Tutti in piedi per Julio

Il non aver mai giocato a calcio a certi livelli ha sicuramente contribuito nel non darmi una certa cultura calcistica in fatto di tecnica. Non mi avventuro mai in discussioni su strategie, 4-4-2 0 3-5-2 che sia, ma vivo la mia passione molto di pancia e di impressioni. Per me se uno è buono, è buono e se una squadra è forte, è forte. Punto. Frega niente del perchè e del per come. Proprio per questo ho sempre banalizzato la figura del portiere (non è un vanto, intendiamoci) nel senso che non ho mai capito come si potessero spendere ingenti somme per un giocatore come il portiere, il cui compito e dovere ho sempre sintetizzato nel dover “parare il parabile”. Si, perchè per me un buon portiere è quello che non fa cappellate ma da sufficiente sicurezza al reparto difensivo. Non importa se va a farti la parata miracolo e poi prende due goal da pirla, non è ai miei occhi un buon portiere o un giocatore utile. Non cambierei personalmente mai un buon attaccante col miglior portiere del pianeta.

Ma ovviamente il discorso vale da 1 a 99, perchè c’è sempre l’eccezione che ti porta ad arrivare a 100. Questa eccezione è Julio Cesar. Sono pochi i portieri ai quali oggettivamente si può riconoscere ed equipararne l’importanza di un attaccante, e che abbia portato alla squadra un numero di punti elevato. Lui è uno di questi. Julio Cesar è stata una di quelle operazioni di mercato che ti capitano una volta ogni cento anni, ovvero quelle in cui compri praticamente al costo di un pacchetto di caramelle un giocatore che, quasi immediatamente, scopri essere uno degli interpreti più forti in quel ruolo e anche una gran brava persona. Sarà stata bravura, sarà stato culo, fatto sta che l’Inter se l’è preso, coccolato, ne ha mostruosamente beneficiato in questi anni delle sue parate fino a quando lo ha scaricato. Male, malissimo.

Sembra essere una costante dell’Inter il non aver la bravura e l’intelligenza di far terminare in maniera dignitosa i rapporti con giocatori e allenatori più carismatici, spesso vincenti, sicuramente amati. Ronaldo e Mancini tanto per fare due esempi sono andati via male, e su Maicon ce la si sta mettendo tutta per fare un divorzio penoso. Non è sempre colpa dell’Inter eh, e in tal senso il solo appunto che si può muovere a JC è quello di aver concretamente fatto poco per accettare una sensibile riduzione di un ingaggio non più sostenibile in questo nuovo “povero” mondo. Colpa certamente divisa a metà con chi gli ha fatto firmare certi contratti evidentemente non sostenibili, è bene ricordarlo sempre, contratti  però che rendono impossibili future sistemazioni dignitose. Vedere Julio che si accasa al QPR è una bestemmia.

Ho sempre però pensato che il concetto “siamo tutti uguali” nel giuoco del calcio fosse una gran cazzata, perchè ci sono giocatori che meritano più di altri. E JC non meritava certamente un epilogo così squallido. Messo di fatto fuori rosa ed invitato ad andarsene come fosse un Castaignos del caso, a mio avviso l’Inter (e Moratti) ha peccato di stile, signorilità e riconoscenza. Non mi è piaciuto per nulla.

Ci sono tante parate di JC che meriterebbero di essere ricordate, ma dovendone scegliere una, non posso non citare la parata su Messi nella semifinale di Champions a Barcellona. Una buona fetta di quella Champions League vinta dall’Inter è anche figlia di quella parata.

Non ci perde solo l’Inter (che comunque ha trovato un degno sostituto), ci perde il calcio italiano che ha perso uno dei più grandi portieri degli ultimi anni. Forse solo Buffon e Casillas in questi anni hanno il diritto e l’onore di essere messi sullo stesso livello. Tutti gli altri, sono portieri che parano il parabile, e prendono goal sui tiri imparabili. Insomma, gli altri sono portieri, loro sono fenomeni.