Ultras Lazio Liberi-2-2 dicembre 06

Tag

Laziali liberi

La vicenda dei laziali arrestati a Varsavia mi ha molto colpito e impressionato. Ho assistito nella mia vita a qualche partita all’estero, non in solitario ma con gruppi organizzati, soprattutto in Paesi come l’Inghilterra e la Spagna, e ho sempre avuto la percezione che le forze dell’ordine locali fossero propense ad intervenire sono in caso di reale bisogno. Ho visto, per esempio, in Francia un poliziotto vestito da robocop lasciare il guinzaglio a un rotwailer e questo atterrare un ultras. Ho visto in Olanda una specie di carica coi cavalli, ma parliamo di situazioni limite, e oggettivamente pure giustificate da qualche comportamento eccessivo del gruppo di turno, italiano o straniero, in cerca di scontri. In generale, di ritorno dai miei viaggi, ho sempre avuto la sensazione che il detto “in Italia tutti possono fare quello che vogliono ed è la Polizia per prima che non vuole debellare la violenza negli stadi” non sia nient’altro che uno dei tanti luoghi comuni ripetuti meccanicamente dal popolo, ma che non trovi un concreto riscontro con la realtà, o quantomeno con quella realtà che, nella quindicina di viaggi all’estero che ho fatto, ho potuto toccare con mano. Nella tanto citata e lodata Inghilterra, per esempio, i poliziotti li ho sempre visti farsi i fatti loro. Semmai si potrebbe aprire un discorso sugli steward, ma andrei fuori tema.

Onestamente non mi è ancora ben chiaro cosa sia successo a Varsavia. Ho letto tanti articoli abbastanza generalisti e vaghi, che credo sia impossibile farsi un’opinione supportata da fatti certi. Credo che solo i laziali presenti quel giorno sappiano intimamente cosa sia successo realmente, che reazione possano avere avuto contro la Polizia locale e quale trattamento aver ricevuto. Da attento osservatore di questo mondo trattato dai media e dalla rete, ho avuto serie difficoltà a non provare un senso di disgusto verso la quasi totale mancanza di coerenza e di assenza di solidarietà da parte degli italiani. Basta leggere i commenti a qualsiasi articolo on line per assistere ad un tripudio di vergognose condanne e felicitazioni per l’accaduto che sono allucinanti. Poichè le “vittime” sono gli ultras, dietro l’anonimato di una tastiera viene facile scrivere belle frasi e paroloni quali “A marcire in un carcere straniero,visto che qua i naziskin che infestano le curve la scampano sempre”; “Lasciamoli là, sono teppisti” o ancora “Gli fa solo bene a questa gente. L’educazione che non abbiamo saputo dargli in Italia gliela danno all’estero” senza nemmeno avere un briciolo di lucidità e ammettere che, a prescindere da cosa abbiano realmente combinato, ci sono 22 giovani Italiani incarcerati all’estero da giorni, di cui 10 già condannati con capi di imputazioni non chiari (non sono nemmeno stati consegnati i verbali ai legali) e altri 12 in stato di carcerazione preventiva in attesa di prove. E’ vomitevole l’incoerenza di chi ogni giorno sbandiera i principi dello Stato di diritto e poi non si indigna per quanto sta succedendo a questi Italiani, probabilmente vittime di processi lampo molto discutibili.

Non sto prendendo le difese dei laziali a prescindere e non voglio che questo articolo passi come “l’ennesimo pistolotto nazionalista pro ultras e anti istituzioni”, perchè così non è. Chi ha commesso un reato deve pagare e, probabilmente, qualche reato a Varsavia  è stato anche commesso visto che mi viene difficile pensare che la polizia fermi un numero così elevato di tifosi senza alcun motivo. Ma chi non riesce a capire che il problema non sono gli ultras delinquenti in quanto tali, ma è il fatto che nel 2014 un Italiano all’estero in un Paese comunque “sviluppato”, possa essere oggetto di arresto, processo e condanna, senza che gli vengano garantiti i basilari diritti sanciti dalla Costituzione, o comunque un’adeguata difesa legale, è una persona che ai miei occhi non merita rispetto. Oggi è successo agli ultras, domani può succedere ai vostri figli di rimanere coinvolti in una mezza rissa in discoteca a Ibiza,  o trovarsi anche casualmente al centro di una retata anti fumo in qualsiasi altro Paese europeo. Da Italiano mi sento davvero a disagio e preoccupato, perchè vedo un Paese (l’Italia) che non è in grado di tutelare i propri cittadini all’estero attraverso le Istituzioni e una diplomazia poco incisiva e quasi sempre perdente, e vedo un popolo incapace di essere unito e solidale coi propri connazionali, ma che si divide e si rinchiude in posizioni forcaiole di condanna a senso unico.

Mi schiero con chi sostiene il grido “Laziali liberi”, non perchè idealmente questi debbano poter delinquere impuniti in giro per il mondo, ma perchè non si deve andare in carcere per un reato non provato, senza corrispondenza di pena in Italia e in Europa, e senza che i propri legali possano avere informazioni in merito. Una Nazione incapace di unirsi almeno su questi temi, è una Nazione destinata a morire.