Più vero dialogo, meno Supporter liaison officer

Come facilmente preventivabile, i fatti di Salerno hanno avuto un eco incredibile. I media, soprattutto oggi che è in corso il Consiglio Nazionale del Coni, hanno attaccato il mondo ultras considerato il male dei mali. Da domenica sera si è letto di tutto, soprattutto scritto da chiunque. Se è vero che ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, anche chi ignora completamente la materia oggetto dell’articolo, e che è doveroso per una testata seguire una personale linea editoriale, è altrettanto doveroso da parte del lettore criticare ciò che si ritiene degno di critica. In base a questo principio, mi auguro incontestabile, non posso non criticare la “Gazzetta dello sport” relativamente ad alcuni articoli odierni. Non bisogna sottovalutare il peso mediatico che hanno determinate testate. Mi spiego. In una competizione elettorale, fortunatamente, il peso del voto della mente più illuminata vale quanto quello del meno colto, ovvero 1 voto. Ma nel campo dell’informazione, è molto differente il peso e l’influenza  sulle persone che certe testate possono avere rispetto ad altre. La Gazzetta dello Sport è il quotidiano nazionale più importante. A prescindere dalle opinioni che legittimamente può avere chi ci scrive sopra, e dalla linea imposta dall’editore, mi aspetterei quantomeno di leggere articoli (e prese di posizione) scritti da chi conosce nei dettagli la materia, e non pistolotti buonisti, popolisti il giusto da far breccia nella gente. Tra le tante inesattezze e, se non si offende nessuno, banalità lette in questi giorni, mi ha fatto riflettere questo passo tratto da un articolo odierno, a firma di Marco Laria e Valerio Piccioni :

I SUGGERIMENTI — Lo scatto in avanti è d’obbligo. Basta con la politica dei divieti fini a se stessi, largo anche a misure inclusive in modo da isolare chi delinque. Se si vuole debellare il tifo violento e, allo stesso tempo, accendere di passione i nostri grigi stadi, bisogna essere in grado di coniugare la repressione chirurgica col dialogo. Dialogo che non significa affatto complicità con quei gruppi che ancora godono di privilegi e pretendono un regime di extraterritorialità per gli stadi. No, quei rapporti malsani vanno interrotti una volta per tutte. Le società, piuttosto, creino confronti trasparenti e virtuosi con le tifoserie: l’Uefa ha istituito la figura del “supporter liaison officer”, cioè del delegato ai rapporti coi sostenitori, ma in Italia devono ancora essere formati! Le istituzioni sostengano i trust di tifosi che anche da noi stanno prendendo piede (gestiscono, per esempio, i settori giovanili di Taranto e Sambenedettese). Insomma, si facciano le riforme perché così non si può più andare avanti.  articolo completo

In questo breve passo, viene fatto riferimento ad una figura specifica: il supporter liaison officer. Premesso che non è affatto vero che in Italia devono essere ancora formati, ma esistono eccome, la domanda che giro ai lettori, ed idealmente ai due giornalisti, è la seguente: voi avete idea di che cosa si occupa concretamente il supporter liaison officer? Ve lo spiego io.

L’Uefa, ci dice questo:

Secondo l’Articolo 35 del Regolamento UEFA sulle Licenze per Club e il Fair Play Finanziario, tutti i club europei dovevano dotarsi di un funzionario per le relazioni con i tifosi (Supporter Liaison Officer – SLO) per la stagione 2012/13, in modo da instaurare un dialogo diretto e costruttivo con i propri sostenitori. L’introduzione da parte della UEFA di questo nuovo requisito apre una nuova frontiera nel rapporto fra club e tifosi ed evidenzia come la UEFA ritenga fondamentali dialogo e comunicazione fra le parti. Quello dello SLO sarà un ruolo complesso, ma con l’impegno di tutte le parti in causa – organi di governo, club, tifosi, forze dell’ordine, steward, autorità locali e compagnie di trasporti – è destinato a diventare col tempo un punto di riferimento per il calcio europeo, in grado di garantire un’esperienza ancora più completa per tutti gli appassionati.

