Una Domenica invernale

Non so voi, ma  le Domeniche che preferisco sono quelle fredde, piovose ma non troppo, grigie e cupe. Come quella di oggi. Quelle che per la massa sono giornate inutili e sprecate, perchè la gente è fatta così. La gente è mentalmente limitata, perchè se non ha sopra di se un cielo azzurro e un po’ di sole non è capace di fare un cazzo. E allora maledice il freddo, il cambio dall’ora legale a quella solare, e si deprime ancora di più in attesa del Lunedì mattina, standosene sul divano. Le Domeniche come oggi sono le più belle. Esci di casa, e il vento gelido ti taglia subito in due la faccia. Ma te non indietreggi di un centimetro. Alzi il colletto del tuo giubbotto, tiri su il cappuccio della tua felpa e stringi al collo ancora di più la tua vecchia sciarpa di lana. Sporca, ma maledettamente viva. La sensazione di calore che ti fa provare la tua sciarpa in una Domenica come questa è impagabile. Nemmeno una stufa accesa, o una spiaggia torrida a mezzogiorno, ti riscaldano il cuore come la tua sciarpa tirata su, fino al naso. Le gradinate, bagnate e scivolose, sembrano vomitarti addosso tutto il freddo che hanno imprigionato in queste ultime ore, ma te ne freghi, perchè ci sono in campo undici leoni con una maglietta orange, che corrono dietro una palla bagnata e sporca da sostenere.

Forse parlo della Nazionale Olandese, o forse solo di una partita di terza categoria. Non importa. Non sono i particolari che vi voglio raccontare, ma mi preme raccontarvi solo il contesto generale in cui è ambientata questa storia. In questa storia c’è qualcuno che ha giocato col cuore in campo, e qualcun’altro che il cuore lo ha tirato fuori sugli spalti. Punto. Sono le Domeniche più belle queste. La magia del calcio unita alla magia degli spalti. Il cuore e la sciarpa che vincono.

La Domenica è praticamente finita. La massa ora è ancora più annoiata, triste e depressa, devastata da una giornata sprecata. Non ha visto il cielo azzurro e non è stata capace di fare nulla. Quelli invece che hanno preso freddo e acqua allo stadio, perchè hanno giocato o hanno tifato, adesso hanno qualcosa da raccontare. E si sentono maledettamente vivi.

Perchè poi il senso di questa storia è tutto qui. Sentirsi comunque vivi e vincenti. Grandi Orange.