Ciao Jimmy

Non sono mai stato il più grande estimatore di Jimmy Fontana, e non so nemmeno spiegarmi il perchè, visto che, considerando la mia testa malata e la mia naturale diffidenza verso i calciatori, riconosco che per due anni ha fatto tutto ciò che un calciatore avrebbe dovuto fare per avere la mia stima. Forse il mio carattere è troppo brutto. Sono troppo “militante”, geloso e permaloso per poter accettare che la sua ex tifoseria granata non abbia mai smesso di amarlo, e lui non abbia mai fatto nulla per nascondere la sua fede. Sono un tifoso che si attacca spesso ai pretesti, e per me quel famoso Torino Novara, dove Jimmy andò prima sotto la Maratona ,e solo dopo salutò noi da 50 metri, è sempre stato per me un valido pretesto per non divinizzarlo come invece ha fatto la maggioranza dei Novaresi. Io l’ho sempre sostenuto, in quanto giocatore del Novara, ma nel mio cuore c’è stato il giusto. Mi rendo conto che è un problema mio. Non suo. Lui, il suo l’ha fatto. Bene i primi due anni, benino lo scorso anno, ma c’è da dire che il ruolo del portiere dello scorso Novara in A non era certamente quello più felice.

Poi c’è stata questa maledetta estate 2012, col Novara che sembrava fosse diventata la cupola mafiosa a capo di qualsiasi combine calcistica, e una marea di giocatori coinvolti. Due su tutti Bertani e Jimmy Fontana. Il primo, una buona fetta di consensi novaresi se li era già fumati scegliendo la Sampdoria, perchè “è meglio fare una B ai vertici che sentire i fischi in A alla terza sconfitta”, peccato che Bertani più che prendersi una B ai vertici, prese tante vargate sui denti, non solo metaforiche. Per il secondo, invece, è crollato il mondo a centomila abitanti. Tutti ma non lui. Non poteva essere vero, lui che aveva un contratto di cinque anni che lo avrebbe proiettato a ruoli dirigenziali, lui che per tutti era Jimmy, lui che aveva preso per il culo 5500 Juventini al Piola.

Il giocattolo si è rotto. La Società, cinicamente, ha adottato una strategia che praticamente nessun altra Società invischiata nel calcio scommesse ha adottato: non ha infatti fatto quadrato sui giocatori, difendendoli contro tutto e tutti. Ha detto “voi difendetevi da soli, che noi ci difendiamo da soli”. E’ calato il silenzio su di loro, per il Novara questi giocatori non sono più esistiti. Esisteva solo una strategia difensiva, argomentata e molto efficace, volta a tutelare l’immagine della Società, e a limitare i danni in termini di punti. Contemporaneamente, l’immagine di Jimmy piano piano è andata a puttane. Qualcuno, mosso forse più da amicizia personale che da altro, non ha mai smesso di volergli bene e lo ha sempre difeso, ma la gente, da buoni Novaresi freddi e diffidenti, è rimasta delusa.

Vedete, col senno di poi la strategia del Novara è stata oggettivamente vincente. Nei vari gradi di giudizio (manca ancora il Tnas e qualche punto verrà ridato ndRett.) il Novara ha ottenuto uno sconto complessivo di 6 punti rispetto alle richieste e alle condanne. Ma se si è “vinto” in un’aula di Tribunale, a mio avviso si è invece perso con la propria coscienza.  Si è perso proprio dal punto di vista di quella morale ed etica la cui Società ha tanto utilizzato in aula. Perchè il messaggio mandato in estate dalla Società, che i media non hanno colto (per scarso interesse sul Novara o semplicemente perchè i giornalisti nazionali sono mediamente poco svegli, decidete voi) è stato quelli che il Novara non ha mai messo la mano sul fuoco per i suoi giocatori. E questo è stato clamoroso, perchè implicitamente ha fatto intendere che qualcosa potrebbe anche essere successo tra giocatori. Che cazzo ce ne frega a noi dei bei discorsi sul garantismo, che cazzo ce ne frega se uno non è colpevole fino a quando non è condannato al terzo grado. Per il Novara questi giocatori, e lui per primo, non sono più esistiti.

