genny-carogna-ultra-napoli_980x571 maggio 05

Tag

Siamo un popolo di Genny a’Carogna

E’ curioso come tanta gente mi abbia chiesto, dopo i fatti della Nocerina,  nuovamente un parere su quanto successo a Roma Sabato sera. Avete presente quando la gente si sente sicura di se, ti ritiene in difficoltà da quanto è certa di essere nella ragione, e quasi ti sfida per vedere fino a dove sei capace a spingerti per difendere l’indifendibile? Ecco, mi sento un po’ così con amici e conoscenti.  “ma hai visto a Roma? Che schifo, tutto in mano agli Ultras camorristi. E te fai parte di quel mondo”. Ma cosa volete che vi dica? Vi aspettate che, in nome di un’ideologia, diventi ridicolo nel difendere chi si mette a provocare una rissa e poi, sentendosi in difficoltà, tira fuori una pistola e spara alla gente in mezzo alla strada? E’ evidente che sia un gesto da colpevolizzare, su questo non ci sono dubbi, perchè si tratta di un fatto criminale. Ma se avete così tanto tempo da perdere per chiedermi cosa ne penso, allora vi beccate anche la mia incazzatura per l’ennesimo e vergognoso esempio di come l’opinione pubblica italiana abbia bisogno di avere un mostro da sbattere in prima pagina, colpevolizzarlo, demonizzarlo e ridicolizzarlo, e di come i media si prestino a cementare questa idea.

Come dicevo, atteniamoci ai fatti. Un altro fatto incontestabile, oltre a quello dei colpi sparati, è la Conferenza stampa del Questore di Roma che dice esattamente:

“Non c’è stata alcuna trattativa. Noi come polizia abbiamo assecondato alla richiesta della società Napoli, che ci aveva chiesto di spedire il capitano sotto la curva. Hamsik ha spiegato due cose ai propri tifosi: i “colleghi” della Fiorentina non erano coinvolti negli incidenti. E soprattutto, non era vero che il tifoso ferito, Ciro Esposito, era morto. Qualcuno – aggiunge il Questore – aveva fatto circolare apposta questa notizia. Come pure, a un certo punto, era iniziata a girare la notizia che ci fosse anche un bambino tra i feriti”

allora, o vi assumete la responsabilità di dire chiaramente “il Questore di Roma dice cazzate”, oppure non hanno senso, a distanza di quasi 36 ore, tutte le baggianate che in tele e sui social network continuano a venire dette e scritte. Eppure ancora oggi in tv abbiamo sentito sproloqui e lezioni di moralità sul fatto che un Ultras abbia deciso o meno se giocare un match o dell’assurdità del fatto e di come un Paese civile non avrebbe permesso tutto questo. Ma di cosa stiamo parlando? Il problema è il Sig. Genny a’ Carogna; mi chiedo però che cosa avrebbe fatto di male concretamente? Quale reato avrebbe commesso? Ve lo dico io. Quando dico che i media plasmano i pensieri di chi ha bisogno del mostro in prima pagina, lo penso veramente. Viviamo in un Paese in cui Sky, in occasione dell’ultimo Derby di ieri sera, si rifiuta di fare un primo piano su questa coreo Milanista di protesta contro il Sindacato della Polizia che plaude chi ha ucciso Aldrovandi, evento particolarmente “scomodo” da commentare, e Mediaset Premium fa un’inquadratura solo di sfuggita:

aldroderby

 

ma invece i primi piani sulla maglietta con scritto “Speziale Libero” nessuno si è preoccupato di censurarli, anzi sono stati usati come rafforzativo ed argomentazione per far passare come un mostro il capo della curva. Inoltre, suo padre è Ciro de Tommaso, ritenuto dagli inquirenti affiliato ad un clan camorristico. A prescindere dal fatto che possa essere vera o meno l’accusa al padre (quindi lui non centra nulla) , in Italia c’è uno strano concetto di Stato di Diritto in base al quale solo a piacere si dice che bisogna attendere le sentenze dei tribunale, si lega questa cosa a lui e lo si fa diventare il primo dei camorristi. Perchè l’impressione che ho avuto è che i media, prima di dirci chi fosse e cosa avesse fatto il Sig. Genny, abbiano sottolineato il patrimonio genetico che gli appartiene. La manipolazione dell’opinione pubblica è quindi completata da una trasmissione come quella di Giletti:

