Lode ai fastidi e ai libri cuore

Massimo De Salvo è quel giovane rampante Patron del Novara Calcio che la massa chiama “Presidente” , anche se in realtà questa carica non la ricopre affatto, però questo è solo un particolare, perchè lo sappiamo tutti che, nel mondo del calcio, il proprietario è “il Presidente” per antonomasia. L’ho conosciuto in un paio di occasioni e ci ho parlato insieme, o meglio ho provato a parlarci, perché con lui non è semplice farlo. Ti ipnotizza fissandoti negli occhi, inizia a parlarti partendo dai massimi sistemi dell’universo, per arrivare a nozioni di economia applicate al calcio moderno ma non dopo aver parlato di fisica quantistica, e te, allo stremo delle forze, non sai se chiamare il Prete di fiducia per farti dare l’estrema unzione, oppure annuire sorridendo sperando che la smetta e tu possa tornare un uomo libero. E’ un vulcano di idee, una mente sempre in movimento con una forza d’animo davvero non comuni. Nonostante questa presentazione che, me ne rendo conto, possa portarvi a pensare che non sia un umanoide particolarmente tranquillo e accomodante, Massimo De Salvo vi posso confermare che ha invece uno stile e modo di fare abbastanza “democristiano”, dove per democristiano intendo un profilo di persona che non ha piacere a dividere cercando lo scontro, ma che ambisce comunque a mantenere, ove possibile, buoni rapporti con tutti.

Inquadrando Massimo De Salvo (da adesso MDS ndRett.) in questo modo (potrei sbagliarmi eh, però io lo vedo così), voi capite che quando Nicolò Schira di Tuttomercatoweb, o TuttoB.com che poi è la stessa cosa, scrive in esclusiva che il Novara avrebbe chiuso per un giovane Greco pieno di tatuaggi e ripudiato dalla propria Nazione per aver prima salutato la propria curva col braccio teso, ignorando il fatto che la curva fosse di ideologia opposta, e poi dichiarando di ignorare il significato del gesto, beh capite che il commento unanime è stato “la solita minchiata di Schira“. Figuriamoci se MDS si porta in casa un personaggio così scomodo come Katidis. Tempo che passi una notte, e MDS pubblica sul sito ufficiale questo messaggio che sta facendo il giro del pianeta. Insomma, lo sta prendendo davvero.

Che MDS fosse anche uno da “libro cuore” lo avevamo capito lo scorso anno, quando diede la panchina a Mondonico, gran brava persona che purtroppo davvero ci è andata vicina ad incontrare il Prete di fiducia per l’estrema unzione, guadagnando le prime pagine della Nazione per quella bellissima storia che stava nascendo. Dall’incubo sala operatoria e decorso post operatorio, a tornare ad allenare in serie A. Se fosse riuscito nell’impresa di salvare il Novara (salvezza che forse nemmeno una trade union di Mourinho, Capello e Padre Pio insieme con Messi centravanti avrebbero ottenuto), come minimo ci avrebbero girato una fiction con Beppe Fiorello protagonista. Ma il fatto che dopo poco si accorse che la storia da libro cuore non aveva ne capo ne coda (Mondonico chiamava Bonazzoli quello che in realtà si chiamava Caracciolo, tanto per dire come stavamo messi con la testa) salutando il Mondo con una pacca sulla spalla e rispedendolo al mittente, mi aveva indotto nell’errore di pensare che la razionalità e logica si fossero definitivamente impossessati di lui. E invece, a distanza di 18 mesi, ecco una nuova scommessa, una nuova storia da libro cuore: redimere il pericoloso nazifascista ripudiato dal suo Paese e da poco in esilio forzato dal fallimento dell’AEK Atene.

