Moviola, maledetta moviola

E’ tutta settimana, precisamente da dopo Juve Roma, che in tv e rete si parla solamente dell’arbitraggio di Rocchi, di malafede e dell’esigenza di utilizzare la moviola in campo. Premesso che il Sig. Rocchi non è certamente l’arbitro che preferisco (ricordo un Novara Genoa con una sua direzione molto discutibile) e che considero la classe arbitrale italiana preparata solo dal punto di vista atletico ma scarsa dal punto di vista tecnico, penso che molta gente che richiede la moviola lo faccia più per incazzatura post sconfitta o per certezza di aver subito un dolo che per vera convinzione.

Chi è nato televisivamente parlando con Biscardi e Mosca al “Processo del Lunedì”, non può non essersi mai riconosciuto nell’urlo “moviola in campo!” ripetuto in loop per anni e anni, ma a me, che quella trasmissione l’ho vista per almeno un quindicennio della mia vita, quell’urlo non ha mai pienamente convinto, anzi non mi ha mai trovato d’accordo. Per prima cosa credo si debba uscire da un equivoco di fondo: la moviola serve a cosa? “a garantire la regolarità del campionato ed evitare palesi ingiustizie”. Ecco, è proprio questa argomentazione, per altro diffusa, che mi fa incazzare perchè presuppone il dolo sistematico messo in atto dagli arbitri, e questo è anche normale e legittimo in un tifoso, ma si riconduce la questione della regolarità solo ad alcuni eclatanti episodi in una partita, ma così invece non è, perchè se un arbitro ipoteticamente volesse condizionare l’esito di una partita, potrebbe continuare a farlo per esempio fischiando falli a centrocampo solo contro una delle due squadre, oppure potrebbe estrarre un cartellino solo a cinque minuti dalla fine invece che al decimo minuto di gioco, e in casi come questo che ve ne fate della moviola? Diverso invece il discorso (e qui mi trova più favorevole) per pochi e ben definiti casi, quali goal o no goal, o se il fallo da rigore è avvenuto dentro o fuori l’area, ma in questo caso la moviola è già obsoleta perchè esiste una tecnologia già sperimentata negli ultimi mondiali, sicuramente più precisa di un rallenty alla tv che ad oggi non ha ancora ben chiarito se fosse goal o meno quello dell’Inghilterra nel mondiale del 1966. Ma siccome la massa non sta chiedendo di utilizzare la tecnologia solo in questi casi, ma di estenderla ai fuorigioco, ai falli cattivi e a mille altre situazioni, mi chiedo se siamo davvero pronti ad assistere alla trasformazione di una partita di calcio in una partita di football americano o di rugby, con diecimila interruzioni chieste, nel caso del calcio, da chi non è dato a sapere. E’ l’arbitro che decide in campo se guardare la tv? Lo deve richiedere il capitano? Lo richiede la panchina?

Intendiamoci, sono il primo che nella mia vita in uno stadio o in rete ho urlato la mia rabbia contro decine di arbitri o contro la “Juve” del caso, e a seconda del livello di carogna che avevo in circolo in quel momento ho sempre pensato che dovesse pagare direttamente l’arbitro in questione, tipo costringendolo ad uscire alle 4 di mattina dallo stadio o cose del genere, ma invecchiando e vedendone tante, mi sono semplicemente convinto di due cose: la prima è che se sei più forte alla fine vinci, perchè il Novara alla fine è stato più forte e dalla C è arrivato in A, e l’Inter alla fine è stata più forte e ha vinto tutto, entrambe arbitrate dagli stessi arbitri poi considerati venduti, e la seconda convinzione è che gli arbitri sono proprio scarsi di loro. In fin dei conti, chi arriva ad arbitrare in A è chi comunque è passato prima dalla B e dalla C, e se in quelle categorie assistiamo ad arbitraggi osceni, non vedo in base a cosa gli stessi in A dovrebbero poi essere migliori. O davvero pensiamo che sia tutto deciso a tavolino, che i Presidenti e gli arbitri abbiano un gruppo su whatsapp e discutano il prezzo di una partita, i giocatori poi se le vendano alla Snai e i tifosi coglioni danno poi da mangiare ai giornalisti in tv, ma allora mi chiedo cosa ci possa portare a seguire ancora questo calcio, oppure bisognerebbe iniziare ad accettare che l’occhio umano non possa distinguere, in un’azione veloce, se un giocatore si trovi in fuori gioco oppure no per 5 cm e che quindi la decisione possa essere presa a cazzo, nella speranza sia giusta.

Voglio essere chiaro: gli arbitri mi stanno sui coglioni, e il senso di questo articolo non è quello di difendere la loro categoria ma di ragionare sull’opportunità o meno dell’utilizzo della tecnologia, e di che effetti può avere su una partita. Difendo il diritto, in quanto tifoso pagante, di dar loro dei cornuti perchè è da quando esistono gli arbitri che qualcuno sostiene siano cornuti, quindi non vedo perchè quelli attuali non lo debbano essere, però ritengo sia peggio stare settimane a parlare del sesso degli angeli su quanto Rocchi sia stato in malafede nel non fischiare un fuorigioco non segnalato dal guardalinee o farsi pippe mentali infinite sul “Palazzo” che ti vorrebbe morto. Sono tutte cazzate da tifosotto della tv. Non so se accettare tutto questo possa essere inquadrato in un contesto di “cultura sportiva” oppure è semplicemente rassegnazione o soltanto scarso interesse al circo mediatico post partita, ma questo penso. Mi incazzo molto di più se un mio giocatore non suda e onora la maglia, cioè quell’atteggiamento per il quale non serve ne un arbitro in malafede e nemmeno una moviola in campo a farmelo notare.