Donne da stadio (lode alla donna)

Oggi è la festa della donne. W le donne. Ci sono molti approcci differenti che si possono avere su questa giornata. Per quanto mi riguarda, se vogliamo essere seri, mi rispecchio totalmente nel pensiero di Elena scritto nel suo blog “Girl friend for rent“. Leggetevelo, se vi va, credo non ci sia nient’altro da aggiungere.

Poi c’è l’approccio ludico, scherzoso ma non troppo, un po’ polemico e provocatorio, che se volete è un po’ l’approccio che ho io con la vita. E in quel caso mi chiedo come possano tantissime donne, soprattutto ragazze, esseri stupendi e soprattutto dotate di tre cose in piu e una in meno di noi uomini, che consente loro, abbinandoci un po’ di cervello, di governare l’umanità, a rintronarsi per una festa stupida e, in molti casi, ad alimentare una specie di vittimismo collettivo che mi sembra esagerato. Lunge da me minimizzare o peggio negare le tante discriminazioni che le donne subiscono per esempio al momento della ricerca di un posto di lavoro, ma in questa giornata, fatemelo dire, soprattutto sui Social, non si possono leggere tutte queste frasi fatte, scritte in modalità copia e incolla da teenagers che probabilmente mai nella vita son state discriminate o abbiano avuto un concreto problema dovuto al loro sesso. Vivrò io in un ambiente particolarmente sviluppato, ma è da anni che in ufficio vengo comandato da donne, a casa mia comanda una donna, diverse donne mi hanno curato, molte altre hanno avuto l’autorità di levarmi punti dalla patente e una, mi ha pure assistito nella mia unica esperienza in un Tribunale (vincendo pure). Quindi quando leggo una 18 enne figlia di papà, che su Twitter o Facebook mi viene a fare la morale sui soprusi e le violenze che quotidianamente le donne subiscono, permettetemi di riderle in faccia.

In questa sede parlo di stadio, e tutto ciò che ci gira intorno. E quindi scriverò ora qualcosa sul mondo femminile relativamente allo stadio. Le donne allo stadio sono oggettivamente in aumento ma, in generale, non si può più sostenere che il calcio sia un’affare di uomini. Come sapete, nella vita ho sempre lottato e litigato per non piegarmi al sistema sociale che impone il maritino a casa a far la spesa a guinzaglio della moglie che gli proibisce lo stadio, o meglio, non che questo sistema non rappresenti la mia vita, ma almeno lo spazio della partita di pallone me lo  sono sempre ritagliato, difeso e costruito negli anni. Ho sempre avuto un approccio abbastanza libertino nei confronti delle donne che ho avuto (detta così sembra pure che sono uno sciupafemmine, e mi piace pensare che voi pensiate a questo, se lo pensate), nel senso che la filosofia è stata ed è: “io allo stadio ci vado, sono malato, se ti va vieni anche te, altrimenti stai a casa”, perchè mi rendo conto che a una donna certe dinamiche possano non interessare e non trovo corretta nessuna forma di insistenza.

In base alla mia esperienza, lo stadio è frequentato principalmente da 2 tipologie di donne: quella invasata e quella a cui non frega assolutamente nulla, ma è lì solo per far piacere al proprio uomo, o perchè spera che il suo accompagnatore diventi presto il suo uomo. Non esiste una via di mezzo. Le donne che conosco e che frequentano stabilmente lo stadio sono invasate tanto quanto me. Hanno la stessa passione, soffrono quanto me, e vivono in funzione di anticipi, posticipi, trasferte, serali o diurni. Litigano allo stadio, cantano e, in taluni casi proprio estremi, partecipano alle risse. Ammetto che con molte donne che frequentano il mio ambiente, personalmente abbia un approccio del tutto simile a quello che posso avere con un maschio. E questo trovo sia meraviglioso perchè rappresenti una conferma al fatto che la discriminazione in base al sesso sia una stupidata. La differenza la fa la persona e non il suo sesso. O si è gente da stadio, o non si è.

C’è poi anche una terza categoria di donne che merita rispetto. E’ quella che non frequenta lo stadio, ma vive con qualcuno che invece lo frequenta a livello maniacale e militante. Mi immagino non sia facile vivere con una persona che a fine Maggio va in paranoia, che si reca lo stesso allo stadio nel week end a fissare un punto indefinito, un cancello, un parcheggio, nella speranza che si animi di gente con sciarpe e bandiere. Mi rendo conto non sia facile vivere con uno che non riesce ad addormentarsi alla sera se non vede una trasmissione di calcio mercato e non vede su youtube qualche video di gruppi che cantano allo stadio.

Proprio per tutto ciò che ho scritto le donne meritano rispetto. Non solo un giorno all’anno, ma tutti i giorni dell’anno. A me piace il bello, ma più del bello di una donna mi fa impazzire la sua femminilità. E ognuno ha un suo canone preciso. Per me una donna con la sua sciarpa al collo, che fa la coda per entrare in uno stadio e si incazza, è una gran femmina. La migliore.

ULTRA GIRLS