QUALE TIPO DI ULTRAS SEI?

Un tema che mi appassiona da sempre è quello di dare una definizione più o meno definitiva dell’Ultras modello, ovvero descriverlo in maniera assolutamente realistica in modo da non lasciare spazio ad interpretazioni: o si è ultras o no. Frequentando da una vita gli stadi e le curve ho poi maturato la certezza che è impossibile dare una definizione univoca, perchè il panorama di profili di chi si definisce ultras, spesso diametralmente opposti l’uno dall’altro, è talmente vasto che appunto risulta problematico riunirli in una comune definizione.

Senza nessuna intenzione di dare giudizi a nessuno, ma solo per spirito goliardico e per pura curiosità di mettere nero su bianco quante differenze ho notato tra le persone che stanno insieme a me in curva e allo stadio,  parto con una carrellata di tipologie differenti di Ultras che identificherò con un aggettivo scelto in maniera del tutto personale. Mi scuso con chi eventualmente si possa sentire offeso riconoscendosi in uno di questi profili, ma garantisco che la mia vuole essere solo una descrizione asettica, senza appunto alcun tipo di giudizio. Inizio.

L’Ultras tormentato. E’ la figura a mio modo di vedere che più si avvicina al modello descritto dai sociologi, ovvero di un profilo tendenzialmente duro, con un modo di vivere lo stadio esattamente uguale a quello con cui affronta la vita reale. Ha bisogno di identificare sempre un “amico” e un “nemico”, perchè rifiuta a priori qualsiasi tipo di compromesso o di sfumatura, sia che si parli di un rapporto di amicizia che in una qualsiasi presa di posizione su un qualsiasi argomento; o sei con lui o contro di lui, o è bianco o e nero, il grigio non esiste, ed è proprio questo suo essere così tormentato che lo può rendere aggressivo. Se sei un amico allora hai la fortuna di conoscerlo più intimamente, ed è probabile che si riveli fondamentalmente un buono, estremamente affidabile ed onesto, merce rara al giorno d’oggi, contrariamente, è quasi certo che risulterai totalmente invisibile ai suoi occhi. Proviene da un’estrazione sociale estremamente vasta, può essere quindi di buona famiglia o avere alle spalle una situazione non facile.

L’Ultras disagiato. E’ invece la figura che più si avvicina al modello descritto dai media, soprattutto quando vogliono farlo in maniera negativa. Di fatto, è una derivazione dell’Ultras tormentato, con la differenza che il suo tormento non è frutto di un carattere molto forte ed irrequieto ma è quasi sempre una conseguenza di uno stile di vita abbastanza border line e da parecchi problemi che purtroppo ha dovuto affrontare nel corso della sua vita. E’ probabile provenga da un’estrazione sociale non elevata, seppur non è raro trovare casi di “figli di papà” così, e spesso per lui lo stadio è lo strumento attraverso il quale riesce a sfogare la propria rabbia e tensione che accumula nella quotidianità. Tendenzialmente è diffidente nei confronti delle persone, soprattutto quelle che percepisce essere “più fortunate”, ma è facile che non riservi grandi aspettative o conceda subito fiducia ad un qualsiasi estraneo. Ma se hai la fortuna di conoscerlo, sicuramente troverai in lui un amico fedele, difficilmente egoista ma anzi pronto a condividere con te gioie e dolori.

L’Ultras goliardico. E’ un profilo di persona estremamente amichevole e bonacciona, che concepisce lo stadio e il gruppo come una forma di divertimento assoluta e svago personale, più che come uno stile di vita. Lo stadio infatti spesso è solo il pretesto per riunirsi in compagnia, come potrebbe essere una discoteca o una festa di paese. Se smette di divertirsi, sparisce, perchè appunto quello che fondamentalmente ricerca è il divertimento estremo. E’ una persona fondamentalmente “Trash”, nel senso che, in nome del divertimento e di una risata, non si pone alcun tipo di limite etico e morale nei confronti di nessuno, anzi si nutre di eventuali “punti deboli” di chi è oggetto della sua goliardia per poterli trasformare in sfottò. E’ normale per lui, per esempio, scherzare sui morti o su un handicap, passando per una persona cattiva quando in realtà è esattamente l’opposto. Proviene da un’estrazione sociale quasi sempre non elevata, è amante di grandi bevute ed è in generale quasi impossibile trovarsi in disagio in sua compagnia, perchè con lui sono garantite grosse risate e spensieratezza.

