2011-12-13 gennaio 07

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Steward, maledetti steward

Inizio questo 2014 di blog parlando degli steward, da me affettuosamente chiamati “omini gialli” dal colore della loro pettorina. Figure più volte citate nei miei racconti, soprattutto nelle trasferte, stanno diventando sempre più protagonisti nelle giornate di partite, più per la loro inutilità che per l’effettivo aiuto che possono dare agli spettatori. Lo steward nasce ufficialmente, nella forma più simile a quella attuale, col Decreto Ministeriale dell’8 Agosto 2007, che prevede il loro utilizzo in tutti gli impianti con capienza superiore alle 7500 unità. In realtà, la figura dello steward era già presente da qualche anno negli stadi italiani, rappresentata in maggior parte da volontari spesso reclutati tra i tifosi, col compito soprattutto di aiutare il pubblico a trovare il proprio posto all’interno dell’impianto e di essere il primo riferimento nella richiesta di soccorsi in caso di malore. Col tempo, copiando ovviamente per l’ennesima volta il modello inglese (il sito dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive riporta infatti spesso il concetto “contrasto del fenomeno dell’hooliganismo” parlando di loro ndRett.), si è deciso di creare questa figura del tutto simile a quella britannica, pensando ovviamente di risolvere tutti i mali del calcio.

In generale, non sono contrario allo steward in quanto tale. Viviamo in un mondo dove, piaccia o no, si vuole trasformare una giornata allo stadio stadio in un’esperienza sempre più simile a quella di un teatro, di conseguenza, una figura preparata, che conosca bene l’impianto, e che sia il primo riferimento per quel tifoso con meno dimestichezza, è bene ci sia. A mio avviso, però, ci sono due problemi fondamentali relativamente agli steward italiani, uno diretta conseguenza dell’altro: non è stato ancora creato un vero e proprio corpo di steward, e l’inadeguatezza media di chi ora lo è.

Il fatto è che tutti possono diventare steward. E’ una figura che percepisce poche decine di euro e solo il giorno dell’evento, e basta fare una banalissima ricerca su google per capire che, il reclutamento, sia stato messo in mano alle varie agenzie interinali e quindi sia stato preso d’assalto dai giovani. L’errore italiano è che si è voluto creare una figura con compiti molto importanti senza però trasformarla in un mestiere, perchè ancora si viene pagati poco e a cottimo, quindi non è un’attività che può essere  presa in considerazione se non da studenti che vogliono arrotondare qualcosa oppure da chi un lavoro ce l’ha già. Quando va bene, il posto lo prende un disoccupato, ma basta girare negli stadi e vedere uno steward per capire che questo è un universitario oppure uno che lo fa come secondo lavoro, come facevano una volta gli “strappa biglietti” all’ingresso. L’errore è grave perchè porta appunto a quello che considero il secondo problema: l’inadeguatezza. Il sito della polizia di Stato chiarisce molto bene i compiti degli omini gialli, soprattutto in questo passo:

L’attività degli steward comprenderà, oltre alla bonifica dell’impianto, il prefiltraggio ed il filtraggio, con compiti anche all’interno dello stadio durante l’incontro ed in occasione del deflusso. In caso di trasgressione delle disposizioni da parte di uno spettatore, per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria, gli steward provvederanno a richiamarlo all’osservanza dell’obbligo o del divieto, invitandolo, se del caso, a lasciare l’impianto. Qualora l’invito non sortisse effetto, lo steward accerterà l’identità dello stesso attraverso la verifica di un valido documento d’identità e l’esibizione del titolo d’accesso, procedendo alla successiva segnalazione dei fatti alle competenti autorità.

