modenasabato maggio 12

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Modena, maledetta Modena

Avete presente quando, per scaramanzia, provate a cambiare tutte le vostre normali abitudini sperando che questo possa invertire una tendenza? Ecco, siamo noi in partenza per Modena. Bus diverso dal solito, ma non solo, perchè uno era troppo poco per farci star dentro tutti e due erano troppi, allora ecco sbucare il furgoncino da 9, dentro al quale il sottoscritto si è seduto comodamente. “Ho buone sensazioni, bus nuovo e pullmino, stavolta è la volta giusta” è il commento quasi unanime che si sente al ritrovo. In realtà, l’aspettativa di assistere a un risultato differente non è solo alimentata dalla nostra incrollabile fede, bensì è frutto di una settimana di “lavori forzati” al campo di concentramento di Novarello della squadra, dal quale sono emerse solo dichiarazioni improntate sul grande ottimismo e convinzione. Riassumendo: “andiamo a Modena a fargli il culo“.

Bene, si parte. L’umore è decisamente alto. C’è chi organizza già i festeggiamenti salvezza cantando cori tipo “se ci salviamo, tutti a Lugano”, ovviamente non a visitare il bellissimo Lago e a respirare l’aria buona, ma questi son dettagli. Dopo nemmeno 10 km ci siamo già scofanati pane, salame e gorgonzola, il tutto innaffiato da fiumi di birra perchè “tanto oggi gli facciamo il culo, sono carichi”, e quindi il clima non poteva che essere goliardico. C’è chi in autogrill compra pure i peluches giganti di Peppa Pig, il che dimostra quanto i valori di alcool nel sangue fossero ben oltre la soglia di tolleranza. Arriviamo a Modena, pare estate piena.

Modena mi sta sulle palle, ma non per la squadra o la tifoseria locale, anzi. Modena mi ricorda una delle 5-6 partite che mi hanno segnato come tifoso (a fine campionato farò un post in tal senso ndRett.), ovvero il punto più basso toccato dal Novara Calcio e dal sottoscritto come tifoso al seguito, quando un venticinquennio fa, anno piu anno meno, la città ospitò lo spareggio salvezza contro il Pontedera per non retrocedere in serie D. Pontedera 3 Novara 1, retrocessi nei dilettanti poi fortunatamente ripescati. A parte questo infausto ricordo, come ho già detto in altri articoli penso che Modena abbia uno dei miglior impianti della categoria, se non d’Italia. Rappresenta quello che è molto vicino al mio ideale di stadio, con un solo evidente difetto: manca la copertura nel settore ospiti. Il che vuol dire che se ci vai in trasferta come lo scorso anno che diluvia, il commento che ti viene da dire è “ma vaffanculo che posto di merda, è tutto coperto tranne che per gli ospiti”, mentre se ci vai col  caldo torrido di Sabato scorso, il commento rimane “ma vaffanculo che posto di merda, è tutto coperto tranne che per gli ospiti”. A parte questo, è davvero bello. La curva del Modena, poi, è tanta roba, seppur tutto il mondo è paese, perchè gli anni scorsi che facevano un onesto campionato da metà classifica non erano nulla di chè, oggi che lottano per i play off sono imponenti. La bellezza di un impianto con copertura è anche quella di creare un effetto rimbombante ai cori degli ultras, e uno stadio come quello di Modena (o Cesena per fare un altro esempio) è l’ideale in tal senso.

Finisce il primo tempo,  1-1. Siamo tutti rincoglioniti dal sole che abbiamo preso, e nell’aria puoi chiaramente percepire due sapori: il primo è quello della vittoria, perchè “oggi stiamo giocando, gli facciamo il culo nella ripresa”, e il secondo è quello di minestrone Findus, proveniente dalle ascelle di ognuno di noi evidentemente non adeguatamente linde dopo un viaggio e un tempo sotto un sole cocente. Inizia la ripresa, e in sequenza 2-1, 3-1 e rigore per noi parato dal loro portiere. “Ma vaffanculo, squadra di merda, posto di merda” è la sentenza definitiva. “Minchia meno male che gli dovevamo fare il culo, chissà se ce lo facevano loro a noi come finiva” mi dice lo Scarda particolarmente deluso.

E poi c’è il viaggio di ritorno. Ormai lo passi un po’ facendo improbabili calcoli matematici e tabelle per scongiurare una retrocessione immediata, e un po’ ti diverti pure a leggere tutti i messaggi che ti arrivano, che vanno da “aspettiamoli a Novarello e li uccidiamo tutti questi bastardi” a un po’ più morbido “io non mollo ancora, ci salveremo”. Personalmente non ho pensieri, o meglio sposerei entrambi gli estremi dei due messaggi elencati, ma quello che mi porterò dietro da questa trasferta è il vuoto che noto, piano piano, sta invadendo tantissimi amici al seguito con me. Perchè un conto è la parte goliardica, ovvero il divertimento nel passare una giornata con gli amici, e un altro è l’aspetto tecnico e la paura di una retrocessione. Nonostante non passi settimana che qualche esponente della Società o della squadra non esterni la sua incazzatura e delusione o rimproveri i tifosi per qualcosa, la verità è che davvero il Novara ha giocato in tutte le Regioni d’Italia con un buon numero di tifosi al seguito, che sono poi sempre tornati a casa umiliati da prestazioni spesso imbarazzanti. E hai voglia ad autoconvincerti con gli slogan tipo “oltre la categoria”, “al di là del risultato” e a cantare “ti seguo sempre anche se perdi sempre”. La verità è che ti girano i coglioni e non poco.

E quando un tifoso è incazzato, non lo calmi più coi discorsi sui progetti e con le scuse tipo “ci abbiamo messo l’anima”. Sono questi i momenti che augurerei ad ogni calciatore di avere un Lotito come Presidente. Perchè il prossimo anno i pullman per le trasferte noi li faremo ancora, anche qualora si giocasse in Lega pro, ma i giocatori sono certo che pensano “un contratto in B lo strappo ancora”. Bene, è ora di onorare i contratti e rispondere “il contratto firmato ce l’hai amico mio, buona Lega Pro“. Lotito farebbe così, e tu Massimo De Salvo, che farai?