Come sempre le morti non sono uguali. (Piu RESPECT per i tifosi)

Vi capita mai di pensarla in un modo talmente differente dalla massa da farvi venire il dubbio di essere proprio voi il problema? Di essere voi quelli che sostengono l’insostenibile, di avere l’impressione che la gente ti consideri uno che va controcorrente più per sfida personale che per reale convinzione? Ho questa impressione, e non è sempre bello.

Arrivo al dunque. Trovo vergognoso che ieri la partita Shacktar Borussia Dortmunt si sia giocata, trovo vergognoso che i giocatori delle squadre abbiano esultato come niente fosse e trovo vergognoso che i media abbiano dedicato davvero poche righe (mentre scrivo ora i piu importanti siti di media nazionali non hanno nemmeno piu la news in home page) all’incidente, oltretutto fornendo indicazioni errate tipo che i morti fossero tifosi tedeschi. La domanda che continuo a farmi è la seguente: le morti sono tutte uguali? E la risposta purtroppo è sempre la solita: no. Il calcio, a parole, è sensibile a qualsiasi problematica sociale, ma si ferma sempre e solo quando ci sono di mezzo i giocatori. Mai i tifosi.

Lo “Show must go on”, se vale, deve valere per tutti. Non solo per i giocatori. Scommettete che se l’incidente avesse causato la morte di un giocatore o di un Dirigente di una delle due squadre quella partita non si sarebbe giocata? Credo sia doveroso che la UEFA non diffonda solo il nobile slogan del “Fair Play”, ma che dimostri RISPETTO verso tutti i tifosi di calcio, verso quei tifosi che mai fanno mancare il loro sostegno con tanti sacrifici e tanta passione. Chiedo lo stesso RISPETTO che compare scritto nella home page del sito della Fifa, dell’UEFA e delle singole Federazioni e, soprattutto, sulla manica sinistra delle maglie da gioco.

Un abbraccio di cuore alle vittime.

respect