lavori in corso ottobre 29

Lavori in corso

Quando ho scritto le istruzioni d’uso un’annetto fa, ho detto testualmente:

Non sono un ultras, ma mi rendo conto che più invecchio e più ragiono e penso come un ultras, e la cosa mi piace e non penso che sia necessariamente negativa.

In questo ultimo anno mi rendo conto di aver spostato l’asticella del mio essere tifoso, e di essermi avvicinato sempre di più a quel modello di tifoso che la Società chiama “Ultras”. Non ho cambiato idea su questo aspetto, ovvero rifiuto sempre qualsiasi semplificazione di questa parola che troppe volte è associata ad un fenomeno negativo, o quanto meno dipinto così dalla massa benpensante, ma è altresì evidente che ormai ragiono, agisco, penso, frequento e mi comporto nella stra grande maggioranza delle volte come fa chi Ultras lo è davvero. Non me lo ha ordinato il medico e nemmeno me lo sono imposto, però questo sto diventando. Parlando con amici di vecchia data e facendo outing davanti a una buona birra, notavo di come a 20 anni fossi(mo) molto più “quadrato” di adesso che ne ho quasi il doppio, dove per “quadrato” intendo una persona molto più attenta all’immagine. Stavo attento a non deludere le persone e a non comportarmi in maniera che queste potessero criticarmi. Malato di stadio lo ero già, militante pure, ma in mezzo alla gente, per esempio, mai mi sarei preso a parole con un giocatore avversario o mai sarei andato faccia a faccia con un mio giocatore in una eventuale contestazione, perchè avevo paura di dare un’immagine di me non positiva.

Sono cambiato. Non ho perso il mio equilibrio, non ho abbandonato le mie innate doti di stampo democristiano che mi portano a mediare e a trovare compromessi tra due che si ucciderebbero, non sono diventato un delinquente. Sono solo un po’ più cattivo e cinico. O meglio, adesso me ne frego di quello che la gente possa pensare di me, perchè faccio quello che mi sento di fare. E adesso mi sento di spostare l’asticella del mio essere tifoso in curva, insieme a tanti amici che da anni mi facevano notare la mia contraddizione di vivere da “ultras” in trasferta e da “seduto” in casa.

Ieri la parte centrale della Curva Nord del Piola era vuota. “Lavori in corso” diceva uno striscione. Dietro quello striscione c’è dietro un mondo. Una storia di tifo, di passione e di appartenenza che in tanti come me hanno deciso di riscrivere. Questo blog ormai è parte di me, e per celebrare questa ennesima mia rinascita, ho deciso di rinnovargli il look. Lavori in corso anche per Rettilineo Tribuna blog. Il look ora è più accattivante e moderno, ma mi ci vorrà un po’ di tempo prima di sistemarlo per bene, anche perchè, come sapete, sono autodidatta e, ogni tanto, lavoro pure.

No, il nome al blog non lo cambierò mai. E’ come cambiare il proprio nome di battesimo, è innaturale. La mia prima volta allo stadio è stato nel settore Rettilineo Tribuna, e proprio per questo mai mi sognerei di cambiare questo nome che adoro. Dalla prossima partita sarò in curva. Sarebbe stupido dire che lascio degli amici, perchè non lascio proprio nessuno e gli stessi li vedrò comunque prima e dopo ogni partita, ma il Claudio che guarda la curva cantare non c’è più. Il Claudio è lì che soffre in mezzo a chi canta. Probabilmente l’anomalia era prima, non adesso.

Questo Claudio mi piace di più.  A voi non piace? E’ un problema vostro, non mio.

lavori in corso

foto presa da crazymanuworld.wordpress.com