Cartoline, incazzature, 10 in pagella

Il tifoso è tifoso, e come tale deve tifare. Poi ci sono i tifosi più obbiettivi e quelli più talebani. Ci sono quelli che riconoscono i meriti all’avversario, e quelli che piuttosto di farlo si ucciderebbero. Poi ci sono i tifosi tafazzani che si martellano i coglioni anche quando si vince, quelli che si accontentano e (a detta loro) godono, e quelli che invece non si accontentano mai. A seconda che voi rappresentiate una categoria piuttosto che un’altra, avrete visioni diametralmente opposte della partita, e quindi giudizi differenti. Ma a mio avviso, quando si vince un Derby, non c’è onestà intellettuale che regga. Se sei un tifoso devi godere. Chissenefotte se si diventa ridicoli, Dio Santo, hai vinto un Derby in trasferta, goditela. Altrimenti fai il giornalista. Io ho deciso questo approccio: parlo solo delle cose che c’è da esaltare. Su quelle da criticare (e non sono scemo, ci sono tante cose criticabili), passo la mano ai tifosi tristi che non riescono a ridere nemmeno quando batti il Milan.

Voto 10 alla goliardica coreografia della curva nord. Esteticamente meno bella rispetto allo standard degli ultimi 7-8 anni, ma pungente e tagliente come poche altre volte. La recente estate passata ad allenarsi e a fare preliminari in giro per l’Europa era oggettivamente un assist per una coreo sfottò dei cugini. Sarebbe passata alla storia come contro coreografia, ma comunque la trovo apprezzabile ugualmente. Sicuramente più originale di quella vista in curva sud.

Voto 10 a Zanetti. Quando si vince un Derby, Zanetti merita sempre e comunque un 10 in pagella, anche se fa il minimo sindacale. Ieri era, salvo errori,  il suo 39esimo Derby consecutivo. Un monumento. Non sbaglia praticamente mai una chiusura o un appoggio, corre 90 minuti e incarna sempre lo spirito dell’essere interista. Non lo si può criticare quando vinci un Derby, perchè l’immagine di una vittoria in una stracittadina è sempre rappresentata da lui sotto la Nord che esulta battendosi il petto. Ieri è stato il Derby della vecchia guardia, con Samuel che l’ha messa e Cambiasso autore di una partita stratosferica. Tutto bello.

Voto 10 ai rosicamenti degli altri. Vederli recriminare per un rigore piuttosto che per un goal annullato sono cose che fanno bene. Vedere centinaia di persone alle otto del Lunedì mattina suonare il clacson isteriche perchè inghiottite nel traffico di via Melchiorre Gioia che sembra peggio del solito (ma in realtà è uguale a ogni mattina) fa stare bene. I Milanisti nei bar sono un misto tra indignazione, incazzatura e rassegnazione. Cosa c’è di meglio?

Voto 10 a Stramaccioni sotto la Nord. Stramaccioni è giovine. E come tutti i giovani non sanno frenare gli entusiasmi. Però fa parte dello spettacolo dai. Ho sempre invidiato quell’invasato di Malesani che, dopo una vittoria nel Derby del suo Hellas contro il Chievo, è corso sotto la curva dei butei a godere come un riccio. Chissenefotte del bon ton, un Derby vinto è un Derby vinto.

Bene, mi sia però comunque concesso di mantenere un minimo di lucidità e di dire che tutto ciò non espressamente citato qui sopra meriti forti critiche e voti molto bassi. Ma non ieri, non oggi.

Foto pubblicata sul blog Faremilano