vareserinvio dicembre 26

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Contro il calcio moderno

Odio fortemente queste giornate di campionato che coincidono con le feste. Trovo che siano solamente un tentativo di scopiazzare la mentalità inglese, pensando di essere fighi e portare più gente allo stadio, ma in realtà si creano solamente problemi alla gente come me che, durante l’anno, è sempre in giro per l’Italia e non può sostenere discussioni familiari anche il giorno di Santo Stefano. Un conto è aver nel DNA il giocare anche a Natale, e un conto è copiare quella cultura imponendo queste trasferte ai tifosi. Non so come funziona a casa vostra, ma a casa mia il 26 Dicembre è equiparabile al giorno di Natale, quindi pranzi e incontri col parentado. La lunga ed estenuante trattativa sindacale partita mesi prima ha trovato l’accordo finale solo pochi giorni fa: pranzo alle 12 in punto, presenza garantita e miei saluti alle 13,10, perchè a Varese Novara non si può mancare. Tutto molto strano, tutto molto differente, perchè da cultore delle trasferte in gruppo col Bus, questa volta ho dovuto accettare di partire in auto, insieme ad altri buoni compagni di viaggio nella mia stessa situazione. Vi posso far immaginare il mio stato d’animo alle 12 esatte, quando le porte del bus si chiudevano e i ragazzi partivano, io azzannavo un salame e altri prosciutti.

Varese è anche una bella cittadina, col lago. Ma la storia dice che il 26 Dicembre, dal punto di vista meteorologico, è il posto più infame dell’universo. Lo scorso anno, caso più unico che raro in una località col Lago, non si è potuta disputare Varese Brescia a causa di un nebbione degno della Val Padana dei primi anni 80. Quest’anno arriviamo noi, e ci portiamo dietro una 48 ore di nubifragi, oltretutto con intensità crescente. Nel 2010/2011 si giocò un altro Varese Novara, con la particolarità che il primo tempo si gioco un giorno, e il secondo tempo il giorno successivo, perchè nel frattempo una tempestata di bombe d’acqua aveva reso ingiocabile la partita. Insomma, la combinazione di eventi 26 Dicembre e Varese Novara, non poteva che portare a nulla di buono. Si parte ugualmente, le strade sono allagate ma ci avviciniamo alla nostra meta. Quando siamo in zona Malpensa, i cellulari di Paolino e il mio iniziano a vibrare: due whattsappate lasciano pochi dubbi: “Sky dice che è a forte rischio rinvio” il primo “l’arbitro ha fatto il sopralluogo, butta male” il secondo. “Ormai siamo qui, procediamo”. Tempo di superare Busto, arriva la telefonata degli amici sui bus: “ci hanno fatto fermare a Gallarate, la Digos dice di avvisare di non proseguire perchè 99% non si gioca”. Chiamo l’amico Marco di Varese che non riesce nemmeno ad uscire dall’auto ferma nel parcheggio dello stadio, e anche lui mi conferma che difficilmente si sarebbe giocato. Noi tre auto, ormai a Gallarate, in cerca almeno di un bar aperto per bere un caffè. Nulla. Nella ridente Gallarate di aperto c’è solo un kebabbaro, e nemmeno tanto rassicurante. Squilla il telefono :“ufficiale, la partita non si gioca”. Retromarcia, Novara dista solo 32 Km da quel punto, si torna a casa.

Ho appena visto le immagini dallo stadio (vi posto anche il video sotto a questo articolo), e quando le ho viste la mia mente è tornata a quel famoso Derthona Novara del 1986, quando una vera nevicata, non quelle finte che paralizzano le città adesso, stava seriamente mettendo a rischio lo svolgimento del big match della C2 girone A: lo speaker annunciò che chiunque avesse voluto contribuire a spalare il campo avrebbe avuto il biglietto omaggio. Si giocò una partita epica chi finì 1-1. Per fare una cinquantina di km ci impiegammo mezza giornata, ma la partita si giocò senza problemi. E’ vero, siamo in serie B e sono cambiate tante cose. Non c’era un apparente motivo logico per giocare oggi, visto che il pallone nemmeno rotolava, però sarebbe stato bello giocare ugualmente. Sarebbe stata una partita di altri tempi, con 22 gladiatori in campo sporchi di fango pronti ad onorare una classica del campionato italiano, e una grande battaglia di tifo sugli spalti. La partita di oggi sarebbe potuta diventare un bellissimo spot per il calcio, e invece è diventata uno spot contro il calcio moderno. Quel calcio moderno che non ha il minimo rispetto dei tifosi e che risponde solamente alle logiche commerciali delle televisioni, e ai finti interessi delle Società e dei giocatori, che non vedevano l’ora di tornare sul pullman perchè “giocare in queste condizioni si rischiano infortuni”. Dicono che non è spettacolo giocare in un pantano? E’ l’essenza di questo gioco invece. Tutti noi siamo tornati almeno una volta a casa sporchi di fango, con la mamma pronta a bastonarci, e ci siamo sempre divertiti. Dicono anche che non è rispettoso per i tifosi paganti non garantire lo spettacolo, mi chiedo allora quanto rispetto si abbia avuto per chi ha abbandonato un pranzo con i famigliari e ha raggiunto in una giorno di festa uno stadio allagato e ha trovato il cartello “chiuso per pioggia”.

Per voi Varese Novara è solo una data da ricollocare in mezzo ad un calendario fitto di impegni. Per noi era una partita da giocarci alla morte sugli spalti. Ecco la differenza tra noi e voi.