Il Derby dei laghetti

Saranno passati almeno tre o quattro anni da un pomeriggio piovoso in cui, tornando da lavoro in treno, viaggiai vicino a un Signore che, per affari, doveva raggiungere Santhià partendo da Milano. Era un Signore sulla cinquantina, dall’accento pensai che probabilmente fosse di origini abruzzesi o molisane, o più banalmente “meridionale”, visto che era dichiaratamente una persona che viveva ben più a sud delle mie zone. Era una persona solare, educata e gentile, come di solito sono le persone che riescono a cogliere il bello di una trasferta di lavoro lontana da casa, che ricordo ancora come se fosse ieri per una domanda che mi fece. Eravamo quasi a Novara, avevamo superato il ponte del Ticino e stavamo uscendo da Trecate quando, con voce un po’ timida chiese : “mi scusi, lei che è della zona, ma tutti questi laghetti sono risaie?”

Questa mattina, sullo stesso treno, sono ripassato da quei “laghetti”. Pioveva come quel giorno, clima uguale. Ma con una differenza: oggi siamo alla vigilia del Derby delle Risaie. Dopo il Derby Natalizio a Novara vinto 2-0, domani si gioca il ritorno a Vercelli. Probabilmente non è un caso che la mia mente è tornata a quel Signore di imprecisata origine, perchè una delle domande che mi pongo in questi momenti è “ma cosa può fregare a un italiota medio di questa partita? Ma come viene percepito un derby delle risaie da uno che non è di Novara o Vercelli?”. Me lo immagino ora, quel Signore, con lo stesso tono di voce un po’ titubante chiedermi “ma che cos’è il derby delle risaie?”

Non è sempre bello vivere da queste parti. Nonciclopedia definisce Vercelli come “un agglomerato semi-urbano galleggiante sulle risaie e infestato di zanzare e rane di difficile definizione: posto di merda rende meglio l’idea” e Novara come “un fantastico e divertente luogo di villeggiatura per milioni e milioni di zanzare, molto amate dai novaresi che festeggiano ogni volta che arrivano, tanto che il sindaco le ha nominate cittadine onorarie. Novara inoltre vanta una capacità di divertimento persino superiore a quella che si può avere nelle Filippine in periodo di inondazione”.

Però sono le nostre città. Qui siamo nati, qui siamo cresciuti. Con le nostre zanzare in estate (che tral’altro non sono più numerose di qualsiasi altro posto della Padania in estate, ma che ve lo dico a fare, voi pensate lo stesso siano tutte da noi che va bene ndRett.), la nebbia e l’umidità che ti penetrano nelle ossa in autunno, la galaverna in inverno. Qui abbiamo dei caratteri di merda, pensiamo sempre male e soprattutto pensiamo che gli altri traggano sempre un guadagno personale da qualsiasi cosa facciano, e quindi tendenzialmente non gli diamo confidenza facilmente. Qui abbiamo il riso, che coltiviamo nei “laghetti”, e quindi il risotto lo sappiamo cucinare e mangiare. Non come fate voi che andate nei ristoranti a pagare fior di euri per mangiare un risotto scotto con dentro le fragole oppure un finto riso thailandese saltato nel burro con le bacchette cinesi. A noi queste cose fanno schifo come a qualsiasi napoletano doc farebbe schifo una pizza con su l’ananas o le pere. E anche noi abbiamo il nostro Derby.

Che vi racconto a fare cosa si possa provare salvandosi alla fine di un campionato in C2 grazie a un autorete di uno della Pro Vercelli oppure vincere al Robbiano su rigore al 94 esimo con goal di uno che qualche anno dopo ti avrebbe anche fatto vincere una partita in serie A. Per la massa il derby delle risaie è il derby giocato da Silvio Piola, ed è giusto che così venga percepito. Ma per noi è molto di più.  Quello che pensa la massa, o che non pensa poichè non lo considera o percepisce come derby, a noi non interessa. Domani non è la trasferta di quelli che chiamano risaie “laghetti” o che ti dicono “ma non è mica Roma Lazio”. Voi andate pure a mangiare il risotto con le fragole in qualche ristorante, che a vivere questa partita ci pensiamo noi.

risaienovc