Calciomercato 2.0

In questo periodo di assenza di stadio e di tanto, troppo, calciomercato, mi piace condividere con voi questa ennesima riprova di quanto il mondo dei Social Network applicato al calcio e ai suoi esponenti, stia piano piano superando qualsiasi canale di informazione, anche ufficiale, dei Club. Nulla di particolarmente scandaloso però, nella sola giornata di ieri, due esempi che vedono coinvolti altrettanti probabili giocatori futuri del Novara Calcio: Daniele Mori e Simone Salviato.

Il primo caso è , a mio avviso, tanto simpatico quanto clamoroso. Sulla bacheca del calciatore compare infatti questo messaggio:

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Trovo simpatico ( e legittimo) che un calciatore annunci la sua futura squadra; probabilmente io stesso, a fronte di un cambio di Azienda, scriverei qualcosa, ma contestualmente è clamoroso che questo annuncio abbia nei fatti anticipato qualsiasi media (in realtà la Gazzetta e un media Novarese hanno parlato di Mori, ma più che altro a livello di indiscrezione) che hanno poi pubblicato la news riportando proprio quanto scritto dal giocatore sulla sua bacheca di Facebook.

Ancora più emblematico, perchè esattamente opposto a quello di Mori, il caso di Salviato: ieri pomeriggio qualche media pubblica la news che il Novara avrebbe comprato il terzino del Livorno. Siccome esistono i Social Network e penso sia cosa buona e giusta dar loro un valido motivo di esistere, ricerco Salviato e lo trovo su Twitter. L’occasione è ghiotta e non mi tiro indietro:

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Premesso che i concetti “indiscrezione” e “ancora nulla di certo” insieme fanno un po’ a pugni, perchè se è un’indiscrezione è una cosa, se invece “non c’è ancora nulla di certo” allora autorizza me a pensare che ci sia quantomeno un reciproco interesse. Detto questo, e riconoscendo al Salviato una grande cortesia e gentilezza nell’avermi risposto, trovo questo caso assolutamente fantastico perchè il giocatore che dialoga con un tifoso a lui sconosciuto, e non con il giornalista di turno, è sintomo di come stiano cambiando i tempi.

La scorsa estate ho fortemente criticato l’uso dei Social Network da parte dei calciatori e, concettualmente, non ho cambiato idea. Quando Twitter e Facebook diventano un mezzo da parte dei calciatori ( o delle Società) per attaccare il proprio datore di lavoro e rendere la propria squadra attaccabile dal punto di vista mediatico, le Società di calcio hanno tutto il diritto di intervenire, a propria tutela di immagine. Il Social Network che entra nella propria sfera professionale presuppone a mio avviso una certa maturità da parte di chi lo usa. Tutti siamo in rete, quasi tutti abbiamo account di Facebook e Twitter e piano piano stiamo tutti crescendo e maturando. Al di là del fatto che con Salviato sia stato il sottoscritto protagonista dello scambio di Tweet, trovo che un utilizzo del genere possa aiutare ad avvicinare un po’ di più il mondo dei calciatori e di quello dei tifosi. Immaginate che bello sarebbe se un arbitro, dopo una prestazione discutibile, potesse spiegare le motivazioni di qualche scelta sbagliata. Anche solo dire “scusatemi, a velocità normale ho visto fallo che invece non era, chiedo scusa”. Forse qualche polemica in meno ci sarebbe.

La maturità però deve esserci sia in chi scrive ma anche in chi legge. Siamo pronti noi tifosi a perdonare un arbitro che si scusa senza per forza di cose pensare sia un venduto?