Per chi ama l’inglese, può scaricarsi il documento completo qui.

Conosco molto bene il supporter liaison officer del Novara, perchè ci collaboro nella mia attività di coordinamento dei club, e so che la sua figura ha margini di manovra identici ad altri istituiti da altre Società di calcio. E’ un ex giocatore, un bravo ragazzo. In sostanza il suo ruolo è quello di diventare l’intermediario principale tra i gruppi di tifosi organizzati, ma anche tifosi singoli, e la Società. Lo SLO è il riferimento ufficiale che mi aiuta quando si organizzano serate coi Club nelle quali vengono invitati i giocatori. Si preoccupa di portare all’attenzione della Società eventuali problematiche riscontrate dai tifosi (biglietteria, accrediti…) ed è il riferimento che si occupa di gestire giornate in cui, per esempio, si portano le scuole calcio negli stadi, facendosi promotore di messaggi di pace e fair play. E’ una figura sicuramente ancora embrionale, che certamente è destinata ad avere più potere, ma è una figura prettamente organizzativa volta a sbrigare determinate problematiche. Insomma, un impiegato della Società stessa.

La critica che mi permetto di avanzare alla Gazzetta dello Sport, è che non si può scrivere un pistolotto piuttosto banale e generico come quello che ho riportato, soprattutto inserirlo come “SUGGERIMENTO” per risolvere il problema Ultras , e darlo in pasto alla massa degli italiani già prevenuta a prescindere. Leggendo quell’articolo si ha la percezione che gran parte del problema sia causato dalle Società che si chiudono e non dialogano coi tifosi, che l’Uefa abbia segnato la via per uscirne (lo SLO) ma che in Italia non siano ancora funzionanti.

Quello che mi aspetterei dal principale quotidiano sportivo (e da chi ci scrive sopra) è di avere una giusta indipendenza, onestà intellettuale e conoscenza del “problema ultras”. Mi aspetterei che fosse ovvio il fatto che ciò che ha spinto i tifosi della Nocerina non può trovare soluzione nello SLO voluto dall’Uefa, perchè il problema è a monte. Sono le Istituzioni che devono trovare una risposta al messaggio lanciato quotidianamente dai tifosi. Sono le differenti Istituzioni che hanno imposto, divieti, repressioni e biglietti nominativi che devono rispondere non a parole ma coi fatti. Le Società di calcio sono le prime vittime di questa assurda burocrazia, non i colpevoli in termini assoluti. Possono essere criticabili anche loro perchè, in taluni casi, effettivamente si chiudono, ma davvero vogliamo far passare il messaggio che gli ultras nocerini potevano e potranno avere in futuro una risposta concreta alle loro domande con l’istituzione dello SLO da parte della Società Campana?

Eppure, in questo momento, la home page della Gazzetta mostra Enrico Letta che annuncia come priorità la legge degli stadi, immancabile slogan tanto populista quanto idiota,  vaneggia insieme a Don Ciotti sul fatto che inculcando i valori dello sport possa ripartire l’economia ( – il nostro paese deve trovare assolutamente la strada della ripresa e questo è molto legato al mondo dello sport. Intorno ai vostri mondi gira la possibilità di far ripartire l’economia – ), ma nessuno che ha il coraggio di scrivere “ma cosa cazzo stai dicendo??????”

In questo momento non c’è nulla di più lontano delle Istituzioni italiane con la gente. Non c’è nessuno che voglia davvero aprire un dialogo e non c’è nessuno che abbia la voglia di provare a risolvere il problema. Perchè per risolverlo, bisogna prima capirlo, e per capirlo bisogna essere informati. Fino a quando chi ha il compito di Governare userà il pretesto degli Ultras per propri scopi propagandistici e presunti interessi economici collettivi, ed entrerà in uno stadio solo con l’auto blu in tribuna per comparire in tv, fino a quando chi ha in mano l’informazione si renderà complice di questi loro tripudi del nulla, e fino a quando sarà consentita qualsiasi forma repressiva nei confronti di chi combatte questo sistema, succederanno altri Salernitana Nocerina.

E’ quello che volete?