Goliardia e risate (teste di cazzo e rompiballe come stile di vita)

Ci sono dei momenti durante una partita che ti rimangono dentro per un bel po’ di tempo, e che valgono molto di più di un bel goal o di una vittoria in campionato. Momenti in cui la gente da stadio esprime il massimo della goliardia possibile, usando qualsiasi mezzo per poter sfottere l’avversario di turno, tifoso o giocatore che sia. Al Piola siamo conosciuti come Gruppo. Siamo effettivamente dei gran rompicoglioni. Il mio amico Marco di Varese dice che “vi si nota perché insultate tutti. Poi si capisce che siete buoni come il pane, ma siete belli tosti, bravi. Old style”, che immagino sia una forma di cortesia per dirmi che siamo delle grandissime teste di cazzo, e penso che abbia pure ragione. Insomma, se frequentate gli stadi, sapete che ogni tifoseria ha la sua curva. La nuova “moda” è quella di avere anche un gruppo nei distinti, gradinata, parterre, rettilineo tribuna, chiamatelo come vi pare, formato per lo più da ex curvaioli, no tessera o invasati frustrati in generale. Ecco io sono posizionato in un gruppo formato da questi profili, seppur la nostra non è proprio per nulla una moda visto che siamo sempre stati lì, eccezion fatta per lo scorso anno, dove molti di noi sono andati in curva (e ha pure portato male).

Una delle cose belle della serie B, è che lo stadio non è mai pieno, quindi abbiamo la possibilità “di andare all’attacco”, ovvero posizionarci verso la porta di turno dove attacca il Novara. Solitamente il primo tempo il Novara attacca verso la curva Nord e il secondo verso la Sud, dove stanno anche quelli di là, ma si vede che oggi il lancio della monetina lo abbiamo perso, ed è successo il contrario. Quindi primo tempo verso la Sud. Sopra di noi, su in Tribuna, una decina di Vicentini. Non potevano stare lì, ma probabilmente avevano l’accredito dalla Società. Segnano, esultano, contestano i nostri che fanno fallo. Ecco, avete presente l’articolo sulla cultura della trasferta?  Non scrivo tanto per scrivere, so come funzionano le dinamiche dello stadio e so che quelli era meglio stessero zitti o che andassero insieme agli altri nel settore ospiti. Infatti volano subito parole, tre dei nostri partono per discutere da settore a settore e gli insulti si sprecano. Che poi, detta tra noi, difficilmente sarebbe successo qualcosa, perchè alla fine lo so come siamo. Siamo dei gran rompicoglioni, siamo delle grandi teste di cazzo ma siamo tutti con famiglia, tutti di una certa età e responsabilità al lavoro. Ti sfoghi e finisce lì. Ma i nostri battibecchi evidentemente erano troppo per la sicurezza. Per “contenere” quella decina di Vicentini (di cui la metà compagne che apparentemente fregava nulla della partita), sono intervenuti tipo sei omini gialli a circondarli, quattro della digos e tre carabinieri a riprenderli con la video camera. E poi li hanno fatti spostare più in alto.

Finisce il primo tempo, è ora di spostarsi verso la nostra curva, ma poichè non è che si è teste di cazzo così tanto per, lo si è davvero tanto, si decide di rimanere lì, perchè magari c’era da proseguire a discutere col gruppo di vicentini in Tribuna. Ma ovviamente il tutto era già finito. Quando ci mettiamo verso la Curva Sud, c’è una seconda fonte di divertimento: sfottere quelli della squadra avversaria che si scaldano (e lo fanno proprio davanti a noi ndRett.). Nel Vicenza in panchina si alza Tiribocchi. Uno che tra A e B di goal nella sua vita ne ha fatti, e nemmeno pochi. Insomma uno famoso. Ma con un problema. Serio. La scorsa estate decide di lasciare l’Atalanta per andare dai cugini della Pro Vercelli, e diventarne inizialmente un simbolo. Voi capite che per dei testa di cazzo rompiballe come noi, l’occasione è troppo ghiotta. Tra l’altro vantiamo precedenti di tutto rispetto, con calciatori che se la prendono a male e che si mettono a discutere animatamente, ma di questo ne parleremo in futuro. Tiribocchi si alza dalla panchina, e inizia a correre verso di noi. Subito parte il primo “Tiribocchi, ma come cazzo hai fatto a deprimerti così lasciando l’Atalanta per andare alla Pro Vercelli?”. Magari nella sua mente pensava “muori male”, ma lui ci guarda ridendo e dice “Minchia davvero”. Ecco, questo è ciò che non ti aspetti. Ti aspetti che ti insulti o, peggio, che non ti consideri, e invece con una battuta diventa il nostro mito. Il Novara va in vantaggio, poi raddoppia. Il Tir si gira verso di noi e dice “minchia dalla padella alla brace son finito”. Goliardia pura, ormai è diventato il nostro idolo. Dal Canto, allenatore del Vicenza, fa anche il terzo cambio: entra Bojinov. Tiribocchi non entra e lui scuote un po’ la testa. Gli urlo “Tiribocchi non è colpa tua, il tuo allenatore non capisce un cazzo. Due anni in fa in finale contro di noi ha tolto El Sharawi”, e lui ride.

Finisce la partita, uno del Vicenza ci saluta pure e ci fa gli imbocca al lupo per il futuro. Questa storia dimostra che allo stadio vivi delle esperienze che nessun HD, 3D, minchiaD può regalarti. Basta un gruppo di vecchi invasati testa di cazzo rompiballe, qualcuno di là che non sia moscio, e un Tiribocchi della situazione, e vivi un pomeriggio indimenticabile.

La gente da stadio, nel suo genere, è unica.

tiribocchi