nocerini novembre 10

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Questione di ordine pubblico

Chi esaspera il prossimo fa un gioco pericoloso, perché quando una persona scoppia, ha un’onda d’urto che è sempre più grande di sé stessa.

Questa frase l’ho letta recentemente su Twitter da un contatto che seguo. Non so se è una citazione famosa di qualche illuminato, o solo una sua considerazione, ma è perfetta per spiegare cosa è successo oggi a Salerno. A me non piace avere il ruolo di quello che deve per forza di cose esprimere un giudizio su episodi come quello che hanno visto coinvolti gli ultras nocerini, già in tanti lo stanno facendo senza nemmeno sapere i perchè di un gesto che questo Paese considera già criminale, quindi non giudicherò nessuno. Credo, però, che chi come me scrive sul mondo dello stadio e delle tifoserie, non possa esimersi dal dare una propria opinione sull’accaduto. Ed è per questo che lo farò, ma solo a livello generale, perchè non conosco come sono andati nella realtà i fatti, e non mi fido certamente di articoli copia e incolla su internet.

A livello generale, difendo il principio di una tifoseria (e quindi di una curva) di presentarsi dai propri giocatori e chiedere di non scendere in campo a fronte dell’ennesimo vergognoso gesto anti tifosi perpetrato dalle Istituzioni. La curva Nocerina, oltretutto, mi risulta essere stata una delle prime a tesserarsi a livello di gruppi ultras, di conseguenza è ancora più incomprensibile il divieto di effettuare questa trasferta, che per molti di loro rappresentava LA trasferta. L’argomentazione di “divieto per ordine pubblico” applicato al calcio è una motivazione che i Questori spesso abusano, a volte per non aver voglia di gestire un problema ( di Domenica è meglio starsene a casa coi figli che gestire 1000 ultras in trasferta e richiedere forze d’ordine), altre volte perchè chi ha il potere di prendere certe decisioni ha paura anche della sua ombra, ed altre ancora perchè non sono in grado di gestire due problemi contemporaneamente, tipo a Roma che non si può giocare se manifestano anche i No Tav. Da cittadino italiano, sono molto preoccupato di sapere che, nel mio Paese, le forze dell’ordine non sono in grado di gestire un flusso di tifosi in trasferta, per lo più schedati. Sono anche molto preoccupato perchè questa incapacità avviene in maniera assolutamente casuale a seconda della città. A Verona sanno gestire i tifosi del Napoli, a Salerno non sanno gestire i Nocerini. Insomma, prendo atto del fatto che il grado di sicurezza che le Istituzioni sono in grado di garantire dipende in sostanza dalla fortuna che posso avere di abitare in una città rispetto ad un’altra.

Detto questo, e vengo alla citazione iniziale, non si può sempre pensare e sperare che chi viene fatto bersaglio quotidiano di provvedimenti repressivi stia sempre zitto. Non si può pensare che i tifosi, soprattutto quelli più accesi, subiscano cari biglietti, spostamenti di orari assurdi, schedature, allontanamenti forzati dallo stadio anche in assenza di motivazioni indifendibili, e che nessuno prima o poi decidesse un’azione un po’ più incisiva. E’ come il classico bicchiere che si è riempito, goccia dopo goccia, e che è arrivato al culmine. Un’altra goccia ancora e l’acqua esce. I movimenti ultras in italia sono al culmine, quelli che ancora non hanno mollato sono davvero al limite, bisogna che qualcuno prenda a sua volta atto di questo fatto.

Difendo il principio generale che, immagino, ha spinto i nocerini a fare quello che hanno fatto, perchè nel momento in cui in piena notte aspetto la mia squadra di ritorno da 5 pere, vuol dire che non sono diverso da loro. Nel momento in cui, lo scorso anno, quando la mia squadra era penultima e ho cantato “se andiamo in C Vi facciamo un culo così” io non sono diverso da loro. Se lo scorso anno avessero vietato la trasferta a Vercelli, qualcosa avrei sicuramente fatto. Quindi, a livello generale, non posso che approvare un intervento sulla propria squadra, perchè l’ho fatto e lo farei anche io. Arrivo addirittura a dire che, nel mio mondo perfetto e immaginario, dovevano essere i giocatori della Nocerina a minacciare la Lega di non giocare, nel rispetto della propria tifoseria e città. Leggo però che oggi si parla di fatti penalmente rilevanti, come le minacce di morte. Non giriamoci intorno, il livello di gravità del gesto e il relativo giudizio che si può avere ruota tutto sulla veridicità o meno di queste minacce. Perchè se qualche giocatore ha ricevuto frasi realmente minacciose in stile mafioso, come per esempio si sono lette negli atti di tanti processi – come sta la tua bambina, vedo la nonna che la porta a scuola tutti i giorni, starei attento per loro fossi in te – è un conto. Ma se si son sentiti dire solo “se giocate vi rompiamo il culo” e per questo si sono sentiti minacciati di morte, credo che la questione cambi notevolmente.

Adesso stanno parlando in troppi. E’ il momento in cui si danno fiato alle trombe e gli ultras, in generale, sono il nemico da combattere. Io non giudico i nocerini, quantomeno aspetto di sapere come siano andate realmente le cose. Mi limito solo a dire che ogni persona è differente e ha un livello di reazione che, se portata all’esasperazione, può essere incontrollabile. Mi piacerebbe solo che chi quotidianamente ostacola i tifosi in nome della garanzia dell’ordine pubblico, si facesse una riflessione per capire se, presto o tardi che sia, sarà capace di garantirla veramente. Perchè è solo questione di tempo, sia che si parli di ultras che di lavoro, il nostro Paese sta per avere gravi problemi di ordine pubblico.