmente, ed era un pò un orgoglio di quelle piazze piccole e sfigate abituate a leggere il risultato solo alla pagina 214 o 216 del Televideo. Chissà se a Mantova ci hanno invidiato un pò in questi anni, quando magari si vedevano arrivare in prestito alcuni nostri giovani e noi giocavamo in diretta Sky…

Ma non è solo questo il ricordo che ho del Mantova. E’ stato proprio contro di loro che ho avuto il mio primo (e unico) vero scontro fisico contro una tifoseria. Ero piccolino, o meglio non bimbo ma nemmeno maggiorenne, quindi parliamo di 22-25 anni fa, quando in un Mantova Novara in pieno autunno mi trovai, un pò per caso, in mezzo ad un gruppetto di ultras loro fuori dallo stadio e ci fu un veloce contatto fisico. Ricordo che dalla paura chiusi gli occhi e iniziai alla cieca a tirare pugni senza senso, e ricordo pure che con uno colpii qualcuno e un altro colpì me. Tecnicamente non posso sostenere di aver menato un virgiliano, perchè avevo troppa paura e appunto ho chiuso gli occhi e magari ho pure preso uno dei nostri, ma in fin dei conti son solo dettagli. Però son quelle coincidenze che su di me hanno sempre un certo fascino, perchè sarebbe potuto capitare contro chiunque, e invece è capitato proprio col Mantova.

L’orario assurdo delle 19,30 di un giorno lavorativo difficilmente consentirà la presenza al Piola di un buon numero di sostenitori virgiliani, ma speriamo che il ritorno a Mantova sia in un orario che consenta un buon esodo nostro. Il loro stadio so che è molto cambiato da allora, so anche che non mi troverò più in quella vietta in mezzo a loro ultras, e le possibilità che qualcuno voglia ridarmi il pugno preso (se questa persona esiste realmente) rasentano probabilmente lo zero, per cui sarà bello entrarci col sorriso stampato in faccia ricordando quel freddo pomeriggio. Sempre meglio un sorriso stampato in faccia di un cazzotto no?