I 4 atteggiamenti in rete che più odio

Premesso che la figura dell’ “ultras da tastiera” rappresenta tutto il peggio che si possa trovare nel panorama del tifo nostrano e non, e come tale ritengo non meriti nemmeno di essere nominata, noto certe tendenze, o se volete mode, nelle discussioni che si leggono in rete e sui social che, a mio modesto parere, sono pessime e non fanno certamente bene al movimento in generale. Come sempre, senza la presunzione di avere ragione o di giudicare nessuno, vi elenco i quattro atteggiamenti che odio maggiormente.

L’ostentazione forzata (e spesso di comodo) del non essere tesserati. Che voi siate tesserati o meno è una vostra scelta che non mi permetto nemmeno di commentare, odio però leggere tutte quelle frasi fatte con lo stampino tipo “sono un no tessera per mentalità”, “non ci pieghiamo allo stato e non ci tesseriamo”, “tesserato pezzo di merda”, “tesserato ultras di stato”. O meglio, non è che odio leggere queste frasi, ma cerco di capire chi le dice, perchè questo fa la differenza. Mi spiego. Un conto è chi, coerentemente col proprio ideale e da sempre ha rifiutato di tesserarsi e un conto chi non lo è perchè non ci si pone il problema. Esistono infatti alcune tifoserie che solo quest’anno, a causa dell’unificazione delle due categorie di Lega Pro, hanno dovuto affrontare il discorso “tessera del tifoso”, e in rete sembrano adesso i più accesi combattenti del sistema. Altri tifosi, invece, spesso del Sud ed espressione di piazze importanti ma che militano nelle categorie dilettantistiche, noto che tendono ad avere atteggiamenti tipo “noi in giro senza tessera”, “non ci pieghiamo al sistema”. Beh, certo, è probabile che per le loro trasferte, oltretutto vicino a casa, non serva nemmeno la tessera, quindi è facile fare i duri e puri in questa situazione. A questi tifosi, auguro di farsi un anno in A o in B, e vediamo quante settimane dura la loro convinzione filosofica di girare l’Italia senza tessera. Io scommetto che dopo due mesi il primo 50% viene daspato, e il restante si rompe le palle di spendere soldi e stare fuori dagli stadi. Chi invece continua nella propria lotta, con coscienza e convinzione, ha il mio rispetto. Ho visto, per esempio, in rete recentemente foto dei tifosi dell’Entella non tesserati fuori dallo stadio di Catania, applausi per il loro ideale. Penso di non dire nulla di sbagliato nel sostenere che, di solito, le fasi che una tifoseria attraversa relativamente al discorso tessera sono: “noi non ci tesseriamo, duri e puri”, che dopo un paio di anni diventa “diamo libertà alle proprie coscienze” che è il passo che precede poi l’inevitabile tesseramento di massa, per cui a certi tifosi inviterei un pò di cautela prima di esporsi come integralista, perchè l’esperienza di decine di migliaia di tifosi è lì da vedere e, magari, tra un anno la propria curva si tessererà. Solo il tempo dirà veramente chi combatte la tessera e chi no.

La chiusura mentale a prescindere di certi tesserati. Io sono tesserato, ma so perfettamente a cosa ho aderito, quali sono gli aspetti critici di questo strumento e sono conscio anche dell’assurdità e della pericolosità del sistema. L’ho accettata dopo un percorso personale che mi ha visto inizialmente critico ma poi ho deciso, in realtà quasi subito, di piegarmi ad un sistema che comunque continuo a combattere con altre modalità, per esempio con diversi articoli qui sopra, perchè ritengo che la priorità sia comunque quella di seguire la squadra. Ma odio quei tifosi che nemmeno si sognano di capire cosa hanno in mano, cosa hanno firmato e che così facendo insultano l’intelligenza di chi si espone mettendoci la faccia e, talvolta, pagando con un daspo e una denuncia penale in nome di una battaglia che sta combattendo anche per lui.

L’ostentazione ipocrita del seguito di tifosi in trasferta. Mi rendo conto che tifando per una piccola realtà del Nord possa essere più coinvolto, ma odio quando qualche tifoso, generalmente di una grande squadra o di qualche realtà del Sud, si pavoneggia in rete per quanti tifosi portano in trasferta. Quando leggo “1000 km di distanza ed eravamo in 500, siamo grandissimi” mi sale un crimine che non avete idea perchè è facile partire in 50 dalla propria città del Sud Italia e ritrovarsi in 500 nel settore ospiti perchè gli altri si aggiungono dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Liguria e dalla Svizzera dove risiedono. E ancora, è facile per una tifoseria per esempio di una squadra di Milano partire in 100 dalla propria città e ritrovarsi in 500 nel settore ad 800 km di distanza, raccattando su tifosi da tutta Italia. Intendiamoci, non è certamente una colpa avere tifosi in tutta Italia o di essere del Sud e risiedere al Nord, però è comunque un dato di fatto. Se da Novara, o Parma o Cremona partiamo in 40 per raggiungere Trapani, a Trapani in 40 siamo. Se da Trapani o Salerno o Lecce o Avellino o la città che volete, partono in 40 per raggiungere Novara, Parma o Cremona, in quanti sono poi a destinazione? Per cui un pò di onestà intellettuale non farebbe male.

Il sentirsi un tifoso superiore in rete senza andare una volta allo stadio. E’ differente dalla figura dell’ultras da tastiera perchè questo non si sogna minimamente di generare guerre o di vantarsi di averle combattute, anzi, solitamente è critico con tutto ciò che riguarda il mondo dei tifosi. Però, chissà per quale strano motivo, frequenta le pagine ultras, critica gli altri tifosi, si apre anche siti e blog sulla sua squadra e si mostra come il primo dei supporters competenti. Ma allo stadio mai, per carità. Non metto in dubbio, in termini assoluti, che non siate tifosi, ma non capisco questa vostra esigenza di criticare un mondo che semplicemente non conoscete e voi siete i primi ad essere invisibili a loro. Parlate di 4-4-2 o 3-5-2 nei bar e nei forum frequentati da vostri simili, ma non parlate in nome e per conto di una tifoseria con frasi alla cazzo tipo “da tifoso di XY mi indigno per…” oppure “i tifosi della XY non possono accettare che…”. Parlate per conto vostro per favore.

Sono da sempre un sostenitore dell’importanza e della bellezza di un confronto in rete tra tifosi, ma è davvero difficile riuscire a farlo senza finire in guerra o venire scoraggiati da interventi che mirano solo a dimostrare di avercelo più grosso o di denigrare l’avversario, invece di affrontare certi argomenti e tematiche facendo tesoro del contributo di tutti. Non dimostrate di avere mentalità se in una discussione in cui, per esempio, interviene qualche noto avvocato romano che combatte il sistema voi scrivete “tesserato pezzo di merda”, o “napoli merda”, e nemmeno di avercelo più grosso o di essere dei combattenti. Dimostrate solo di essere dei pirla senza credibilità. Che è la cosa peggiore per un ultras.