Il mio mondo perfetto

Il mondo perfetto non esiste. Primo perchè è oggettivamente complicato stabilire il perimetro della perfezione, siccome ciò che può essere ottimale per me, può risultare problematico ad altri, e secondo perchè noi per primi siamo esseri imperfetti, che popoliamo una Nazione abituata a convivere con pochi che decidono per i tanti che si devono adeguare. Di conseguenza è improbabile che i primi riescano a creare un mondo perfetto per i secondi, soprattutto quando gli interessi non coincidono. Leggendo questo blog vi sarete sicuramente fatti un’idea circa le difficoltà che un tifoso deve affrontare per acquistare un biglietto di settore ospiti: siete entrati con me in osteria, oppure avete imprecato in diverse lingue contro qualche banca o qualche azienda di turno . Eppure, forse per sbaglio, oggi mi è capitato di avvicinarmi a quello che considero “mondo perfetto”, cercando informazioni circa la prevendita della trasferta a Verona contro l’Hellas di venerdì 21 Settembre.

Cerco su internet e trovo facilmente indicazioni di quale canale di vendita utilizza l’Hellas Verona: Ticket One, canale molto famoso e diffuso. Entro sul loro sito per leggere quando inizia la prevendita e vedo questa particolarità:

Sono ragionevolmente sicuro del fatto fosse sempre vietata la vendita su internet del settore ospiti, a prescindere dagli obblighi di possesso della tessera del tifoso, ma siccome sarebbe vietato vendere biglietti del settore nel giorno della partita, eppure tantissime Società lo fanno, ho provato a simulare l’acquisto. Procedo e arrivo a questa schermata:

Come come? mi stanno dicendo che posso acquistare un biglietto di settore ospiti on line e stamparlo direttamente dalla mia stampante? Mi avranno mica catapultato nel 2036? Proseguo nella mia simulazione e arrivo alla fine:

Bene, prima che voi inizate ad accusarmi di fare un articolo marchetta a favore di Ticket One, vi tranquillizzo subito avvisandovi che adesso inizia la parte in cui li critico. Come potete vedere dalla schermata, Ticket one impone 1,5 euro a titolo di diritti di prevendita, 2,5 a titolo di commissioni di servizio e altri 2,5 euro per l’opzione “stampa a casa”, per totali 6,5 euro su 12 eur di biglietto (oltre il 50% di maggiorazione). La cosa è semplicemente ridicola perchè, passino i diritti di prevendita, ma farmi pagare quello che comunque è un risparmio per loro è un qualcosa che solo in Italia può succedere. Infatti, Ticket one avrebbe completamente azzerato il costo di emissione del mio biglietto (carta + stampa) trasferendolo su di me (mia carta e mia stampante), e invece di farmi pagare meno, mi fanno pagare di più aggiungendo un demenziale “diritto di servizio”.

A parte il costo, considero comunque questa opzione un enorme passo avanti, quasi una svolta epocale. Ci stiamo avvicinando di molto al mio concetto di perfezione. E quale sarebbe il mio mondo perfetto? E’ quello che sfrutta la tecnologia e, grazie ad essa, mi semplifica la vita. Ora, provate se vi va a fare un gioco con me. Immaginate che Maroni non sia mai esistito, o se preferite, che non sia mai stato Ministro degli Interni. Immaginate che non sia mai esistita la tessera del tifoso concepita come lo è ora. Provate a pensare di poter andare in tabaccheria o al supermercato ed acquistare una carta multifunzionale dotata di microchip, o ancora meglio, di poter usare il vostro codice fiscale come una multicard. Immaginate ora di voler andare a Verona a vedervi la partita e di raggiungere la città in treno. Su internet vi comprate il biglietto del treno e lo caricate su questa carta multifunzione, poi andate sul sito che vende i biglietti e vi caricate l’ingresso. Sul treno consegnate la carta al controllore che verifica l’accredito e all’ingresso dello stadio inserite la stessa carta che apre i tornelli. Zero code, zero sbattimenti, nessuna foresta tropicale disboscata per produrre tonnellate di carta.

E’ possibile questo? Non ancora. Forse a questi livelli mai. Ma come sostenevo qui tempo fa, si è persa un’occasione storica. Ovvero scrissi:

La tessera del tifoso è nata male. E’ stata “venduta” dallo Stato come una misura necessaria per contrastare la violenza negli stadi e quindi è diventata il nemico numero uno dei movimenti ultras, e probabilmente per sempre lo sarà. Nella realtà, il creare uno strumento elettronico, che sostituisca il biglietto cartaceo, e permetta, utilizzando la rete, di caricare accrediti per gli ingressi ad eventi (non necessariamente partite di calcio, ma anche spettacoli teatrali, cinema, concerti) sarebbe stato un enorme passo avanti per un Paese come l’Italia. E soprattutto, lo scrissi già lo scorso anno, per chi gestisce Club di tifosi, il poter da un computer personale caricare l’accredito per una partita comodamente a centinaia di persone, senza spendere tempo e soldi nel recarsi in un punto vendita e soprattutto dover distribuire materialmente centinaia di biglietti alle persone, sarebbe stata una facilitazione enorme. Così non potrà mai essere, perchè il movimento “No tessera”, seppur diviso, ha tantissimi seguaci che la boicotteranno per sempre e comunque (a torto o ragione non mi interessa). Per colpa di una cattiva comunicazione dello Stato, e soprattutto a causa di un falso scopo (combattere la violenza negli stadi), si è persa un’occasione più unica che rara di creare uno strumento davvero efficace, semplice, di basso costo, e che risolvesse tantissime beghe ai tifosi.

Non ci sarà mai un mondo perfetto perchè chi è preposto a crearlo è incapace, oppure ha interessi personali da salvaguardare che casualmente vanno contro al bene comune, oppure a prescindere viene combattuto in nome di un credo opposto. Sulla tessera del tifoso per me hanno sbagliato tutti. Lo Stato per primo ( e forse più gravemente), e i tifosi subito dopo, che hanno perso una battaglia per troppe divisioni e forse poche argomentazioni credibili. E così prevendite a 50 km dalla tua città, obblighi e restrizioni, stampanti inceppate, assurde commissioni bancarie o “di servizio” e stadi vuoti. Stiamo perdendo tutti.