Tutto è iniziato da Saronno (e dall’Orlando)

Il mio amico Max è uno di quelli malati come me, nel senso che, parallelamente alla sua attività lavorativa, scrive anche di calcio e di stadio (con risultati e a livelli decisamente superiori ai miei)  in rete e anche sulla carta stampata. Ieri sera ha scritto questo pezzo per una rubrica in rete che racconta le emozioni sul campo e fuori di vecchie partite del Novara. Lui non ha idea di quanto quella partita mi abbia segnato, e di quanti ricordi abbia di quell’incontro. Son passati 18 anni da quel giorno. Lui non conosceva me, io sapevo chi fosse lui, perchè suo papà faceva per i tifosi del Novara quello che faccio io ora.

Ormai il campionato è finito, e di qualcosa bisogna parlare, per cui mi piacerebbe condividere con voi questa nuova storia.

Era l’11 Giugno 1995. Finale play off per salire in C1: Saronno Novara. Quel giorno trasferta in macchina con mio papà, mio zio e mio cugino Walter. Arrivammo a Saronno molto prima dei (tanti) pullman da Novara. Almeno una decina di sicuro. Presimo posto nella gradinata riservata a noi,  che teneva tutto il campo di gioco, nella parte alta. A un certo punto vidi all’orizzonte una serie di pullman avvicinarsi, e un crescendo di casino che solo la gente da stadio è in grado di fare. Parcheggiarono proprio sotto la nostra gradinata. Il primo pullman era guidato da Orlando Fontaneto, titolare dell’omonima compagnia di bus che, ai tempi, era la più importante di Novara. Fuori dal finestrino vicino ad Orlando c’era una bandierina blu. Rimasi folgorato da quella decina di pullman che stavano arrivando contemporaneamente, dalla gente che scese tutta insieme piantando giù un casino assurdo e da quel clima euforico che accompagnava quelle 500 persone arrivate coi torpedoni. A quel tempo non perdevo una partita in casa ma di trasferte ne facevo poche, e quasi tutte abbastanza vicine e in auto. Mi è sempre piaciuto andare in trasferta, ma la vivevo un po’ come una gita domenicale fuori porta invece che una vera e propria passione. Anzi, quando ero ancora piu giovane di quanto lo fossi nel 1995, talvolta non era nemmeno un divertimento perchè dovevi pure stare zitto per non rischiare di prenderle, visto che eravamo anni luce lontani dall’era dei settori ospiti e di tutto ciò che ne è conseguito. In C2 poi, era già tanto se ci fosse un vigile urbano. Bene, posso dire con assoluta certezza che Domenica 11 Giugno 1995 fu la data precisa in cui il concetto di trasferta divenne per me una sorta di filosofia di vita. Da quel momento le trasferte che ho fatto le ho vissute con un altro spirito e, una volta conquistata l’autonomia finanziaria dai genitori, quando ho potuto le ho fatte col concetto di “gruppo”, e non con quello di “famiglia” come invece avveniva prima. Ricordo che ero appoggiato alla transenna in ultima fila in alto; guardai le persone una per una scendere da ogni pullman e pensai “un giorno anche io organizzerò dei pullman”. 11 Giugno 1995

Visto che siamo in vena di outing ed ho nominato l’Orlando Fontaneto, non posso non ricordarlo in occasione di un Derby di Milano. Lui era anche milanista, anzi soprattutto milanista, e portava il Milan Club Novara a San Siro. In occasione di un Derby ero loro ospite e mi recai allo stadio sul pullman guidato da lui. Non so perchè, ma aveva delle sue particolarissime pippe mentali che lo portavano a non prendere l’autostrada per raggiungere il Meazza. Novara San Siro tutta sulla Statale. Se era vero che il primo tratto era agevole, da Rho fino allo stadio era matematico trovare una coda allucinante. La filosofia di guida di Orlando era “sono più grosso io, passo io, vi spostate voi”. Tagliava la coda viaggiando ad andatura sostenuta nella corsia di sorpasso con abbaglianti accesi in modo da spaventare tutte le auto che percorrevano la strada inversa, obbligandole a scansarsi. Quel viaggio ho creduto di morire, e invece siamo arrivati per tempo.  Orlando adesso non c’è più da un po’ di anni. Con lui sono certo non avremmo avuto tutti quei problemi a recepire pullman come abbiamo adesso. Certo, già ai tempi non è che concedesse i pullman più nuovi e moderni, però non si faceva tutte quelle paranoie che oggi vanno tanto di moda tra i titolari delle compagnie di trasporto.

Orlando non c’è più, il Saronno calcio è sparito dal calcio ( o comunque da quello professionistico) , quel calcio in generale non c’è più. E’ rimasta la nostra passione, il nostro stile di vita, i pirla come me e Max che si commuovono ancora scrivendo articoli come questi.

ilsaro2

chiaro messaggio su un muro di Saronno