L’Ultras modaiolo. E’ sostanzialmente il profilo di persona che personalmente più odio. Vive la sua passione, se di passione si può parlare, essenzialmente come un modo per mettersi in mostra, o come una moda momentanea. Veste coi capi più costosi e firmati, tendenzialmente che ricordano quelli indossati dagli hooligans inglesi negli anni ’70 – ’80, come un vero attore entra nel personaggio che vorrebbe essere realmente iniziando addirittura a parlare per slogan e frasi fatte sentite dai veri Ultras, tipo “non mi avrete mai come volete voi”; “acab” o scatenando presupposti per scontri con gli avversari ovviamente tenendosi sempre ad una distanza di sicurezza di almeno 80 metri. Quasi sempre di buona famiglia, quando il gioco si fa duro o la moda scompare, sparisce per sempre, nel frattempo si vende come l’Ultras con più mentalità esistente sul pianeta.

L’Ultras supporters. E’ una figura molto più diffusa rispetto a quanto si possa pensare. E’ una forma di tifoso ibrida, nel senso che rifiuta a priori qualsiasi tipo di concetto di “mentalità Ultras”, infatti difficilmente riesce a percepire l’importanza di una pezza, del fatto che il gruppo debba venire prima del singolo individuo, quasi mai accetta il fatto che l’essere un Ultras possa implicare uno scontro con una tifoseria avversaria o con le forze dell’ordine. Ma nello stesso tempo si trova a suo agio a stare con persone che invece si riconoscono in un modello più estremo, partecipa a tutte le vicende della curva con una presenza costante e garantisce un apporto di voce importante, tale appunto da essere equiparato ad un vero ultras.  E’ sicuramente un grandissimo appassionato, perchè mette al primo posto la fede per la squadra e mai vivrebbe senza stadio, ma è possibile che questa sua passione duri appunto solo i 90 minuti della partita e che, una volta a casa, metta nel cassetto la sua passione in attesa del prossimo match, a differenza di chi vive la sua passione 7 giorni su 7, seppur ne conosco tantissimi che vivono per il calcio tutti i giorni. Proviene da estrazioni sociali piu variegate, non ha distinzione di età e sesso e, nella maggior parte dei casi, è fondamentalmente una persona tranquilla.

L’Ultras politicizzato estremista. E’ una figura che sta sempre più scomparendo e che, personalmente, non amo molto. Può apparire come un “infiltrato” ma può anche essere spinto da una vera passione, utilizza il movimento per dare sfogo alla sue personali guerre contro il mondo. Per lui trovarsi in un corteo politico o allo stadio è la stessa cosa, se questo può sfociare in un atto dimostrativo contro il sistema o contro le forze dell’ordine.  Proviene da un’estrazione sociale solitamente non elevata, e vede nella partecipazione politica il suo interesse fondamentale. Non ha niente a che vedere con l’eventuale identificazione politica di una curva o di un gruppo, perchè spesso non ne fa nemmeno parte ufficialmente, ma lo utilizza come leva o strumento per poter esprimere il suo dissenso. E’ molto più probabile trovarlo nelle curve delle grandi piazze, proprio perchè il numero importante di chi le frequenta gli consente di operare nell’anonimato.

L’Ultras politico. A differenza di quanto descritto sopra, è quello che riesce perfettamente ad identificarsi nel movimento ultras, nella passione per lo stadio e da parecchia importanza alla connotazione politica  della propria curva. Slogan politici, simboli e canzoni, sia essi di destra o sinistra, sono parte fondamentale del repertorio da esibire in una partita, e in alcuni casi rappresentano addirittura l’aspetto fondamentale. E’ una figura trasversale, nel senso che potrebbe essere un tormentato, un disagiato, un supporters o un goliardico, ma difficilmente è un modaiolo. O ce le hai nel sangue certe caratteristiche non ce le hai.

Cosa hanno in comune tutti questi profili? Che alla domanda “ti ritieni un Ultras?” la risposta sostanzialmente è SI! E penso che la magia dello stadio sia anche questa, riuscire a far sembrare uguali persone che, basta leggere qui sopra, hanno davvero pochi punti in comune, se non appunto la propria sciarpa. Vi sfido a dimostrarmi di non aver conosciuto mai nessun “ultras” che si avvicina a uno da me descritto, ma Vi invito anche a farmi notare se ho dimenticato qualche categoria. Sono sinceramente curioso.

E voi, quale tipo di Ultras siete?