Questa è Novara

Il profilo ufficiale del Novara Calcio su Twitter ieri apriva le danze del live blogging di Novara Varese così:

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Premetto che non ho assolutamente l’intenzione di polemizzare con l’ufficio stampa del Novara, sono amici  e poi, a parti invertite, pure io avrei sottolineato ed esaltato i quasi 9000 spettatori di ieri, ma non riesco a togliermi quella spiacevole sensazione di amarezza ed incazzatura per aver rivisto uno stadio pieno, forse ancora di più dei play off dello scorso anno, che ha regalato quel colpo d’occhio da (nostra) serie A che non si vedeva da quei tempi. E quando macino, non sono capace a nasconderlo. Che il sottoscritto combatta quotidianamente l’occasionale è risaputo, che uno è libero di fare quello che vuole nella vita pure (ma se me lo ribadite in questa sede vi mando gentilmente a dar via il culo, perchè questo è un blog integralista che non viene incontro a nessun tipo di persona che non prende seriamente lo stadio ndRett.), ma quando viene erroneamente esaltata la città per l’amore verso la propria squadra, io non sono capace a stare zitto. Anzi mi girano proprio i coglioni.

Questa cosa del “Questa è Novara” ho iniziato a sentirla dal (fu) Presidente Accornero durante l’esplosione nucleare della promozione nella massima serie. La città esplose, paralizzata da decine di migliaia di persone festanti, bardate di bianco azzurro. “Questa è Novara” disse il (fu) Presidente in diretta su qualche emittente Nazionale che mostrava la cittadinanza gioiosa. “Questa è Novara” lo ribadì quella sera il neo eletto Sindaco, che forse non si era nemmeno ancora insediato e che mai si era visto prima del 12 Giugno 2011 al Piola, nonostante quel giorno corresse festante sul sintetico e sorridesse alle tv. “Questa è Novara” è stato ribadito in occasione dei quasi 8000 spettatori nel derby dello scorso anno, nei successivi playoff persi contro l’Empoli e appunto ieri. Ha senza ombra di dubbio ragione chi dice “questa è Novara”, perchè questa è Novara. Ma allora quale è il problema? Il problema è solo il punto di vista da quale si guarda la questione, perchè chi dice “questa è Novara”, lo fa per lodare il pubblico ed esaltare all’esterno quello che viene ritenuto un oggettivo vanto e punto di eccellenza. Invece io dico “Questa è Novara” per lamentarmi di una cittadinanza vergognosamente assente e menefreghista nei confronti della squadra di calcio, salvo negli anni buoni.

Lo sapete quale è la Novara che vedo io? E’ quella che ha iniziato ad informarsi del Novara quando ha percepito che la serie B potesse essere una cosa concreta. E’ quella che ha fatto la coda di notte per assistere alla partita della vita contro il Padova; quella che ha fatto la coda per sottoscrivere piu di 12000 tessere del tifoso (una buona fetta delle quali, dopo due anni, nemmeno ritirate fisicamente) perchè interessati ad andare a Torino e Milano; quella che era sempre presente in A e poi non si è più vista, è quella che ha portato 7500 tifosi contro i gli odiati vercellesi (ma donne e bambini gratis), o i 9000 di ieri (di cui 5000 che hanno pagato 1 euro). La Novara che vedo io è quella che lecca il culo alla Dirigenza per gli accrediti in tribuna e nonostante questo la critica; è quella che sanno che si vuole retrocedere, che non ci sono più soldi, che non si vuole salire. La Novara che vedo io è quella che al Sabato riempie i ristoranti la sera ma se chiedi ad ogni tavolo quanto ha fatto il Novara non lo sa nessuno; è quella che ha cavalcato l’onda dei successi aprendo Novara Club o riempiendo i locali di bandiere col solo fine di aumentare il proprio giro di affari sfruttando il marchio Novara; è quella dei giovani nelle scuole che, durante gli incontri formativi coi giocatori, alla domanda “chi di voi va allo stadio?” nessuno alza la mano. La Novara che vedo io è quella che quando fai una raccolta di beneficenza allo stadio nei settori “dei ricchi” ti dice: “ma non è che voi ci andate in vacanza con i miei soldi?”. La Novara che vedo io è quella che nega i bus ai suoi tifosi, perchè “sono cattivi e fanno danni”; è quella i cui steward rompono le palle a chi tifa Novara per uno striscione o perchè si avvicina al settore ospite ed è quella che in certi settori non può portare dentro nemmeno un giornalino. Questa è Novara, e se dite il contrario mentite sapendo di mentire.

