Ripartiamo da noi. (Ciao Caro)

Oggi è il 7 Gennaio, e la maggior parte della popolazione italiana riprende la sua vita normale. Chi al lavoro, chi a scuola, oggi è vittima del rincoglionimento post feste e, in qualche modo, si impossessa nuovamente della sua vita. L’aver ripreso a lavorare il 2 Gennaio, e il festeggiare il “Capodanno” il primo di settembre invece del primo di Gennaio, mi rende questo Lunedì un po’ meno rimbambito di quanto percepisco essere la maggior parte delle persone che oggi ho incontrato. Meglio così, realizzare di essere differente dalla massa, come sapete, è per me condizione necessaria e sufficiente per avere un po’ di felicità.

La serie B sta testando quello che, probabilmente, nei prossimi anni in A succederà, ovvero ha giocato fino alla fine di Dicembre ed è andata in vacanza. La serie A, invece, ha già ripreso. L’Inter ha dato l’ennesima prova di come, quando decide di fare cagare, non ha rivali nel mondo. Nemmeno la Nazionale Tedesca quando incontra l’Italia nelle partite che contano, riesce a collezionare figure di merda come quella di ieri a Udine. Che poi poteva anche finire in maniera differente, intendiamoci, ma la capacità che hanno gli Stramaccioni boys di andare in merda alla prima difficoltà, è roba da farci una fiction in tv con Raul Bova. Già il fatto di giocare in anticipo alle 12,30 della Domenica è una sciagura, vedere poi in campo Jonathan sbagliare certi goal, e realizzare che il solo (e probabilmente unico) centro che ha fatto in vita sua l’ha realizzato al Novara quando giocava a Parma, beh, che ve lo dico a fare, ti prende un’amarezza che può provare solo chi si sgola mezza bottiglia di amaro Petrus.

E’ il 7 Gennaio, bisogna ripartire da qualche cosa. Non è facile. Novara è stata vittima della cronaca nera in questi giorni. Una ragazzina, anzi una ragazza, di 14 anni si è suicidata. Dicono perche non ce la faceva a reggere gli insulti che quotidianamente riceveva da un branco di coetanei. Non la conoscevo, poteva essere quasi mia figlia e, non avendo io figli, non conosco molti suoi coetanei se non quei pochi che gravitano intorno allo stadio o sono figli di miei amici. Ma non ho molta stima dei nuovi teenager della mia città. Seppur la mia città è solamente una piccola rappresentazione di ciò che l’Italia sta producendo. Una massa di giovani rincoglioniti, che dimostrano più dell’età che hanno, dall’apparente sembianza di quelli che non hanno voglia di fare un cazzo. Li vedo in stazione alla mattina, li vedo al Sabato in giro per la città. Mi sembrano tutti un branco di coglioni. E mi dispiace per chi si offenderà, ma io non ho mezze misure. Non posso averle quando vedo intorno a me centinaia di persone fatte con lo stampino. Mi dispiace anche per chi non è così, ma sappiamo benissimo tutti che la massa si avvicina molto a come l’ho descritta. Carolina era una ragazza bellissima. Mi viene davvero incomprensibile capire come una ragazza come lei potesse essere oggetto di bullismo. Se avessi avuto io 14 anni le avrei tirato il filo, mi ci sarei innamorato di quel sorriso, altrochè insultarla come pare facessero. Li vedo tutti quei giovani. Quante volte mi sono incazzato nel vedere uno stadio mezzo vuoto, e un centro città pieno di flotte di giovani, sigaretta in bocca e pizzetta alla mano. Li vedo sbavare per un goal di Ibra alla playstation e spendere le proprie paghette per cazzate, quando con 8 euro magari si divertirebbero di più, e imparerebbero cosa vuol dire coltivare amicizie e passioni meno effimere. Li vedo e li leggo ora. Tutti indignati. Tutti conoscevano Carolina, tutti sapevano di questo problema, tutti ora a cercare e a chiedere che i colpevoli la paghino cara. Ma se tutti sapevano, tutti conoscevano il problema, ma dove cazzo erano tutti? Erano a girare in qualche centro commerciale o a riempirsi di hamburger in qualche Mc Donalds lasciandola sola a soffrire per gli insulti?

Questo dramma poteva capitare ovunque. Di Carolina in Italia e nel mondo è pieno. Però è capitato a Novara. Nella mia città. E questa cosa mi sta tremendamente sui coglioni. Perchè è vittima di una situazione creata da qualcuno che abita a casa mia, e che, sui gradoni di una curva, avrebbe preso una marea di calci in culo e magari, perchè no, qualcuno lo avrebbe anche dato. Ma non sarebbe stato così coglione di fare il male che è riuscito a fare, perchè qualcuno lo avrebbe raddrizzato prima.

Ora il messaggio che passa è che non sono tutti così. Sono loro il branco, sono loro i cattivi. Ma la massa dei giovani è diversa, e tutti ricordano Carolina e, idealmente, sono tutti a venerarla. E’ vero, la massa non è sicuramente cattiva. I colpevoli sono pochi. Ma è proprio la massa che tace pur sapendo, che è complice. Se non si parte da questo fatto, ci saranno altre Carolina.

E’ il 7 Gennaio. Ripartiamo dalla nostra voglia di spaccare il mondo, dalla nostra felicità di attaccare una pezza di un metro e venti per un metro, dalla nostra fatica di sventolare per un’ora una bandiera e dai nostri stupidi insulti verso quelli che stanno di là. Anche la gente da stadio non è perfetta. Probabilmente non è nemmeno un modello positivo da seguire. Ma lo stadio è una palestra di vita e, sicuramente, insegna a fare gruppo. Non branco.

Ciao Caro.

rosabianca