Il Derby delle risaie (quelli al di là del Sesia)

Oggi è il 104 esimo compleanno del Novara Calcio. E Domani è giornata di Derby. Derby vero, come gli Inter Milan, o come i Toro Juve, Samp Genoa e Lazio Roma. Si gioca una delle partite più storiche del campionato di calcio italiano, che causa lunga militanza nelle categorie inferiori, e intervalli decennali da una partita all’altra dovuti al fatto che le due squadre non militassero nella stessa categoria, è stato un po’ dimenticato: il derby Novara Pro Vercelli, derby delle risaie. E’ vero, a differenza delle 4 stracittadine più importanti, non parliamo di compagini della stessa città, ma poco ci manca. Sono 30 i km di distanza. Su questo blog vi ho parlato dei Novara Toro e Novara Juve, che un po’ forzatamente venivano chiamati “Derby”, soprattutto da noi Novaresi assetati di calcio importante, ma insomma, inutile negarlo, mentivamo sapendo di mentire. Il Derby è stato, è e sarà sempre uno solo: quello col Vercelli.

Novara e Vercelli si sono sempre odiate. Si è sempre litigato sulla produzione di riso, si è sempre litigato per la supremazia nel calcio e nell’Hockey pista, perchè Novara e Vercelli hanno fatto la storia dell’Hockey pista. Mio nonno è stato uno dei fondatori del glorioso Hockey Novara e le leggende narrano di lui che mi parlava delle sue gesta e goal mentre io lo fissavo senza capire nella culla. Passavano gli anni, trascorsi coi miei nonni perchè i miei genitori di giorno lavoravano, e lui non mancava mai di farmi vedere foto, leggere articoli di giornali e di riempirmi di racconti sull’Hockey.  La costante di tutti questi racconti era una sola: la rivalità con Vercelli. Un racconto su tutti che mi è rimasto in mente, forse perchè me lo ripeteva almeno una volta alla settimana o forse perchè è stato l’ultimo racconto che mi ha fatto prima che una malattia invalidante lo colpisse e lo portasse via, è stato quello che in una trasferta a Vercelli (non saprei dire in che anno, ma stiamo parlando evidentemente degli anni 20 o 30 ndRett) l’ambiente iniziò a scaldarsi fino a quando, con ancora su i pattini, lui e qualche altro salirono verso le tribunette a tirare mazzate a i vercellesi. A me è rimasto in presso questo racconto, perchè mi son sempre detto che lui avrebbe potuto raccontarmi di qualche goal importante, o della felicità di indossare una casacca azzura, e invece no. Il suo ricordo principale è stato quello di una rissa coi vercellesi. Anche io avrei potuto raccontarvi mille aneddoti di suoi vecchi Derby, ma ho scelto questo perchè a mio avviso è quello che meglio può raccontare la rivalità con quelli al di là del Sesia.

Per quanto riguarda il calcio, il ricordo principale è legato ad una trasferta a Vercelli del 1986 con mio Papà, mio zio e mio cugino Walter. Non so perchè ma non eravamo nel settore dei Novaresi, bensì nei parterre, pure vicino alla loro curva. Io ero in prima fila con Walter e a un certo punto l’arbitro regala un rigore a loro. Io mi giro cercando con lo sguardo mio papà e gli urlo “ma dai non è rigore che ladri” ovviamente in mezzo ai vercellesi. L’ambiente intorno a noi si scaldò, e Walter, a suon di calci, aprì un varco e mi portò via dalla bolgia che si stava creando. Con lui ho fatto tantissime altre trasferte a Vercelli, fino all’ultima dove arrivammo fuori dal settore ospiti e qualcuno gli regalò il biglietto per entrare. Io dovevo andare in biglietteria a prenderlo (perchè dieci anni fa le prevendite in C2 praticamente non esistevano ndRett.) ma lui mi accompagnò dicendomi ridendo “non mi fare tirare altre scarpate eh?”. Una brutta malattia mi ha separato troppo presto anche da lui, che avrebbe vissuto questa partita come pochi altri.

Sono dieci anni esatti che non si gioca un derby, e per due squadre ultra centenarie come Novara e Pro Vercelli è curioso che di Derby non se ne siano giocati poi così tanti. Ma spesso le due squadre hanno militato in campionati differenti, e il fatto che, negli anni senza derby, la colpa sia quasi sempre stata di quelli al di là del Sesia, è motivo di soddisfazione e orgoglio.

Domani non sarà per me una partita come le altre. Un derby impone una sana e cattiva rivalità, e come dice il mio amico Mauro “Mancio”, “allo stadio tutto è concesso e non bisogna pentirsi o giustificarsi di nulla”. Avrei potuto benissimo dare un taglio a questo articolo molto più “da battaglia”, ma mi sembrava di fare un torto a questo Derby. C’è uno stadio che è il luogo per “la battaglia” e sarà lì che combatteremo, non certamente un blog, con oltretutto una buona fetta di lettori che nemmeno frega nulla di questa partita. Ho preparato il Derby come un tifoso militante deve fare. Aiuterò (seppur in minima parte rispetto ad alcuni ragazzi che stanno lavorando giorno e notte) per la realizzazione della coreografia e combatterò sugli spalti. Mi piace pensare che mio nonno da lassù stia rompendo le palle al paradiso intero col suo racconto, o magari si stia già prendendo a mazzate con qualcuno al di là del Sesia , e che Walter sia lì pronto a tirare scarpate qualora servissero sia a lui lassù che a me quaggiù.

Buon Derby a tutti quelli che vivono per partite come queste. Per tutti gli altri, beh non sapete che vi perdete.

Risaia