Gazzetta, maledetta Gazzetta

Non è che voglia per forza di cose prendermela sempre con la categoria dei giornalisti, però ultimamente mi regalano spunti di riflessione e di critica che non riesco proprio a farmi scivolare addosso. L’imputato di oggi è la Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo più letto in Italia, e il tema sul quale trovo la rosea palesemente in difetto, se non malafede, è la serie B a 21 squadre e il possibile ripescaggio del Novara o di altra Società. Ho sempre pensato che il dovere di un buon organo di informazione, soprattutto del principale relativamente al tema di competenza, dovesse essere quello di informare i lettori nella maniera più neutrale possibile, lasciando gli editorialisti di turno l’onere e l’onore di prendere posizione. Perchè un conto è scrivere un articolo e un altro è scrivere un editoriale, dove non c’è nulla di male nell’esprimere un parere che, in quanto tale, possa essere condivisibile o meno.

E’ evidente che il tema mi è caro, perchè se non ci fosse il Novara coinvolto probabilmente non scriverei nemmeno questo articolo, ma è altresì vero che non lo scriverei proprio per mancanza di imput da parte degli organi di informazione nazionali che, ad esclusione di Sportitalia (che non lo fa certamente per amore di informazione, ma questa è un’altra storia ndRett), hanno per oltre un mese completamente ignorato il “problema” di una prossima serie B a 21 squadre. Infatti, che in Italia si stesse aprendo un dibattito relativamente all’opportunità di avere un campionato “monco”, lo sapevano soltanto quelli di Novara, chi ascolta Sportitalia e chi segue il Presidente Abodi su Twitter. Per tutto il resto, che comunque rappresenta la maggioranza del popolo sportivo italiano, il tema non è semplicemente arrivato alla sua attenzione. Perchè me la prendo allora solo con la Gazzetta? Me la prendo con la rosea perchè, ultimamente, a differenza di altri organi di informazione che continuano a tacere, ha iniziato ad affrontare la problematica, forse proprio perchè sta assumendo una certa rilevanza. La questione, infatti,  si sta spostando anche su un piano giudiziario, politico e televisivo. Ma invece di informare sul tema con degli articoli giornalistici, l’impressione è che, come suggerisce il mio amico Max Barbero in uno dei suoi editoriali, faccia vere e proprie arringhe difensive pro “sistema” degne di un grande avvocato. Perchè, (cito sempre Barbero ndRett) “dall’era calciopoli in poi è chiaro che la rosea sta sempre dalla parte della stanza dei bottoni, qualunque cosa accada ed anche quando la logica sportiva suggerirebbe il contrario. In cambio può pubblicare in anticipo sugli altri verdetti, riforme, sentenze. .”.  E quindi, quando proprio non può più tacere, ecco che in pochi giorni pubblica tre articoli differenti: in un primo articolo scrive che la decisione presa dall’Assemblea di Lega per una serie B a 21 squadre è irrevocabile e che non sarebbe stato effettuato alcun ripescaggio. In un secondo articolo, sempre al riguardo dell’argomento dice che, qualora ci fosse stata apertura per un ripescaggio, le aventi diritto devono dimostrare di avere un pedigree pulito, ovvero non devono avere punti di penalizzazione negli ultimi due camponati. Oggi, invece, aggiunge un’ulteriore condizione che riguarda i termini entro i quali si dovevano presentare le richieste di ripescaggio che, a detta del giornalista, il Novara non avrebbe rispettato perchè trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione della disposizione approvata dalla FIGC, ovvero quella in cui blocca i ripescaggi votata il 27 Maggio. Peccato che il Siena sia stato escluso solo a metà Luglio, come avrebbe potuto il Novara presentare domanda di riammissione se nessuna squadra era stata ancora estromessa?

Sembra quindi evidente che ci sia in atto una prova di forza tra il Novara e il “sistema”, dove per entrambe le parti l’apparato difensivo scricchiola, perchè il Novara è retrocesso sul campo e deve combattere contro una disposizione approvata dalla FIGC mentre la Federazione stessa ha salvato, per esempio, il Bari in maniera molto discutibile con l’aggravante dell’averlo fatto in campionato in corso, quindi in un eventuale contenzioso sarebbe indifendibile. Ma nel dubbio, il principale quotidiano sportivo nazionale non si fa scrupoli nello stare dalla parte della FIGC, fornendogli quasi quotidianamente spunti difensivi. L’immagine che si sta creando un lettore neutrale è quella di una situazione abbastanza confusa, con un campionato prossimo a partire che vedrà ogni sabato una formazione riposare, ignorando tutto un mondo scettico e critico che c’è alle spalle, guidato in primis delle stesse Società che alla prossima serie B ci dovranno partecipare, e via via delle agenzie di scommesse che pongono seri dubbi sulla regolarità di un campionato che inevitabilmente obbligherà squadre in lotta per la promozione e la salvezza a non giocare insieme, fino ad arrivare alle televisioni che hanno contratti firmati per una serie B a 22 squadre. Qualcuno tempo fa portò in Italia il termine “prostituzione intellettuale” parlando proprio della capacità di pilotare l’informazione a proprio uso e costume. Non so se siamo a questi livelli, ma sicuramente ci stiamo avvicinando.

Non so se il Novara verrà ripescato, come la penso l’ho scritto in occasione dell’estromissione del Siena e non voglio tornare sull’argomento adesso, tuttavia non posso non schifare questo modo di fare informazione che trovo assolutamente scorretto e parziale. Non ho altresì dubbi che, in caso di ripescaggio, la Gazzetta sarà la prima a schierarsi col Presidente Abodi che quel giorno si dichiarerà certamente felice per una soluzione di un problema che avrebbe certamente creato criticità diffuse ed imbarazzo generale. Tutti saranno felici e contenti oppure il Novara dovrà accettare di giocare in Lega Pro, coerentemente con l’esito del suo campionato appena concluso.

E’ un peccato che questa vicenda non potrà mai essere letta con la giusta neutralità, perchè ci sarà sempre il “mondo Novara” che ricorderà questa estate in una maniera, il “sistema” e le tifoserie rivali nella maniera opposta, e in mezzo il mondo che semplicemente ignorerà questa vicenda o la bollerà con un populista “siamo proprio in Italia”. Ed è inevitabile che finisca così, perchè se non cercassimo la verità e combattessimo per un diritto solo quando siamo toccati in prima persona, non saremmo Italiani. Oggi tocca a me, e mi girano i coglioni.