Non serve essere abituali frequentatori di uno stadio per capire che, il compito che ho riportato, non possa essere svolto da chiunque, e soprattutto non possa essere a carico di un ragazzino o ragazzina di 20 anni che ha l’approccio di quello che vuole guadagnarsi qualche soldo per le vacanze estive o per l’iPhone. Per riprendere verbalmente per esempio un ultras, e addirittura sanzionarlo o chiedergli i documenti, serve una persona preparata, predisposta al dialogo, che sappia chi ha davanti e capisca determinate dinamiche, oltre ad avere doti caratteriali molto forti. Ma questi profili caratteriali non sono comuni, devono essere ricercati con attenzione e poi istruiti adeguatamente. E devono ricevere un giusto compenso. Quello dello steward deve appunto diventare un mestiere, e non un ripiego, altrimenti è del tutto inefficace e deleterio. La mia esperienza mi porta a dire che, mediamente, ci sono due profili di steward ben definiti che si trovano negli stadi, ed entrambi pericolosi: quello totalmente passivo, vittima dell’inesperienza e del carattere poco forte, e quello che crede di essere diventato lo sceriffo della contea. Il primo, ovviamente, è del tutto inutile, e il secondo invece è spesso causa di tensioni che, nei casi più gravi, possono degenerare. Spesso, l’omino giallo sceriffo è quello col potere di bloccarti una pezza o uno striscione all’ingresso (quando non lo demanda ad uno della Digos ndRett.), e quasi sempre lo fa utilizzando un’autorità che gli viene conferita sì da un Decreto, ma che non viene riconosciuta, anche in buona fede, da chi sta entrando in uno stadio, perchè la massa nemmeno è a conoscenza dell’autorità di queste persone quasi sempre esercitata in un modo non consono. La gente conosce pefettamente il potere di un poliziotto, ma ignora che, in certi casi, uno steward è considerato esattamente come un esponente in divisa. Quindi un ragazzotto che in mali modi leva dalle mani una bandiera al bambino, che reazione pensate generi nel genitore?  Ecco due esempi. Per quello degli steward sceriffi posso rimandarvi all’ultima trasferta di Verona, per quello sugli steward inutili posso citarvi proprio lo stadio Silvio Piola di Novara in occasione dell’ultimo Novara Bari, quando a fine partita, un banalissimo litigio (o scambio di opinioni, se preferite) tra due esponenti della curva che ha prodotto solo un reciproco scambio di sberle e nulla di più, ha mandato nel panico i ragazzini con la pettorina gialla che hanno richiesto l’intervento della Digos: morale della favola, chiusura degli ingressi per evitare che nessuno uscisse, 150 persone fermate che hanno dovuto fornire le generalità (nemmeno esibire i documenti, solo dire il nome – pare ci fossero oltre 100 Mario Rossi – ) perchè nessuno ha giustamente saputo dire a quello della Digos cosa fosse successo, visto che niente era successo e i più nemmeno se ne sono accorti.  Dal nulla si è sfiorata una guerra termonucleare, che sarebbero bastati tre steward competenti per evitare.

Lo stadio che frequento io purtroppo ha una concentrazione di steward sceriffi sopra la norma, che in certi stadi di certe zone d’Italia probabilmente durerebbero una partita. In occasione di Novara Siena di fine Agosto, per esempio, uno steward sul campo ha raggiunto il settore  che occupavo io per contestare il fatto che l’ultimo cm dell’asta di un bandierone arrivasse troppo vicino al campo e, per dirlo, ha preso l’asta urlando “se non la togli te la spacco”. In occasione invece di Novara Empoli di Dicembre, mi è stato riferito che un ragazzo della curva che lavorava al bar dello stadio, ha appoggiato su un tavolino le Fanzine del suo gruppo (quella per la quale scrivo gli editoriali) e per i quali, con Società Novara Calcio informata, il ricavato della vendita sarebbe stato devoluto in beneficienza. Non stava vendendo nulla, ma ha solo appoggiato un pacco di giornalini su un tavolo. Una steward molto giovane gli si è avvicinato urlandogli frasi tipo “scatta la denuncia”, “ti faccio arrestare”, “ti becchi la diffida”. Il risultato è stato quello di grande tensione e il ragazzo licenziato.

Con questi tre esempi, ma ne potrei citare tantissimi altri, spero aver dimostrato come la mancata preparazione di queste persone possa portare ad un risultato totalmente opposto a quello che si è prefissato, risultando addirittura pericoloso per l’ordine pubblico. Ovviamente non è sempre così, a Trapani e a Castellammare di Stabia ho trovato steward simpatici, con i quali si poteva dialogare, e non è un caso che fossero tutti ragazzi abituali frequentatori di stadi. E nemmeno tutti quelli che prestano servizio a Novara sono sceriffi imbruttiti ed incapaci. Ma il messaggio che mi preme lanciare è quello che sarebbe meglio per tutti prendere piu seriamente la questione steward, trasformando quello che è un passatempo ed un ripiego in un vero lavoro. Giustamente retribuito, formato da professionisti e, soprattutto, preparati. Devono diventare una risorsa per i tifosi, non un ostacolo.