Contro la casta del calcio. Puntata n° 2 (no all’età media in Lega Pro)

Seppur questo blog è molto vicino allo stadio dal punto di vista del tifoso e un po’ meno da quello del calcio in quanto tale e dei giocatori, ci sono degli aspetti che toccano marginalmente la mia vita sugli spalti che però, a mio avviso, meritano di essere raccontati e criticati. Tempo fa abbiamo parlato della casta degli allenatori, tema che ha riscosso interesse e consensi notevoli, segno evidente del fatto che esiste un esercito di giovani tecnici non provenienti dai palcoscenici importanti che meriterebbero di avere qualche opportunità. Il nemico di oggi è Mario Macalli, Presidente della Lega Pro (e il suo amico DG Ghirelli), che solo per il fatto di stare seduto stabilmente sulla stessa cadrega dal 1997 acquisisce di diritto lo status di “casta”.

Non sono mai stato un estimatore del Rag. Macalli. Ho sempre giudicato inopportuna la sua Presidenza a causa del conflitto di interessi “morale” di cui era ed è vittima, per il fatto di essere a capo di una Lega in cui ci gioca la squadra che lo ha visto ricoprire la carica di Vice Presidente per soli 25 anni (per intenderci ho sempre ritenuto assurdo il periodo di transizione della Lega A con Galliani Presidente per lo stesso motivo). Conflitto di interessi diventato effettivo lo scorso anno quando è stato, a livello personale, oggetto di compravendita dei marchi del Pergocrema e Pergolettese rivenduti successivamente (fonte Wiki). Ho visto tanta Lega Pro, e ho sempre visto lodare Macalli per aver brillantemente risolto diverse problematiche, ma a me è sempre sembrato che fosse vittima degli eventi e non promotore di cambiamenti, perchè, per esempio, i diversi fallimenti che hanno ridotto numericamente le squadre lo hanno obbligato ad alcune riforme che probabilmente da solo non avrebbe mai proposto. Ricordo come epocale la sua grande idea di rinnovare il nome della Lega, da serie C a Lega Pro 1 e 2, ecco questo possiamo dargliene atto, ma la stessa prossima rivoluzione che eliminerà la distinzione tra Lega Pro 1 e 2 è frutto di un confronto globale  e richiesta delle altre Leghe e naturale conseguenza della riduzione del numero delle squadre.

Ma che Macalli abbia svolto solo il compitino non è necessariamente un male, perchè quando ha deciso di metterci del suo, ha partorito a mio avviso una delle più vergognose ed ingiuste riforme: l’età media in Lega Pro per aver diritto alle sovvenzioni, oggetto di una dura opposizione da parte dell’Assocalciatori. Facendola breve, Macalli sapendo delle enormi difficoltà economiche delle squadre di Lega Pro e spinto dall’esigenza di vedere sempre più giovani emergere dalla sua Lega, ha legato l’erogazione di parte dei contributi alle sole Società che faranno scendere in campo 11 giocatori con età media di 24 anni in Lega Pro 2 e 25 anni in Lega Pro 1. Questa assurda norma sta di fatto rendendo complicatissimo il tesseramento dei giocatori over 25 anni, in quanto alzano la media d’età e risultano strategicamente poco appetibili rispetto ai giovani. Se è vero che la parte di contributi legata a questo vincolo è di poco più di 100k a squadra, è altresì vero che oggi 100k rappresenta una parte di contributi alla quale non si può rinunciare. Quindi nessuna Società o quasi può permettersi di rischiare di sforare il vincolo. Per giustificare il tutto, interviene l’amico di Macalli, il DG della Lega Ghirelli, che senza giri di parole dichiara:

“Chi a 24 anni gioca ancora in Lega Pro dovrebbe farsi due domande sul proprio destino, noi della Lega Pro gli diamo la possibilità di permettergli di trovare una nuova strada lavorativa”. (fonte)

Traduzione: se a 24 anni sei ancora in lega Pro, non è ora che vai a lavorare? 24 anni sei ancora quasi un ragazzino. La storia del calcio parla di decine e decine di forti giocatori esplosi dopo i 25 anni che, ci fosse stata questa norma, probabilmente non sarebbero esplosi poichè tagliati dalle Società.

Come sapete sono uno di quelli che “solo per la maglia”. Però non sono nemmeno ipocrita, perchè mi piace vedere belle partite, e per essere belle occorre che ci siano campioni che, probabilmente, hanno un’età avanzata. Siccome non è la normalità che una squadra di Lega pro abbia già i Verratti, Insigne e Saponara ventenni, ma abbia una marea di ragazzini di poco futuro, la competitività della categoria era garantita dagli esperti trentenni ex Serie A e B, che adesso si ritroveranno senza contratto. Ne consegue che la spettacolarità della Lega Pro scenderà drasticamente, e tifosi assisteranno a partite di modesto contenuto tecnico. Aggiungiamoci il fatto che quest’anno non ci saranno retrocessioni dalla Lega Pro 1, capite quale appeal può avere questo campionato.

Non difendo mai i calciatori a prescindere, però, da tifoso, pretendo di vedere in campo sempre il meglio, e il meglio non può essere garantito distruggendo qualsiasi forma di meritocrazia. Con questa norma, l’emozione del goal di Marco Rigoni sarebbe stata difficile da vedere, poichè il ragazzo in questione giocava in Lega Pro con un età ben superiore ai 25 anni, e probabilmente sarebbe stato tagliato prima.

L’Assocalciatori pare che consiglierà ai giocatori di scioperare. Sciopero giusto, a differenza di quello promosso due anni orsono dai colleghi della Serie A. I calciatori di A e B si stanno schierando contro questa norma, e male fanno a non scioperare pure loro o ad attuare forme di proteste più forti, anche perchè oggi sono nelle categorie più importanti, ma in un prossimo futuro potrebbero trovarsi senza squadra molto prima del previsto perchè strategicamente non più appetibili.

Concedetemi quindi una provocazione finale: visto che chi a 24 anni gioca ancora in Lega Pro dovrebbe farsi due domande sul proprio destino, a 75 non è ora di pensare ai nipotini e alla pensione?

etàmedia

alcuni di questi in foto giocavano in Lega Pro a 27-28 anni e hanno poi fatto vincere partite in A (per esempio il secondo da sx)

foto presa da http://www.granatissimi.com