Arrivo al punto. E’ tutto il giorno che ho provato a scrivere questo pezzo, ma ho aperto e chiuso il pc almeno venti volte. Poche volte da quando gioco a fare il blogger ho avuto qualche dubbio e perplessità sul modo di impostare il ragionamento, perchè adesso il tema è molto delicato. Come previsto, la notizia ha avuto un eco incredibile, ma ora non c’è più il Mondonico di turno che va a rivivere una seconda vita e che commuove, qui sono entrati in gioco una serie di aspetti che col calcio non centrano proprio nulla. E’ entrata in gioco la politica, unita da una spinta populistica e sensazionalistica fatta ad arte da alcuni media, che hanno portato l’aspetto tecnico o, se preferite, l’intera vicenda, ad una forte discussione su temi quali fascismo, nazismo, antisemitismo, razzismo, che hanno pure portato a richiedere un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni e dello Sport.

Di tutto questo provo davvero un fastidio enorme. Mi ha infastidito la strumentalizzazione fatta da una parte del Paese, mi ha infastidito il voler far passare una Società come quella del Novara a un gruppo di fasci “minimizzatori” del gesto, mi ha infastidito la superficialità utilizzata dalla quasi totalità dei media nel parlare dell’argomento e nel voler far passare l’assurdo messaggio “questo in Italia rifarà quel gesto, la gente lo emulerà, e succederanno disordini”, mi ha infastidito vedermi bollato come un tifoso nazista in base all’applicazione di una proprietà associativa tra “aver salutato una volta col braccio teso” e “tifare per una squadra con un giocatore che saluta col braccio teso” e mi ha infastidito aver sentito parlare del Novara gente che nemmeno sa dove sia collocata geograficamente parlando e che cosa sia il calcio.

Il mio problema ora è risultare credibile nel dire che non sono infastidito dalla faccenda solo perchè ha toccato il Novara, ma che avrei pensato lo stesso se Katidis fosse stato acquistato da altri. Si, lo avrei pensato ugualmente. Non mi da fastidio vedere un calciatore che saluta col braccio teso, mi son fatto una risata vedere Di Canio farlo se proprio volete saperlo, non mi da fastidio vedere un calciatore col pugno chiuso visto che mi son fatto le stesse risate nel vedere Lucarelli del Livorno farlo. Il fatto che un gesto sia considerato reato e uno no è un particolare che non mi riguarda, ma che, semmai, dovrebbe riguardare chi lo fa. Io non chiudo pugni e non alzo mani, semmai batto le mani o sventolo bandiere, e quello che chiedo è che chi scende in campo onori la maglia e mi porti la sua milza in mano piegato dal dolore e dalla fatica. Katidis è uno stupido? Sicuramente. Ma fatevene una ragione, il 90% dei giocatori lo è. Anche quelli che vedete nei salotti buoni, nelle trasmissioni del Sabato sera che fanno commuovere il popolino, hanno un cervello grosso come una nocciola. In questa sede avete letto poche volte elogi alla persona dei calciatori, perchè sono il primo a non avere un’opinione elevatissima della categoria. Non chiedo maglie, non chiedo autografi e non faccio più foto con nessuno, seppur potrei ottenere abbastanza facilmente tutte e tre le cose, perchè sono fatto così. Tifo per il mio giocatore ma quello che conta è la maglia, e finita la partita ognuno faccia il suo.

Per questo non mi trascinerete mai in discorsi senza fine circa l’opportunità o meno che si sia preso quel calciatore, non mi porterete in discorsi sul razzismo e nazismo perché, in questo ambito, non centrano nulla. E chi lo fa, probabilmente sta solo facendo politica, e non sputtano la mia passione più grande in nome di un dibattito politico.

Questa volta MDS ha fatto il botto. Ma sono sicuro che sarà in grado di rimbambire qualsiasi oppositore fissandolo negli occhi e raccontandogli la rava e la fava fino a farlo stramazzare per terra. Oppure chi ci perderà sarà solo Katidis se cascherà in provocazioni e atteggiamenti fuori luogo. Mondonico almeno aveva la scusa che Caracciolo assomigliasse un po’ troppo a Bonazzoli. Se Katidis penserà invece di diventare il nuovo Di Canio, toccherà a lui ascoltare MDS parlare. E vi garantisco che stramazzerà al suolo.

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