Tutto è iniziato da Bari (la nostra Sliding Doors)

Credo molto nel destino, seppur penso che questo debba essere comunque aiutato da propri comportamenti, perchè l’essere sempre passivi nei confronti degli eventi e delle situazioni è il primo passo verso la morte cerebrale. A me hanno sempre insegnato ad agire in modo da poter essere inattaccabile, ovvero da poter essere in prima fila qualora il destino, o se preferite il culo, decide di presentarsi. E’ anche uno dei motivi per cui mi piace espormi in prima persona dal punto di vista organizzativo allo stadio. La gente di solito vuole vivere bene e serenamente, prerogativa dei passivi cronici, perchè “tranquillità” e “prendersi la responsabilità di far trovare tutto pronto alla gente” sono due stati che assolutamente non possono convivere. Io faccio il tifoso, e il mio compito è quello di sostenere la squadra, e sebbene non lo faccio solo nei momenti di vittorie, spero sempre di veder vincere i ragazzi in campo, e se questo non succede, pazienza. Ho fatto il mio dovere, saranno loro che dovranno rendere conto a me, e non il contrario.

E con questo spirito, una mattina di metà Novembre i primi tre pazzi (di una trentina in totale) danno il via ad un percorso che ai tempi era ragionevolmente impossibile prevedere terminasse oggi pomeriggio con la certezza di giocarsi la serie A ai play off. E’ partito tutto da lì. Da quella tensione assurda e paura di perdere quel fottuto volo per Bari che abbiamo costruito il nostro destino. Bari è la nostra “Sliding Doors” e noi siamo un po’ Helen del film. In quel film vengono raccontate due storie ambientate in due dimensioni parallele, che prendono forma a seconda del fatto che la protagonista riesca a salire sul tram oppure no. Quante volte mi sono chiesto “chissà se perdevamo quel volo per Bari…”. Non c’è riprova del fatto che a Bari avremmo vinto lo stesso, e senza quella vittoria (che ha portato ben più dei 3 punti effettivi) chissà il Campionato del Novara come sarebbe poi stato. O magari avremmo vinto ugualmente, e noi ci saremmo persi una trasferta epica, chissà. La morale del film dice che qualsiasi strada tu decida di prendere, il tuo destino è comunque segnato, visto che le due dimensioni parallele di Helen si ricongiungono e incontra lo stesso l’uomo della sua vita. Ma a me piace pensare comunque che il tutto sia nato da lì, e da quell’avventura. Da quel momento il Novara non ha quasi più perso, anzi ha vinto una marea di battaglie. Tante di queste viste dopo altri viaggi epici, come se il nostro destino scritto fosse quello di soffrire prima di festeggiare.

Ora iniziano i play off: 2 partite in 5 giorni, 4 in 10 giorni per chi sarà bravo. E se il mio, il nostro destino è quello di soffrire per code chilometriche di biglietti, viaggi lunghi ad orari assurdi, facce cadaveriche per non aver dormito e stanchezza da nascondere al lavoro, siamo pronti ad affrontarlo. Adesso la gente occasionale accorrerà in massa a questo evento, altri perbenisti diranno che “comunque sono stati bravi anche se dovessero perdere”, altri ancora diranno che “non hanno voluto andare in A”. Sapete cosa penso? Che questa sera possono andare a fare in culo tutte queste tre categorie. Questi playoff me li sono guadagnati, e adesso me li vado a vincere.

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Helen, nel film Sliding Doors