Poi succede che prima o poi i nodi arrivano al pettine. E la cosca mafiosa Novarese ne esce parecchio ridimensionata, visto che tra appelli, contro appelli e TNAS, in tanti sono già stati assolti. E anche Jimmy, per mancanza di prove evidenti, viene scagionato.

Tutta questa lunga ricostruzione era necessaria, per arrivare al dunque. Una vittoria di Fontana, che evidentemente potrebbe portare nuovi sconti, è diventata un problema per il Novara. Perchè tutti ormai lo avevano scaricato, tutti lo avevano considerato colpevole e tutti (o quasi) abbandonato. Ma la sua vittoria in tribunale, rischiava di diventare un problema anche per lui se vista nell’ottica di un futuro a Novara. Perchè in questi mesi, anche comprensibilmente, è stato il primo a non aver più nominato Novara e i suoi tifosi. Ha accettato la strategia della Società facendola sua, ovvero “io mi difendo per me, te fai quello che ti pare” . Si è fatto abbracciare dal mondo granata solidale,e che cazzo ce ne frega se a Novara c’era gente in ginocchio per lui, che cazzo ce ne frega se eri diventato un simbolo per la città. Ovunque c’era Jimmy Fontana, c’era una sciarpa granata, un “uno di noi” detto da qualche tifoso granata condito da qualche insulto al Novara.

Non si poteva andare avanti, non si poteva ricostruire più nulla. Le sciagurate scelte di mercato hanno imbruttito ancora di più la gente, che nel frattempo ha avuto problemi ben peggiori che pensare a Fontana. Qualcuno in Società, ovviamente, con qualche volo pindarico subito lo ha riabbracciato, argomentando la cosa con un poco credibile “per coerenza siamo stati zitti prima, adesso possiamo congratularci con lui”, ma la verità è che in pochi credevano nella sua innocenza. Anzi, l’esser stato assolto “per mancanza di prove” probabilmente non convince ancora pienamente i più scettici.

Con la sua rescissione di stasera ha perso il Novara, perchè Fontana poteva essere una risorsa per i giovani, per lo spogliatoio e per l’immagine della Società. Hanno perso tutti quelli che credono nelle favole e nelle bandiere, perchè la vicenda Fontana Novara dimostra che alla fine è sempre e solo un rapporto tra Società e dipendente, e i discorsi di amore e affetto nel calcio sono solo un mucchio di stronzate. Ha perso la gente, che prima in massa è stata boia e subito dopo “lo avevo detto io”. Hanno vinto in pochi. Hanno vinto quei pochi che hanno avuto l’onestà intellettuale e le palle di prendere una qualsiasi posizione, corretta o sbagliata non importa, di condanna o di difesa, di argomentarla e difenderla con coerenza.

E’ brutto auto lodarsi, ma come detto all’inizio non sono mai stato il primo tifoso di Jimmy Fontana. Sono rimasto molto deluso questa estate ma non l’ho crocifisso a priori, come  non ho esultato come un pazzo per la sua assoluzione. Diciamo che ho cancellato questi quattro mesi e sono rimasto ai miei rancori, al mio carattere di merda, alla ricerca dei miei stupidi pretesti per potercela dannatamente avere contro un mio giocatore che saluta quelli di là, anche se poi mi ha dato un milione di motivi per cancellare quel fatto.

Non mi sento sconfitto. Sono stato coerente con me stesso. Magari ho torto, ma la penso così. E porto avanti le mie idee. Un detto dice, “non ti accorgerai mai quanto sia importante una persona fino a quando non la perderai”. Riconoscere che Jimmy Fontana era un uomo, rispetto a tanti che vestono la maglia azzurra ora, è il mio modo per ringraziarlo per quanto fatto col Novara.

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