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Quando sei incudine stai, quando sei martello dai

Non scrivo più i resoconti delle partite, tanto frega niente a nessuno, e personalmente non mi diverto a scrivere banalità tipo “meglio la difesa a tre o meglio giocare col trequartista”. Lo lascio fare a chi capisce di calcio.  Se invece mi lancio in qualche resoconto, lo faccio sulle partite che vedo allo stadio. Juve Inter l’ho vista dal divano, purtroppo, per cui vi risparmio i commenti tipo “Handanovic è una grande sorpresa” oppure “Godo”, perchè li considero scontati (ma veri).

Juventus Inter sta diventando la trasposizione sul campo di tutto il peggio che il nostro Paese può produrre. E’ l’apoteosi del campanilismo, del rincoglionimento e imbruttimento della persona all’ennesima potenza. Siate sinceri: sia che voi siete interisti o che voi siete juventini, i giorni prima della partita tutte le persone che avete incontrato di fede avversaria vi sono state sui coglioni. Le avreste volute vedere morte, possibilmente con sofferenza, e il sentimento, certamente ricambiato, lo avete esteso ad eventuali famigliari. Pure gli interjuventini di Pisa e Livorno per qualche giorno hanno smesso di scannarsi per il singolare accorpamento delle loro provincie, e si sono scannati, al netto di morti in casa causa pisani alla porta, per la partita.

Poi c’è la magia del calcio, dello stadio pieno, delle coreografie e degli insulti. C’è la magia delle bestemmie per goal in fuorigioco, espulsioni non date, rigori quasi non assegnati. C’è la rabbia di non poter uccidere nessuno in casa perchè non c’è traccia di uno juventino e allora di dovertela prendere con la guida Sky finita diretta sul nano da giardino che tengo in appartamento (perchè il Rett. ha un nano da giardino che però tiene sul pavimento del suo appartamento, prima o poi meriterà un approfondimento questa particolarità, lo so) e l’urlo per un goal, anzi tre, meritati come mai.

E poi c’è il sequel del rincoglionimento post partita, con i vincenti che si lanciano in deliri di onnipotenza e i perdenti che si rifugiano in rosicamenti da guiness dei primati. E non è assolutamente vero che questo succeda al popolino ignorante. No. Riguarda tutti gli strati sociali. Anzi, spesso più si sale di grado e piu ci si rincoglionisce. Siamo tutti più brutti, siamo tutti più coglioni, siamo tutti più cattivi e più cinici. Siamo Italiani, e Juventus Inter, come vi dicevo all’inizio, non è nient’altro che la rappresentazione teatrale di ciò che siamo noi come popolo.

Nella vita ho imparato questo detto: “quando sei incudine stai, quando sei martello dai”. Ho imparato sul campo che ci sono momenti che devi saper incassare, possibilmente con classe. Perchè puoi avere anche tutto l’orgoglio di questa terra, ma se sei in “guerra” e non puoi difenderti, verrai massacrato. Io sono italiano e tifoso. Non posso essere diverso. Come tutti, quindi, mi sono imbruttito, rincoglionito e incattivito per una partita. Ho subito le martellate degli avversari in passato, spesso con classe altre volte meno, ma sabato il martello è arrivato nelle mie mani. E quindi “ci dò”. Gli abbiamo fatto un culo così. Non se lo aspettavano, men che meno in casa loro, e sono riusciti nell’impresa di uscire dal campo ladri e sconfitti.

Capita. La prossima volta magari il martello ce lo avrete voi, e picchierete. Come è giusto che sia. Siamo italiani, siamo tifosi.