ULTRAS ITALIA novembre 15

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CULTURA DELLA NAZIONALE CERCASI

Questa sera gioca la Nazionale a Milano in un’amichevole di lusso contro la Germania. Volevo andare a vederla, più che altro per sentire dal vivo l’inno Tedesco perchè, insieme a quello Russo, sono i due inni che ritengo siano davvero un piacere ascoltare. Diversi amici mi hanno proposto di andare allo stadio , ma alla fine ho declinato. Un po’ perchè son sempre in giro, un po’ per pigrizia e un po’ perchè, conoscendomi, il vedere allo stadio la gente più improbabile che si muove solo per questi eventi un po’ mondani (un collega che ha visto l’ultima partita nel 1975 proprio ieri mi ha confidato di andarci con la moglie) mi disturba. Come me, tanti altri rimarranno a casa. Non c’è nulla da fare, la Nazionale mediamente non attira la massa di tifosi più accesi. Perchè succede questo? Difficile rispondere a questa domanda. Ci provo comunque.

Mancanza di un Gruppo supporter di riferimento riconosciuto da tutti. Un gruppo Ultras che segue la Nazionale esiste da tempo, e si chiama Ultras Italia, tuttavia nel corso degli ultimi anni si è caratterizzato da una linea di pensiero e di episodi un po’discutibili. Ho sempre avuto la percezione che vi fossero dentro infiltrazioni di gruppi ultranazionalisti che sfruttassero la Nazionale più per portare avanti un loro credo che per sentimento Nazionale e passione. Inoltre, seppur il gruppo è diventato a tutti gli effetti il gruppo principale, non è mai riuscito a far breccia nelle curve d’Italia, a loro volta ferme dietro le proprie ideologie e  soprattutto rivalità. “io non tiferò mai insieme a un gobbo”, oppure “che coerenza posso avere se nella vita odio un Napoletano e con la Nazionale ci tifo attaccato?” sono due classici esempi di argomentazioni anti Nazionale sostenute.

Incapacità di non politicizzare il tricolore. In Italia, purtroppo, non si riesce ad uscire dall’equivoco “tricolore = fascio”. Tantissime tifoserie non riconoscono nemmeno il tricolore, figuriamoci arrivare a fare sacrifici per seguire una Nazionale che ha questo tricolore come bandiera.  Alcuni addirittura fischiano l’inno Nazionale, perchè non riescono a non vedere davanti a loro occhi un fascista da combattere, o un sistema politico marcio e corrotto da cui prenderne le distanze. Aver avuto il partito italiano più votato (e odiato) negli ultimi vent’anni col nome di “Forza Italia”,  non ha certamente aiutato a limare certe posizioni così nette.

Mancanza di un radicata cultura della Nazionale. La Nazionale, a prescindere, genera interesse solo ai mondiali e agli europei, soprattutto nelle fasi avanzate di queste competizioni. Questo è un dato di fatto. Il resto delle partite, qualificazioni comprese, non interessano a nessuno, neppure ai calciatori che rischiano infortuni e stress da trasferimento. Tutti abbiamo ancora negli occhi i festeggiamenti a Roma (e in tutta Italia) post vittoria dei Mondiali nel 2006, dove milioni di persone hanno sventolato un tricolore. Le stesse che probabilmente sventolano le bandiere della squadra per la quale tifano solo se vince, e poi diventano invisibili. In pochi in Italia hanno la cultura di tifare per la squadra che rappresenta la propria Nazione, cosa ovviamente normalissima in tantissimi altri Paesi del mondo.

Si gioca troppo. Questa semplicistica e banale affermazione in realtà credo possa spiegare molto del perchè i tifosi più accesi tendando a non seguire l’Italia negli stadi. E’ altamente improbabile che chi segue con costanza la propria squadra di calcio, supportando enormi sacrifici economici e affrontando incredibili difficoltà ostative, abbia ancora risorse da spendere per la Nazionale. Si devono fare delle scelte. Non è un caso appunto che la Nazionale maggiore porti allo stadio quella fetta di tifosi che vedono in Italia Germania un evento una tantum da seguire.

In generale, la mancanza di una vera tifoseria organizzata e lo scarso riscontro tra i tifosi non è un bene, perchè il non avere interlocutori credibili, come gli Ultras e Coordinamenti di Club, porta inevitabilmente la Federazione Italiana a non aver scrupoli nel cercare la massimizzazione del guadagno sulla vendita di determinati tipi di biglietti. Vi ricordate la storia dei quattro amici al bar che volevano vedere Italia Germania agli ultimi Europei? 600 euro per assistere alla semifinale è un prezzo folle, che può spendere solo chi va allo stadio una volta ogni morto di Papa. Purtroppo la Federazione Italiana Giuoco Calcio è complice di questa distanza affettiva tra i tifosi militanti e la Nazionale, perchè non fa concretamente nulla per avvicinare i tifosi e, per esempio, promuovere la nascita di Club di tifosi ufficialmente riconosciuti in ogni città. Se non si riesce a creare un gruppo Ultras perchè è oggettivamente difficile, si potrebbe provare a far nascere un vero Centro Coordinamento Italia Clubs. La FIGC sarebbe la prima a guadagnarci e, perchè no, anche i tifosi.

Alla fine è imbarazzante dover arrivare sempre alla stessa conclusione, e a porsi la solita domanda retorica: in Italia, si vogliono ancora gli stadi pieni?