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Dona anche tu un’idea ad Abodi

L’Italia è quel Paese che vive di luoghi comuni. Dal “pizza, spaghetti, mandolino” al “non ci sono più le mezze stagioni” fino al “si stava meglio quando si stava peggio” e così via. Tutte vere, tutte contestabili, tutte populiste il punto giusto da far breccia nella gente. Quando poi si parla di potere o politica, il top dei top dei luoghi comuni è quello che viene riservato a chi arriva a sedersi su una qualsiasi “cadrega” di potere: “sono tutti ladri”, “una volta seduti sul cadreghino fanno solo i loro interessi” o “non fanno un cazzo”. 

Esiste una sola persona in Italia alla quale nessun qualunquista nazional popolare generalista può trovare una qualsiasi frase fatta per criticarlo: Andrea Abodi, Presidente della Serie Bwin. Dopo qualche anno di gestioni molto professional, in cui Abodi in sostanza si è limitato a fare quello che ogni buon Presidente di Lega dovrebbe fare, ovvero fare il paraculo con le Società, gestire i diritti tv, andare a elemosinare qualche Euro in Consiglio Federale e vendere il prodotto, si accorge probabilmente che, nel medio termine, la Lega che presiede sarebbe stata cancellata mediaticamente dal ciclone Serie A, unico prodotto calcistico con un minimo (e sempre decrescente) appeal. Allora Abodi si trova davanti a due strade: fare l’Italiano medio gestendo democristianamente qualsiasi faccenda e mirando a portare a casa la pagnotta a fine mese per il periodo più lungo possibile, senza rovinare nessun rapporto, oppure gettarsi all’attacco tentando di acquisire sempre più visibilità (ma ovviamente mantenendo il cadreghino). Bene, Abodi clamorosamente decide di mandare a ravanare tutti i qualunquisti nazional popolari generalisti d’Italia, e nella stagione 2012/2013 inizia a diventare una fabbrica di idee inesauribile, alcune di queste molto singolari.

Dimostrando notevole lungimiranza, e soprattutto prendendo coscienza della crisi economica che annulla qualsiasi possibile gestione virtuosa e spendacciona delle Società e dei Comuni Italiani, già ad Ottobre lancia la prima idea:

“Credo sia giusto introdurre una regola per vietare l’iscrizione al campionato ai club privi di un proprio stadio” 

Certo, perchè il problema principale in relazione al contesto economico attuale  sono chiaramente le squadre come il Sassuolo che hanno dovuto giocare a 20km di distanza dalla propria città, ma soprattutto è la mancanza di impianti di proprietà. Ma se l’idea può essere filosoficamente parlando anche giusta, non si può a mio avviso non ragionare sulla realtà quotidiana che vede, Juventus a parte, l’impossibilità di muoversi in tal senso. Eppure, siccome nelle intenzioni son sempre tutti virtuosi coi soldi degli altri, Abodi riesce a trovare ben 11 Società che gli danno retta e che concordano con lui nel sostenere che:

«A livello di stadi nel nostro paese abbiamo un pesante deficit da colmare. Per quanto ci riguarda va colmato con impianti a misura, sostenibili dal punto di vista architettonico, economico e sociale. Devono essere strutture comode, dove poter socializzare e usare le tecnologie, ma soprattutto che si possano finanziare con quello che ogni singolo territorio può dare in termini di investimento»

In sostanza Ascoli, Bari, Brescia, Lanciano, La Spezia, Livorno, Modena, Terni, Varese, Verona e Vicenza dichiarano che l’intento è quello di costruire impianti da 10.000-20.000 spettatori, con un costo tra i 1.000 e i 2.000 euro a posto, realizzati grazie a un iter amministrativo certo, da conseguire attraverso il project financing o la Concessione, servizi ad hoc per migliorare l’impianto in termini di funzionalità, sicurezza, connettività, accessibilità, impatto ambientale e interazione fra tifosi. Mi rendo conto che se il tuo Presidente lancia un’idea, è saggio assecondarla, tuttavia bisognerebbe anche parlare chiaro, perchè voglio vedere quante di queste 11 Società hanno la forza, non solo finanziaria, di andare a toccare i propri impianti o addirittura costruirsene di nuovi in nome di un progetto che riempie la bocca di concetti fantastici. Ho seri dubbi che a Bari, Società e Comune, tanto per citarne una delle 11, abbiano voglia e possibilità di mettere mano al San Nicola e contemporaneamente sopravvivere.

