A tutela del diritto di dare del cornuto all’arbitro ( a difesa del Rettilineo del Piola)

Proviamo a fare un gioco. Se dico “arbitro” e vi chiedo poi di dirmi la prima parola che vi viene in mente, sono pronto a scommettere soldi che la maggior parte di voi dirà “cornuto”. Questo a prescindere dal fatto stia parlando di un arbitro specifico piuttosto che della categoria. “Arbitro Cornuto” è una classica frase fatta ad uso e costume della collettività, derivante da anni ed anni di utilizzo quotidiano nella nostra Società e, volendo, adattabile a differenti situazioni. Insomma, un po’ come abbinare la parola “iPhone” ad Apple, o “Canalis” alla parola Elisabetta.

“Arbitro cornuto” non è certamente un associazione di parole che viene detta in un circolo ricreativo culturale,  e nemmeno si trova ai primi posti nell’elenco delle frasi consigliate dal galateo, anzi, diciamocelo pure, se non è un insulto poco ci manca. Eppure è talmente comune da aver toccato un numero talmente elevato di strati sociali differenti che l’hanno sdoganata. Stessa cosa si potrebbe dire per la parola “pirla” nel milanese. Se prendo una persona a caso e gli dò del pirla, non gli sto sicuramente facendo un complimento, eppure nessun Giudice mi condannerà mai a fronte di un’eventuale querela, perchè “pirla” ormai è una parola che, a furia di dirla, è diventata socialmente accettabile.

Come ho raccontato tempo addietro, questo blog si chiama “Rettilineo Tribuna” perchè la prima volta che mio padre mi ha portato allo stadio mi ha fatto entrare al Silvio Piola di Novara (che ai tempi si chiamava “L. Marmo”) nel settore Rettilineo Tribuna. Quel settore esiste ancora, e per chi non ci è mai stato, posso dire che è strutturalmente abbastanza simile ai “Parterre” che potete trovare a Firenze dietro le panchine. Il pubblico, di fatto, è molto vicino ai giocatori che si siedono in panchina, agli allenatori, e alla figura mitologica del quarto arbitro che da diversi anni passa la Domenica tra una panchina e l’altra, ed è pronto a dirigere l’incontro in caso di infortunio del primo arbitro. Perchè il quarto uomo a questo, in origine serviva.

Oggi non serve più a quello. Il quarto uomo ha subito una mutazione genetica e possiamo scientificamente dire che ormai è una figura equiparabile ad un impiegato di Equitalia. Ha due scopi ben precisi nella vita: rompere le palle ai due allenatori, ed esercitare la funzione di riscossione tributi per conto della FIGC. Si, perchè basta che nel referto indichi di aver sentito un “arbitro cornuto” da parte del pubblico, che la Società viene multata di qualche migliaia di euro. Ma attenzione, con una particolarità. Il suo orecchio non percepisce mai gli eventuali insulti provenienti da curve importanti che gli dedicano slogan tipo “la bandiera mettila nel culo”, no. Il suo precisissimo orecchio è calibrato per captare i singoli insulti provenienti dai settori adiacenti alla zona di sua competenza.

Il Rettilineo Tribuna del Piola non è dotato di vetri in plexiglass. Ha delle normalissime ringhiere pitturate di bianco che consentono un’ottima visuale della partita, ma non schermano le voci. E siccome a Novara o trombiamo costantemente le compagne dell’arbitro, (può essere eh, personalmente non mi è mai capitato ma non lo posso escludere) oppure anche noi utilizziamo il normale linguaggio comune in uso nel territorio italiano. E quindi associamo le parole Arbitro e Cornuto, come fanno la maggioranza degli italiani. Eppure è qualche anno che il Novara Calcio risulta essere una delle Società più multate nel panorama calcistico italiano per colpa di insulti alla quaterna arbitrale. Leggi le motivazioni e scopri che la colpa è del settore “Rettilineo Tribuna” e del quarto uomo che nel referto dichiara di aver ricevuto insulti da quel settore.

Poi, lo capirete anche voi, Novara non è Milano o Torino, e non è quindi così difficile o improbabile per un abitante della città avere rapporti di amicizia, o quantomeno di “cordialità”, con qualche esponente della squadra. E magari può capitare, senza entrare nei particolari ma rimanendo a livello generale, che in pizzeria si incontri qualcuno della Società che ti racconti di come nel Palazzo sappiano del “problema rettilineo”, e di come siano allo studio futuri accorgimenti “strutturali” per limitare il problema. Ma cosa si intende per “accorgimenti strutturali”? Siccome qualche anno di stadio alle spalle ce l’ho, ve lo dico io: se va bene Plexiglass (che non ti farà più vedere nulla), se va male allontanamento del pubblico da quel settore (più lontano dal campo in modo che l’orecchio bionico del quarto uomo non capti più epiteti scomodi).

In un periodo storico in cui si vorrebbero eliminare le barriere ed avvicinare il pubblico al campo, scopriamo paradossalmente che questo può essere un serio problema per le Società, perchè la casta di arbitri che è strapagata per non commettere errori che invece puntualmente commette, fa cassa sfruttando un’assurda permalosità ed equiparandosi a pubblici ufficiali si ritiene danneggiata da quello che nemmeno i Giudici considerano più offesa. Non importa se la tv dimostra gli errori di un arbitro, perchè questo era, è e rimarrà sempre intoccabile.

Allora, attraverso questo blog voglio lanciare una provocatoria proposta. Voglio il riconoscimento ai tifosi in uno stadio del sacrosanto diritto di mandare a fanculo un arbitro durante una partita. Lui chè è pagato sbaglia e, magari, decide le sorti di un campionato, e io che pago non posso mandarlo a cagare? “Arbitro Cornuto” si può dire. Lo dice la storia del nostro Paese, lo dice la quotidianità della nostra vita, lo sanno anche i bambini. L’arbitro è un cornuto. A prescindere. Non voglio più sentirmi dire che il Rettilineo Tribuna del Piola (ma potrei dire il primo arancio di Milano o i Parterre di Firenze…) è un problema, perchè il Rettilineo del Piola è una risorsa per il Novara Calcio. Seconda solo alla Curva Nord.

L’ho sempre detto e sempre lo dirò: siamo tifosi di calcio, non seminaristi.

Il Rettilineo è la parte bassa dietro le panchine. Come dico sempre, odio le persone che, quando indico loro la luna, si fermano a guardare il dito. Accettate le mie provocazioni e le mie forzature. Non sto difendendo la volgarità, la maleducazione, la violenza ne chiedo diritti a lanciare oggetti contro gli avversari. Se pensate questo, non avete capito niente.