federico-buffa_620x410 ottobre 26

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Italiani siamo, Italiani resteremo.

E’ difficile convivere con la mia perenne incoerenza e col mio bipolarismo caratteriale che colpisce ovviamente anche il mio approccio col blog. Scrivo solo per me, in maniera libera e passionale, senza curarmi troppo del pensiero degli altri e di aumentare le visite. Non guadagno scrivendo, nemmeno rispondo più alle richieste che mi arrivano per pubblicare banner di qualche azienda (quasi sempre siti porno o bookmakers) perchè non ho interesse a registrare qualche click in più. Però mi fa piacere quando scrivo qualcosa che piace. E non nascondo che rosico come un matto quando vedo blogger o siti che trattano i miei stessi temi e che sono semplicemente idioti ed illeggibili, ma che ottengono una visibilità in rete ed un consenso misurabile in decine e decine di utenti che sistematicamente commentano gli articoli, e che in dieci vite io mai otterrò. Questa riflessione nasce da lontano, da quando gestivo alcuni forum e scrivevo di Inter su qualche sito o anche su questo stesso blog, e mi confrontavo con qualche blogger che durava si e no 9 mesi e poi si scocciava di scrivere, probabilmente andava allo stadio due volte all’anno e tre quarti delle cose che scriveva erano scopiazzate da altri siti. Quasi sempre ero perdente rispetto a loro. Non ci guadagnavano nulla nemmeno gli altri,  però viaggiavano a medie di contatti clamorosamente più alte delle mie. Questa riflessione è comune a tante fatte anche dal mio amico Marco, blogger del Varese che ha un blog simile al mio, seppur lui racconta anche le partite dando giudizi tecnici, mentre io ho smesso di farlo da tempo e mi focalizzo di più sull’aspetto del tifo e delle emozioni. Marco ieri mi segnala questo video, per me illuminante, che invito voi a vedere. E’ un’intervista a Federico Buffa, esperto di Basket di Sky. E’ un’intervista lunga, ma ascoltatela a partire dal minuto 13:45 in poi.

Buffa ha ragione: gli intellettuali non scrivono più di sport, e di calcio. In passato molti intellettuali (cito Brera come esempio per tutti) parlavano di calcio, ma ora non ce ne sono più. Il giornalismo sportivo da talk show (non parlo ovviamente del cronista) è ormai orientato verso il trash. La gente ama vedere Corno e Crudeli che si sfanculano, ama Telelombardia, vuole vedere le corride televisive. Non a caso i film principali di riferimento per gli italiani sul tema del calcio sono “l’allenatore nel pallone” di Lino Banfi/Oronzo Canà e “Eccezziunale veramente” di Abatantuono, che anche io adoro e ho visto centinaia di volte, ma rimangono pur sempre due film leggeri con un’evidente pochezza di messaggi sottostanti. In Inghilterra è pieno di film che parlano di calcio e di altri sport in maniera seria, da noi no, eppure viviamo di pane e calcio tutti i giorni.

Questa considerazione di Buffa trovo risponda perfettamente ai miei quesiti e dubbi circa il concreto riscontro a blog simili a questo. Se qui sopra i miei scritti mantenessero una linea più aggressiva, impostata sulla difesa a prescindere della squadra, la parzialità estrema e la visione integralista a senso unico, se riempissi il blog di “Juve merda, Vercelli merda, tesserato pezzo di merda” e se riempissi il blog di notizie (sempre e solo a favore e mai contro) copiate dalla rete, sono stra certo che verrei letto di più.  Perchè la gente è questo che vuole leggere, e non gliene frega nulla di ascoltare le menate di un signor nessuno che magari si permette pure di criticare la propria squadra. La gente non ha tempo di leggere e di ragionare perchè mediamente dedica pochi minuti al giorno per quello che considera uno svago, e lo svago prevede di mandarla in vacca stile bar sport, possibilmente contornato da un po’ di figa e qualche insulto.

“La cultura sportiva del nostro Paese più o meno è questa. Io credo che gli italiani abbiano il calcio che vogliono vedere, e viene commentato anche come loro lo sentono”

La risposta sta tutta qui. Io vivo il calcio e lo stadio in maniera differente, e quello che cerco di trasmettere scrivendo non può essere adatto a chi considera il calcio come un 5-5-5 di Canà, e lo stadio come lo ha visto Artemio/Pozzetto quando va a vedere Inter Juve nel film “il ragazzo di campagna”.

Non scrivo questo pezzo per lamentarmi di pochi lettori, anzi mi impressionano sempre i numeri che faccio perchè mi dico sempre “non sono nessuno e mi leggono 70 persone al giorno, chissà se fossi famoso”, ma lo scrivo perchè so l’impegno e la costanza che ci vogliono nel mantenere un certo ritmo di scrittura, e credetemi, è umiliante vedersi battuti sempre da sbarbati senza idee e cuore, ma col “dito killer” di chi scrive solo quello che la gente vuole leggere. Io non mi riconosco nel calcio dei salotti televisivi, vedo poche partite alla tv perchè sono sempre allo stadio quindi non ho idoli tra i commentatori. Sabato avrei preso a calci nel culo uno per uno i miei giocatori, prenderei a calci nel culo anche chi allo stadio non ci va proprio e dice “voi siete matti, scendete in piazza per il lavoro, non per dei miliardari viziati” (perchè voi in piazza invece ci andate tutti i giorni col fucile in mano, vero?),  al bar ascolto per forza di cose gli altri parlare di calcio ma non entro mai in una discussione, non vado contro Balotelli solo perchè è la moda del momento farlo, non scrivo “ACAB o No alla tessera si alla passera” per il solo gusto di darmi un tono e (purtroppo) non parlo quasi mai di figa qui sopra. Non faccio, insomma, tutte quelle cose che piacciono tanto a noi italiani.

Ma dove cazzo vuoi andare caro Claudio?