Ma è sbagliato sostenere che Abodi non stia attento ai costi. Infatti lancia l’ideona del Salary Cap (poi leggermente rivista). Beh, cosa penso di questa ideona l’ho già espresso tempo fa, e non ho cambiato certamente idea. Ma Abodi non può fermarsi a questo. Dopo un timido passato da sovversivo in cui propone l’abolizione dei pareggi, prendendo atto del fatto si giochino troppe partite ecco arrivare le proposte per diminuirne un po’: la reintroduzione della Mitropa Cup ma ovviamente in versione allargata. Una sorta di Sei Nazioni del Rugby con le migliori di B dei 6 campionati più forti. Ma non solo. Lo spettacolo prima di tutto e allora:

Dalla stagione 2014-2015, il campionato di serie B sarà a 20 squadre. Diminuendo il numero di squadre è possibile immaginare che possa ridursi la finestra di promozioni e retrocessioni. Immagino un super playoff fra la terzultima della serie A e la terza della serie B, ma stringere ulteriormente limiterebbe anche lo spettacolo”

Siccome io mi reputo pirla e malato, ovviamente ho amici pirla e malati come me, e il mio amico Marco mi fa notare che un qualcosa del genere esiste già in Olanda. Non so se Abodi abbia l’intenzione di raggiungere il livello di follia Olandese ma credo che ormai non ci sia più nessun freno in lui, per cui non mi stupirei di vedere una serie B orange style.  La singolare e incomprensibile regola dei play off della serie B Olandese ce la racconta magistralmente lo staff di FantaGazzetta:

Ci sono diciotto squadre, l’ultima di queste è retrocessa, la prima promossa. Vanno ai play-off 8 squadre: le 4 migliori piazzate in classifica generale (esclusa la 1°classificata), e le 4 vincenti di 4 periodi. Parliamo di periodi perché il campionato è suddiviso in 4 scaglioni di 8 partite ciascuno. La squadra che fa più punti in ogni periodo va direttamente ai play-off, se la stessa squadra dovesse vincere più periodi, entrerebbe in gioco la seconda classificata del periodo in questione, se anche la seconda classificata avesse vinto un precedente periodo, sarebbero aumentati i posti disponibili per i play-off in base alla classifica generale; da 4 passerebbero a 5 fino a un massimo di 6. Le ultime due partite del campionato contano solo per la classifica generale, questa serve per determinare gli accoppiamenti dei play off (la 2° vs 9° e via dicendo). Se non dovesse sembrarvi sufficientemente contorto, diciamo che ai play-off, oltre alle 8 squadre che hanno sudato per un intero campionato e hanno raggiunto l’agognato premio, aggiungiamo la penultima e la terzultima di Eredivisie, la serie A olandese per intenderci, che entrano in ballo in un secondo momento, dopo una prima scrematura dei play-off. Queste affronteranno le vincenti degli scontri diretti tra le 8 squadre di Jupiler. Chi vince è promosso in Eredivisie, chi perde retrocede in Jupiler.

Facile no? Se non avete capito bene il meccanismo sicuramente il tabellone vi potrà aiutare:

jupiter

Io penso che qualsiasi qualunquista nazional popolare generalista si debba arrendere all’evidenza dei fatti: il Presidente Abodi è uno che lavora duro e sodo. Non è il solito uomo arrivato al potere e che, da quel momento, tira la carretta per arrivare alla pensione d’oro. Abodi è dimostrato con questo articolo che onori il suo stipendio e per questo ha tutta la mia stima.
Aggiungo, si fanno in Italia tantissime “giornate mondiali” di qualsiasi cosa. Allora mi sia concesso umilmente di proporre una giornata mondiale in cui si possa donare un’idea ad Abodi per le future serie B.
Dai lettori, confido su di voi. L’immenso Maurizio Mosca, nel proporre “ogni tre calci d’angolo un calcio di rigore” aveva segnato la strada. Ora tocca a noi tifosi seguirlo e lanciare idee da donare ad Abodi.
abodi
il Presidente Abodi