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Galliani, maledetto Galliani

Con Adriano Galliani penso si debba avere un approccio critico a prescindere, ovvero tutto quello che fa è sbagliato, rappresenta il male, è un nemico da combattere e, possibilmente, sfanculare. Più o meno è il mio quotidiano approccio con lui, che lo ritengo una delle 5 persone più inutili della terra. Tuttavia gli voglio riconoscere grande onestà intellettuale nell’aver “promesso” di rimborsare eventuali abbonati Milanisti delusi per le cessioni dei big. Chiaro che un conto è tentare di gettare acqua sul fuoco promettendo un qualcosa, e un altro è effettivamente spegnere l’incendio. Insomma, che il Milan rimborsi il tifoso deluso che ha già pagato è tutto da dimostrare e verificare. Come dicevo lo si può criticare a prescindere, però avere il coraggio di ammettere di essere in difetto coi tifosi, dopo aver dichiarato pochi giorni prima che il Milan non vende, non è una cosa così scontata in un mondo che considera sempre meno i tifosi.

Il problema non è tanto il fatto che Galliani prometta i rimborsi, e a tal proposito non capisco davvero chi lo critica per questo,( si ha l’imbarazzo della scelta sulle argomentazioni per criticarlo e si va a fare leva su uno dei pochi aspetti per il quale è inattaccabile?) il problema è che ci possa essere qualche tifoso che chieda il rimborso. Odio difendere il Milan, ma un suo tifoso che cazzo può pretendere di più? Ma dove è scritto che ogni anno si debba per forza vincere? Ma davvero esistono ancora tifosi praticanti non occasionali che se vedono il nome si abbonano altrimenti no? Se non fosse che elogiando nuovamente Galliani supererei il mio limite autoimposto di un suo riconoscimento di stima ogni 10 anni, direi che fossi zio fester organizzerei un bel palco davanti a San Siro, e davanti ai veri tifosi del Milan rimborserei tutti quelli con le palle o la faccia da culo di presentarsi a chiedere il rimborso. Vediamo chi avrebbe le palle di manifestarsi come il più squallido ed inutile tifosotto occasionale davanti a chi vive per quei colori.

Ho sempre saputo di pensarla diversamente dalla massa, per questo non ho mai avuto la presunzione di avere ragione su qualche cosa. Da sempre si leggono i risultati delle campagne abbonamenti come il primario indice di gradimento dei tifosi sull’operato della Società in sede di mercato. Record di abbonamenti, la squadra piace, penuria di rinnovi, la squadra fa cagare. Io ho invece sempre considerato l’abbonamento come una grande possibilità che la Società mi concede di risparmiare, e di evitare quello che per me è sempre stato un’enorme rottura di palle: fare la coda al botteghino per acquistare il biglietto. Non ho mai considerato come forma di protesta l’eventualità di non rinnovare la tessera. In fin dei conti lo trovo coerente col concetto che ho di abbonamento in generale. Non è che faccio l’abbonamento annuale del treno perchè approvo le scelte Societarie di Trenitalia. Lo faccio perchè permane in me lo status di pendolare sfigato, e facendo l’abbonamento risparmio. Per lo stesso principio mi abbono allo stadio a prescindere.

Parlo di Milan e milanisti perchè la vicenda di Galliani è recente ed eclatante, ma se guardo in casa mia ne avrei da ridire su quanti non rinnovano l’abbonamento all’Inter perche vogliono vendere Julio Cesar, o ancora peggio non lo rinnovano al Novara perchè è retrocesso dalla A alla B. Ma queste persone, che hanno sicuramente tutte un abbonamento a Sky ed un led tv di almeno 42 pollici, ma perchè non sfruttano le potenzialità del loro impianto home theater e se ne stanno a casa loro? Fate un favore all’umanità: non dite di essere tifosi. Dite che siete simpatizzanti, curiosi, interessati al calcio. La vostra onestà intellettuale vi ringrazierà.

foto scaricata da diverse pagine su Facebook