Gente da palazzetto

Al di là delle passioni e dei gusti personali che una persona può avere per uno sport, o per una particolare disciplina sportiva che la propria città può offrire come intrattenimento, un tifoso militante e integralista di calcio ( ricordo ancora per chi mi legge da poco che per tifoso militante e integralista intendo il tifoso appassionato che vive lo stadio a 360° e accetta, o comunque convive, con tutti gli aspetti anche negativi del calcio e del mondo del tifo) può certamente divertirsi con altri giuochi, oltre al calcio, mentre altri inevitabilmente lo addormenteranno. Parliamoci chiaro, mediamente un tifoso militante e integralista di calcio non può non rompersi i coglioni a vedere una partita di baseball o una regata di vela. Il tifoso militante e integralista ha bisogno di vedere un contatto fisico, un certo agonismo e fisicità, ha bisogno di polemiche in campo e, possibilmente, di mandare a fare in culo un tifoso avversario.

Un tifoso militante e integralista di calcio non può invece non appassionarsi all’Hockey ghiaccio (o, nelle città in cui viene giocato, nella variante dell’hockey pista o prato). In Italia, meno di un decennio fa, si giocava un bellissimo Campionato di Hockey ghiaccio, con Milano, Varese, Cortina e Alleghe su tutti, che lottavano ad un certo livello per vincere scudetti. Ricordo di colleghi uscire alle 16 dall’ufficio per correre ad Alleghe (non propriamente vicina a Milano) per la partitissima contro i locali al Palazzo del ghiaccio costruito ai piedi del Monte Civetta. Colleghi che ovviamente provenivano dal mondo del calcio ma che partecipavano attivamente al tifo con i gruppi della tifoseria milanese di hockey. A tutti gli effetti ultras. Io stesso, ne abbiamo già parlato in passato, seguo l’Hockey, ma quello su pista, perchè la mia città ha fatto la storia di questo sport, e questo spettacolo ha da offrire la città. Anche qui, la matrice è comune. La quasi totalità dei tifosi dell’Hochey Novara è gente che frequenta lo stadio, i gruppi ultras sono di fatto gli stessi, i ritrovi i medesimi. Ricordo che quando ero piu piccolo mio papà mi portava in un Palazzetto colmo di 5000 tifosi (lo stesso che oggi è più o meno agibile forse per 2000, quindi immaginatevi come ci si potesse stare dentro visto che era consentito ancora fumare e portare fumogeni) per vivere un pre partita colorato, una partita accesissima, e un post partita di botte da orbi (non sempre, ma capitava).

Tornando però all’Hockey ghiaccio, il mio amico Marco, rivale allo stadio ma indubbiamente “uno di noi” e che scrive su questo blog di tifosi del Varese, tempo fa mi raccontava quanto fosse emozionante vedere una partita del Campionato svizzero di Hockey. Mi raccontava di come l’Hockey ghiaccio in Svizzera fosse principalmente un fatto culturale. Lo seguono tutti con trasporto: uomini, donne, bambini, vecchi, giovani. Ma la cosa assolutamente eccezionale,  sono i numeri di tifosi che gli svizzeri portano nei palazzetti per una partita. Una primaria squadra come il Berna arriva ad una media di oltre 16.000 spettatori a partita. Aggiungo che le medie di spettatori delle altre squadre è decisamente superiore alle medie di pubblico che fanno mediamente le squadre italiane di calcio che militano nell’attuale serie B. Mi raccontava che il Paese di Langnau che ha ben 9000 abitanti, ha una media di oltre 5600 spettatori. Praticamente un abitante su due segue la squadra del proprio borgo. Questa cosa fa riflettere. Pensate ad esempio ad una partita media di Milan, Inter e Juve. Parliamo di 30-40.000 spettatori? (diciamo pure che, soprattutto per le due milanesi sono stato molto ottimista). Ok, quanti abitanti fa Milano e Hinterland? Che incidenza hanno gli spettatori provenienti da altre Regioni? Mi si può far notare che l’argomentazione non sia delle più efficaci, perchè parliamo di squadre di calcio considerate top in un campionato (ex) top, e allora, se preferite, parliamo pure del pubblico di calcio che segue la squadra del proprio Paese italiano di 9000 abitanti se volete. Forse una media di 5600 spettatori la raggiunge in 70 anni. (se mi parlate del Chievo, scusatemi, vi mando bonariamente a fare in culo eh, siamo seri, guardiamo l’Italia nel suo complesso, non le eccezioni!!!)

Purtroppo alle televisioni l’Hockey non piace. Nel corso degli ultimi anni i campionati di Hockey in Italia si sono drammaticamente ridimensionati a causa della mancanza di soldi, e quindi l’interesse è diventato esclusivo di alcune storiche piazze, a differenza appunto della Svizzera le cui televisioni trasmettono le dirette. Non abbiamo rivali nel mondo dal punto di vista della distruzione di belle storie, di passioni e di punti di aggregazione. Non è vero che si possa fare sport solo nelle grandi città, e l’Hockey è proprio un esempio di come piccole realtà possano farsi conoscere in Italia e in Europa grazie alla loro squadra.

Cosa potrà accadere in futuro? Mi piacerebbe poter pensare che, piano piano, questi sport meno popolari possano tornare ai fasti di un tempo. Ma non ci credo. La passione di tanti tifosi è stata uccisa dalla logica del denaro, che si produce solo col calcio. Peccato.

Questo è una partita della finale scudetto vinto all’ultimo secondo contro gli storici rivali del Vercelli. Se non trovate emozionante uno sport come questo, beh…il problema è vostro!