Eravamo quattro amici al bar

Eravamo quattro amici al bar. Ancora una volta quattro. Come quell’altra sera, seppur alcuni amici non sono gli stessi. Evidentemente non può essere un caso che le migliori serate sono quelle con 4 persone. Di meno sei troppo pochi, di più sei in troppi. Ci siamo ritrovati come ogni Lunedì alle 21 al solito posto, anche se ieri sera non avevamo in programma di discutere di qualcosa in particolare. Anzi, il freddo e qualche defezione, stavano per regalarci una tranquilla serata sul divano, ognuno a casa propria. Ma l’abitudine, la nostra innata e radicata voglia di stare in gruppo a parlare di stadio, e il fatto che per noi l’incontro del Lunedì sera ormai è sacro, ha spinto il primo di noi a dire “Io vado lo stesso, c’è qualcuno che mi raggiunge? prendiamo un caffè e torniamo a casa presto”. Come fai a dire di no ad un invito del genere? Non si può.

Sono le 21. Arrivo per primo, ecco il secondo e poi  il terzo e quarto arrivano insieme dieci minuti dopo. Quattro caffè veloci, uno sguardo al giornale ormai consumato sul tavolino e ci sediamo sulle solite poltrone. “Hai sentito di Tizio? Rientra a Febbraio dalla diffida”; “Abbiamo ancora qualche rotolo di scotch o lo devo comprare?”.  “vado a prendere una birra, qualcuno prende qualcosa?” E così via. Guardo l’orologio e sono le 23,51.

Eravamo quattro amici al bar, stregati da racconti che ognuno ha già condiviso decine di volte, ma tutte le volte ti sembrano comunque nuovi ed interessanti. Racconti di stadio, di trasferte, di risate e di incazzature. Perchè a noi, per esempio, non interessa tanto parlare di elezioni. Ne parliamo anche, ma il tutto dura pochi minuti. Noi siamo invece in grado di produrre racconti a raffica su ciò che è successo fuori e dentro lo stadio in un Derby di 15 anni prima, nei minimi particolari. Cosa che se ti chiedono cosa hai mangiato per colazione non sai rispondere, ma cosa ha detto “Ciccio” a quelli di là vent’anni prima non te lo scorderai mai.

E’ ora di andarsene, ma ti senti incollato a quella poltrona perchè in quel momento ti sta regalando quella serenità, quella felicità che nelle 20 ore precedenti probabilmente  non hai trovato. Ore 24,30 te ne vai. Perchè ci hanno sbattuto fuori. L’indomani (oggi ndRett.) dalle nostre parti è festa patronale e in molti non faranno un cazzo. Ma noi 4 lavoriamo tutti lo stesso, e mentre scrivo realizzo di essere sveglio già da 3 ore e mezza. E razionalmente vien da dirmi che sono un pirla. Ma sarei pronto ad uccidermi se mi dicessero che serate come quella di ieri non ricapitassero più.

4albar