A noi della partita non ce ne frega un cazzo

Quando dico che ogni partita, ogni trasferta, ogni viaggio insieme ai tuoi amici del gruppo ti lasciano sempre dentro qualcosa che ti porterai con te, non lo dico tanto per dire. Tutte le volte che esci di casa col tuo zaino pieno di viveri e con la tua sciarpa al collo, e poi sali su un pullman, dovete credermi che non sarà mai una giornata banale. Ci sta che si torni incazzati, umiliati e sconfitti, questo sì, ma comunque più ricchi di prima, perchè coi tuoi amici siete certamente stati protagonisti di una giornata ricca di emozioni e ricordi da conservare.

C’è una cosa che mi fa letteralmente impazzire del mondo del tifo, e che per me è una droga. E’ il vero spirito di gruppo e di amicizia che si può radicare nelle persone che si ritrovano dietro ad una pezza o si sono conosciute frequentando lo stesso gruppo. Persone che magari non sempre adottano uno stile di vita impeccabile, e nemmeno si presentano agli occhi della gente come modelli da seguire o con uno stile nobile. Però sono persone vere, perchè non si scandalizzeranno mai e ne ti faranno mai la morale se, faccio per dire, getti una lattina di birra vuota per terra, ma sono pronti ad uccidersi per aiutarti, o semplicemente, non ti faranno mai mancare il calore. Succede quindi che sali sul pullman, fai piu di 300 km e te ne mancano ancora piu di 100 per arrivare allo stadio, ma in autogrill ti aspetta un fratello, le cui vicessitudini della vita e la professione lo hanno portato a vivere lontano da casa. Te lo trovi davanti, proprio nella coda affamata di gente che litiga per avere la priorità di scelta tra un camogli o una rustichella, e ti abbracci. Perchè la gente da stadio non si saluta tanto per salutarsi, e nemmeno ha il record di amicizie virtuali. Un amico è un amico, e uno di noi va salutato come davvero piacerebbe a noi essere salutati. In fin dei conti lo vedi quasi ogni settimana allo stadio, ma tutte le volte senti che devi concedergli quel rispetto che merita uno che non si è piegato alla distanza chilometrica che la vita gli ha imposto, ma la combatte macinando kilometri. Molti piu di quelli che fai te, perchè lui ogni partita è sempre una trasferta.

Poi sei allo stadio, e all’intervallo ricevi un essemmesse di un amico che è molto tempo che non senti. “ma sei ad Empoli?”. “Si!”. Finisce la partita e ricevi una sua telefonata “oh, va che sono fuori che ti aspetto”. Non è un fratello di stadio, anzi, siamo pure rivali perchè tifa per una squadra i cui tifosi non vanno pure nemmeno tanto d’accordo con la mia. Ma, seppur divisi dalla fede, gli ho sempre riconosciuto la stima che si merita un tifoso che, in nome di una passione comune e dell’amore per la squadra della sua città, ha girato l’Italia (spesso in vespa) con al collo la sua sciarpa. Erano un paio di anni che non lo vedevo, ma l’abbraccio che ci siamo regalati è di quelli veri, tipo quello che ti eri scambiato poche eri prima in autogrill. Io vivo per queste cose, e combatto chi non le apprezza e capisce. Non ci posso fare nulla.

Stai tornando a casa e ti fermi nello stesso autogrill della mattina, perchè il tuo amico ha l’auto parcheggiata lì. Tutte le volte prendi il microfono e dici “oh, facciamo una sosta veloce”, ma sai già che sarà un miracolo farla durare meno di 40 minuti. Il tasso alcoolico medio del pullman rasenta i livelli di coma etilico per un normo dotato, e quindi la goliardia e le perle di saggezza che di solito vengono prodotte, è roba da scriverci un libro. Ti affianca un altro pullman, scendono dei ragazzi tutti vestiti uguali, sono una squadra di calcio (A J Fano ndRett). Escono e mangiano coi panini fatti a casa, perchè non è che tutte le squadra di calcio si fermano nei ristoranti. Il calcio è fatto anche di centinaia di squadre “povere” che si devono arrangiare.  Gli chiedi chi fossero, te lo dicono e ti dicono pure di aver perso a Viareggio, con una rissa finale e diversi espulsi. Come dicevo, la goliardia prodotta da gente semi ubriaca è unica, e allora assisti ad una lezione di tecnica di calcio di uno sul tuo pullman in un parcheggio dell’autogrill, che nemmeno a Coverciano si vede. “Voi vi dovete schierare in 5 dietro perchè altrimenti prendete goal, ma i due terzini devono essere pronti a spingere, altrimenti non siete pericolosi e perdete”. Loro in circolo che ascoltano e ridono, te che ti pisci addosso dalle risate. Saluti finali, ripartono. Trenta secondi dopo che il loro bus è partito, arrivano altri due giocatori, dimenticati in autogrill. Le risate che ci siamo fatti sono roba che avrebbero guarito qualsiasi depresso. Li abbiamo caricati sul nostro bus cantando “Benvenuti tra noiiiii” e “Viareggio Viareggio vaffanculo” in loro onore dopo la cocente sconfitta proprio nella città di Lippi, e li abbiamo lasciati alla prima piazzola di sosta dove il loro pullman li aspettava.

Come vedete non ho speso una singola parola sulla partita. Abbiamo vinto, ma è solo un dettaglio. Certo, un bellissimo dettaglio, ma non è la cosa che ricorderò di più di questa trasferta. Quando la curva canta “A noi della partita, non ce ne frega un cazzo”, dovete capire che non è un coro strafottente fine a se stesso. Quel coro è uno stile di vita.

goliardia alccolica

goliardia alcoolica