Altra cosa sono i tifosi del Novara. Ci sono due modi per descrivere con una foto chi ha il Novara nel cuore: o postando una foto di venti anni fa, quando il Novara lo seguivano (negli anni bui) 500 grandi persone, alcune delle quali nemmeno più al mondo, oppure mostrando questa molto più recente:

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ho scelto questa perchè concedo l’alibi dell’essersi avvicinati al Novara solo dopo la doppia cavalcata, ma non il comportamento della città post retrocessione in B. Questa è la trasferta di Vicenza del 17 Novembre 2012. Retrocessi dopo un dignitoso campionato in A, le cose stavano andando male. Quella mattina partiamo in 18 su un bus di 54 persone. Arriviamo a Vicenza e i poliziotti che ci attendono si mettono a ridere  dicendoci “ma siete solo voi e qualche auto?”. Questa foto è il momento del nostro vantaggio, poi la partita finì 2-1 per loro e le cose per noi si fecero brutte, salvo poi fare un ritorno clamorosamente importante e sfiorare la promozione in A dopo un playoff con oltre 8000 paganti. La mia “polemica” sta nel fatto che per me “Questa è la vera Novara”, e non i 9000 di ieri, nella maggior parte dei casi inutili menasfiga benpensanti e criticoni. Ma queste foto è difficile vederle, se non sui Social di chi c’è sempre, proprio perchè sono considerate una vergogna da mostrare.

Chiariamo un concetto. Tutto il mondo è Paese, è stato, è e sarà sempre così. Ricordo la trasferta di Bari dello scorso anno, con meno di 1500 persone (contro le 40.000 di adesso) o quelle di Livorno del passato con uno stadio freddo e vuoto che si è poi riempito per la promozione. O ancora Pescara, con una curva vuota e spenta poi esplosa nell’era Zeman, Verratti, Immobile e Insigne. E’ inevitabile che quando le cose vanno bene il pubblico risponda e quando le cose vanno male scompaia. Ma credo sia normale nel vostro mondo, non nel mio. Come ho sempre detto, questo è un blog integralista, il cui autore mostra totale assenza di assertività e comprensione nei confronti di chi vede lo stadio come una delle tante opzioni di svago. Questo è il blog, questo sono io. Sarebbe come chiedere ad un comunista old style di stringere la mano ad un nazista. Ti sputerebbe in un occhio (e viceversa). Lo so anche di pensarla in maniera differente da tantissimi amici che mi dicono “hai ragione, ma servono anche queste persone per riempire lo stadio, ti danno una mano”, ma non ci posso fare nulla, penso di vivere in una città di merda, fatta di anziani bigotti e giovani arricchiti con vestiti firmati che, nella maggior parte dei casi, emulano il mito della Milano da bere riempiendo quei pochi locali alla moda e spendendo paghette in drink multicolor che gli fanno pure cagare. Girano all’infinito come lobotomizzati per il centro, fino a quando si fidanzeranno e poi sposeranno una loro simile, e finiranno per fare la stessa cosa spingendo un passeggino. La cosa più eccitante che faranno è quella di andare a sentire il concerto estivo gratis in centro di qualche pop star italiana in declino, salvo poi tornare allo stadio quando il Novara li farà entrare gratis oppure tornerà in A, semmai accadrà. Questa è Novara, magari una visione estremizzata, ma chi mi dice che non è una fotografia reale mente sapendo di mentire.

Adesso scrivetemi in mail, lasciatemi pure un messaggio con scritto che esagero, sentitevi offesi o mandatemi a cagare su FB o Twitter, ma non cambio opinione di Voi. Andremo in 600 a Varese o Cittadella nei Play Out e riempiremo ancora lo stadio in casa. Sarà festa se ci salviamo, “lo sapevo” se retrocederemo. Ma non cercate la comprensione e l’aiuto di quei 4000 che comunque a Novara ci sono sempre o di quei 50 che han girato lo stivale. Loro sono i tifosi del Novara, voi siete la Novara.