Abbonamento si, abbonamento no

Non c’è nulla di peggio della ripetitività delle discussioni estive. Dal calciomercato, alla fantasie dei tifosi dopo le prime amichevoli e alle polemiche nei confronti della Società per una campagna acquisti ritenuta insufficiente. Una delle costanti che emerge leggendo qualsiasi comunità in rete di tifosi, è quella dell’opportunità o meno di abbonarsi per la stagione che sta per iniziare. In particolare, c’è un aspetto delle discussioni che mi appassiona ogni anno, ovvero quello di legare la sottoscrizione del proprio abbonamento alla percezione (soggettiva) di ciò che potrà succedere nel prossimo campionato. “La Società ha operato bene? Rinnovo la tessera, ha operato male? Col cavolo che la rinnovo”. Concetto chiaro e sintetico ma che vedrete sostenere con una frequenza impressionante, da Nord a Sud della nostra penisola, dalla A alla Lega Pro.

Non ho mai nascosto la mia forte convinzione di non condividere per nulla questo tipo di approccio. Più che altro, contesto la presunzione dei tifosi di pensare di arrecare un danno alla Società attraverso la mancata sottoscrizione dell’abbonamento, semplicemente per il fatto che, di solito, questo tipo di tifosi poi farà la coda in biglietteria e si acquisterà il biglietto per assistere alla partita. Di conseguenza, alla lunga, pagheranno ancora di più di quanto avrebbero pagato in estate rinnovando il proprio abbonamento. Si parte con la certezza di colpire le Dirigenze che operano male in estate, “non vedono i soldi dell’abbonamento così imparano e lo capiranno una volta per tutte”, e non si vuole capire che, di fatto, si sta facendo solo un regalo a loro. Mi fanno imbestialire i tifosi che hanno questa convinzione, perchè sono i primi a non essere “occasionali”, anzi sono proprio quelli che combattono le forme di tifo interessate esclusivamente alla spettacolo e alla vittoria, ma vivono con la contraddizione perenne di combattere questa mentalità, e poi si comportano esattamente come i tifosotti medi da serie A di vertice, che se vedono arrivare 3 campioni sottoscrivono la tessera altrimenti la vedono per tele con distacco. Tutti capaci a vincere, a perdere invece perdano gli altri.

Io sono della vecchia scuola di pensiero. Penso che, se si vuole colpire finanziariamente la propria Società, sia indispensabile effettuare una sola drammatica scelta: starsene a casa. Assurdo chi vuole contestare i caro biglietti o gli orari assurdi imposti dalle pay tv, e non va più allo stadio ma va al bar a vedersi la partita in tele grazie ad un abbonamento pagato da qualcun altro. Non ci si riconosce più in questo calcio, in questo modo di vivere lo stadio? Perfetto, si molli tutto. Ma questa è una scelta troppo drastica e definitiva, perchè porta alla lunga ad abbandonare una cosa che comunque fa parte di noi, è dentro di noi. Difficile anche combattere un sistema a suon di slogan e ideali, perchè il sistema è troppo forte e alla lunga vince. Quante curve alla fine si sono “piegate” alla tessera del tifoso? Quanti tifosi stanno pagando con diffide, firme in Questura e denunce una passione? Chi ha le palle e il coraggio di combattere il sistema è un numero talmente basso di persone che il sistema non lo batterà mai.

Allora che fare? Io penso per prima cosa che non si debba permettere a niente e nessuno di farsi prendere per il culo. Se la Dirigenza della propria squadra a parole promette  scudetti, promozioni o coppe, e nei fatti agisce sul mercato all’opposto di come dovrebbe fare se volesse davvero raggiungere gli obiettivi dichiarati, il tifoso abbia diritto di trovarsi faccia a faccia coi propri Dirigenti. Ma non per spaccargli la faccia o rompere tutto. La violenza gratuita non porta a nulla, ma per esigere quel rispetto dovuto da persone che, nella maggior parte dei casi, non hanno un centesimo nel loro cuore della passione e dell’amore che provate voi per la vostra squadra. La mia esperienza mi porta a dire che una Società ha molto più paura di cento tifosi che si presentano a chiedere chiarimenti sotto la sede, che di 1000 mancati rinnovi di abbonamenti.

E lo stesso dicorso vale per i vostri giocatori. Vi siete mai trovati faccia a faccia, magari in un allenamento, con un vostro giocatore che dimostra di essere legato più allo stipendio che alla maglia? Pensate che gli interessi qualcosa se su qualche forum scrivete che “è un brocco” oppure ve ne state a casa? E’ trovandovi davanti, guardandolo negli occhi, che capirete che tipo di uomo sia e se vuole/può svegliarsi. Non serve essere cattivi, non serve usare la violenza, perchè poi il sistema ci metterà un secondo a farti passare dalla parte del torto. Educazione e fermezza. Loro rappresentano temporaneamente quello che per voi, probabilmente, sarà una costante della vostra vita. E per quel periodo di tempo che lo faranno, dovranno capire che voi non vi fate prendere per il culo da nessuno, così come i vostri datori di lavoro pretendono da voi il massimo, loro devono capire che Voi siete i datori di lavoro e che pretendete il massimo. La vera protesta è andare a urlargliela davanti ai loro occhi, non pagando il biglietto tutte le volte.

Questa è la vecchia scuola, tramandatami da mio nonno che non si faceva certo problemi a prendere a calci chi lo prendeva per il culo, e in parte da mio padre, lui molto più soft e idealizzatore della filosofia “parliamone e troviamo insieme una soluzione”.  Mi fa ridere chi non sottoscrive più l’abbonamento perchè gli hanno venduto il giocatore preferito. Mi chiedo allora perchè non sottoscriva l’abbonamento della nuova squadra del suo giocatore, visto che l’impressione che traspare è quella di amare più il giocatore della maglia.

Non sentitevi offesi da queste poche righe. Ognuno faccia come crede, ci mancherebbe, io non sono nessuno per pontificare. Ovviamente  non ho nulla da dire a chi non rinnova per problemi economici o a chi davvero vuole continuare a combattere il sistema e non si abbona perchè non vuole tesserarsi. Io parlo alla massa, non alle eccezioni. Perchè poi è proprio la massa che si piega al sistema e gode nel farsi fregare senza nemmeno accorgersi di essere fregata. Chiedete ai dirigenti del Novara Calcio se sono diventati più pallidi a Novembre dello scorso anno quando si sono trovati un centinaio di tifosi incazzati sotto casa oppure se si sono trovati 500 persone in meno allo stadio. Chiedete a Moratti se è diventato più pallido a vedere una curva dargli del pirla e lo stadio battere le mani oppure qualche migliaio di abbonamenti in meno.

Loro sono troppo ricchi rispetto a noi. I nostri soldi non saranno mai tanti per dargli fastidio. Il nostro cuore, la nostra passione e la nostra voce invece si.

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