giletti

e il resto lo fate poi voi, scrivendo la baggianate che avete scritto in questi giorni sui Social Network. Aggiungiamoci poi che è grosso, tatuato ed è un leader della tifoseria, ergo è un delinquente. Mi rendo conto che se arrivi a diventare il leader di una curva come quella del Napoli, probabilmente un seminarista non lo sei, e adesso non voglio nemmeno fare il difensore d’ufficio di una persona che qualche problema con la legge lo ha anche avuto, però credo che quanto ha fatto a Roma sia poco per infamarlo a prescindere.

Altro fatto vergognosamente strumentalizzato: la trattativa. Quello che la gente non vuole capire, è che esiste un rapporto tra la curva, o suoi esponenti, e le Società di calcio, ma non necessariamente strutturato come viene descritto da chi non conosce (“gli ultras sono a libro paga della Società”),  semplicemente è un rapporto di odio amore a distanza, dove per esempio, se gli ultras invitano la squadra ad andare sotto la curva, la squadra ci deve andare. E’ una legge non scritta dello stadio che esiste da una vita, e che non poteva sfuggire Sabato in un momento di tensione così marcata. Non dimentichiamoci che qualcuno ha vergognosamente fatto circolare voci falsi, tipo la morte di un bambino ad opera dei tifosi avversari… Ma tornando a questo rapporto tra curve e Società, per esempio, dopo l’ennesima vergognosa prestazione del Novara, il sottoscritto ( con altri esponenti) è stato a colloquio fuori dallo stadio col Presidente a chiedere chiarimenti, oppure tante altre volte l’ho fatto con la squadra (ricordate Ternana Novara?) . Bene, quello che ho fatto io e chi era con me, è ne più ne meno quello che il Napoli ha fatto con la sua curva Sabato sera, quando Hamsik ha parlato col capo curva. La differenza la fa solamente il contesto e il numero, perchè a Novara queste cose le pretendiamo in 30 pirla, a Roma invece c’erano decine di migliaia di tifosi e un tam tam di notizie false che hanno alzato il livello di tensione. Ma allora, cari media e caro italiota medio da post strappa like su Facebook, o quello è un delinquente oppure lo siamo tutti noi, perchè anche io ho “trattato” con la mia Società un ritiro punitivo, anche io ho preteso venissero a testa bassa sotto la curva dopo una sconfitta, anche io li ho mandati a cagare “de visu”. Quindi, coerentemente a quanto avete detto, davvero sostenete che il Novara Calcio sia vittima delle persone come me? Davvero credete che Genny a’Carogna abbia dato l’assenso allo svolgimento della partita o vi siete convinti che il suo dire “Si si” fosse relativo ad altro?

Condanno chi ha sparato, condanno la maglietta di Genny a’Carogna, posso arrivare a condannare il girare con spranghe seppur dopo essere stati attaccati, ma condanno anche voi giornalisti, che non avete l’onestà intellettuale di ricostruire una sola volta nella vostra vita un fatto da stadio nella maniera corretta, e condanno anche voi, gente comune, che vi siete riempiti la bocca con gli amici di banalità senza senso. Aprite la mente una buona volta, ricostruite i fatti e pensate con la vostra testa. Non vi chiedo di accettare questo mondo e di giustificarne certe dinamiche, vi chiedo però di non credere sempre a tutto ciò che vi viene detto ma avere un minimo di coscienza critica. Spesso chi parla è il primo che non sa nemmeno di cosa stia parlando. E se gli date retta, non passate per più intelligenti. Anzi.

“Le maglie le ho portate io sotto la curva perchè dovevamo solo stare zitti e abbassare la testa, non potevamo neppure chiedere scusa, di che cosa poi? Di una prestazione del genere? I tifosi hanno fatto tanti chilometri, meritavano il nostro rispetto, mi sembra normale prendere gli insulti difronte a una partita da parte nostra incolore e ad una classifica che fa schifo”. Michele Serena, Allenatore Padova Calcio.