Dall’uno all’undici

Oggi ho il piacere di parlarvi del libro “Dall’uno all’undici”, l’ultimo di Emanuele Giulianelli, un “football writer” come lui si definisce, che scrive anche per la Gazzetta dello Sport. Ho conosciuto virtualmente Emanuele su Twitter, rispondendo ad un tweet nel quale chiedeva ai suoi follower cosa ricordasse loro la “Virescit Boccaleone”. Mi ha colpito questa domanda, anche perchè erano parecchi anni che nessuno mi ricordava quella squadra che, in uno dei suoi primi campionati di successo, vinse a Novara nell’ennesimo anno incolore di C2. Ricordo che mio padre, da buon novarese, tuonò  un “siamo proprio una squadra di merda. Vince anche la Virescit e noi mai”. In realtà, una volta sfiorata la B, per la Virescit iniziarono gli anni più bui, con problemi societari. Da Virescit Boccaleone diventò prima Alzano Virescit, e poi solo Alzano, e il caso volle che il Novara, battendo proprio in casa l’Alzano, vinse qualche anno dopo il campionato di C2.

Dall’uno all’undici parla di storie di calcio. Quelle storie che non passano mai di moda, e anche tra cento anni sarà bello leggere. Chissà se tra cento anni, per esempio, ci saranno altre storie tipo quella del Castel di Sangro in B, o del Licata di Zeman, che vengono raccontate con dovizia di particolari.  Ma questo libro lo conserverò, e mi permetto di consigliarlo, principalmente per tre capitoli che riguardano altrettanti episodi che ricordo con affetto. I primi due riguardano due partite di calcio: Atalanta Malines e Genoa Ajax, due semifinali di Coppa che hanno visto le italiane soccombere. Ero abbastanza giovane, ma ricordo di aver sperato nella vittoria, che oltretutto sarebbe stata meritata, delle due italiane che non erano “importanti” quanto le big ma che stimavo per il pubblico che si portavano sempre appresso. Ho ancora qualche immagine conservata in qualche angolo di Hard Disk della curva genoana in trasferta in quella partita, e ricordo il calore e colore che trasmettevano che, già da bambino, era uno degli aspetti dello stadio che più mi emozionavano.

E poi c’è il terzo capitolo, quello che parla di Lorenzo Pinamonte. Un perfetto sconosciuto per la massa, un idolo per alcune piazze, tra cui quella di Novara. Lorenzo Pinamonte è quel profilo di calciatore che, se hai conosciuto e se guardi il calcio attuale, ti chiedi come possa non aver fatto un altro tipo di carriera. Giulianelli lo presenta così:

alto un metro e 94 cm, peso di 90 kg, il numero 9 sulla maglia e tatuato sul polso destro. Nato il 9 aprile. Number nine nel destino. Il suo allenatore a Bristol è Russel Osmann, un mostro sacro del calcio inglese che ha anche preso parte al film “Fuga per la vittoria” con Pelè. Il giorno della sfida contro le riserve del Manchester United ci son ben 11.000 spettatori e Pinamonte realizza due reti. Tra i suoi avversari c’è un certo Darren Fletcher, che diventerà titolare nei Red Devils e nella nazionale scozzese.

Dall’uno all’undici non è un classico libro cartaceo. Lo potete acquistare in formato pdf al costo di 1 Euro cliccando qui . Sono 90 pagine che si leggono in fretta, ma che vi garantisco non vi deluderanno. Emanuele Giulianelli lo potete seguire invece su Twitter con l’account @EmaGiulianelli

E già che ci siamo, ecco Lorenzo Pinamonte: