Siamo un popolo di “Sliding Door”

Sono un incoerente per natura. Cambio opinione spesso e ho sempre difeso il mio diritto di cambiare idea ritenendolo un segno di apertura mentale, e non una chiusura mascherata dalla finta presunzione di coerenza. Che cosa vuol dire coerenza? Pensarla tutta la vita allo stesso modo? Ho un concetto differente di coerenza, ma non è questo importante. Quello che ritengo importante è comunque motivare e argomentare sempre un cambio di opinioni, soprattutto se radicale.

Un’altra cosa che non sopporto e che si sta verificando come al solito e come prevedibile, sono quelli che cambiano opinione in due secondi: ieri ti ritengono uno scemo, oggi per esempio perchè vinci una partita, sentenziano la tua definitiva maturità ed entrata nell’olimpo degli dei.

Secondo me, in un giorno non si diventa dei, come non si diventa dei coglioni e un singolo episodio/partita, non può modificare completamente quello che un giocatore è o non è. Eppure, su tutti i giornali oggi si celebra Balotelli, a prescindere ovviamente del valore del ragazzo e del giudizio a 360° su di lui. Quello che metto in discussione è il modo di giudicare le persone ed i giocatori, e modificare tale giudizio in 2 secondi in virtù del semplice episodio o della partita in cui tutto è girato bene. La vita è spesso fatta di coincidenze, di occasioni prese e perse, il giudizio sostanziale delle cose però non è e a mio avviso non può essere così volubile e volatile, eppure tutti quelli che aprono bocca in questi momenti non riescono a far a meno di questa velleità del momento, del giudizio dato sulle ali dell’entusiasmo o sull’onda dell’umiliazione, senza riuscire a prescindere dalla casualità delle cose.

E’ un po’ come il tiro all’incrocio dei pali di Marco Rigoni, che se lo tiri 1000 volte, 999 volte ti finisce in curva.  Probabilmente se rigiochiamo 10 volte la partita di ieri sera, 9 volte perdiamo…ma il giudizio ed i valori in campo, espressi e non espressi, non possono cambiare in funzione di una zuccata finita dentro oppure di un rimpallo finito fuori (avete presente quello fra Barzagli e Buffon nel primo tempo sullo 0 a 0), perchè allora si finisce come nel film “Sliding Door”.

Eppure se Balotelli, vittima di un regolamento cretino e assurdo, si fosse fatto buttare fuori con un secondo giallo magari dopo qualche provocazione che i tedeschi, forse perchè troppo onesti o troppo pirla, non hanno invece fatto, avrebbe ricevuto le giuste lodi che meritava? e se Marco Rigoni quella sera non avesse portato il Novara in A, la gente si sarebbe comunque accorta di lui? Lo avrebbero comunque lodato per il suo reale valore oppure il suo tributo sarebbe stato pesato sul mancato raggiungimento dell’obiettivo? Possiamo, infine, concordare sul fatto che i Tedeschi abbiano attualmente, in relazione all’età, la Nazionale con più avvenire senza farci condizionare dalla (brutta) eliminazione di ieri?

Perchè alla fine noi italiani siamo così. Viviamo perennemente con la sindrome da “Sliding Door”. Ho preso quel treno quel giorno, ed ho fatto bene, l’ho perso ed ho fatto male. Senza valutare mai in maniera lucida uno scenario, una situazione, un episodio, ma solamente pesarlo per l’effetto che questo provoca. Hai vinto sei un Dio, hai perso e sei un coglione.

Balotelli è uno scemo viziato. Lo dicevo ai tempi dell’Inter e lo dico ora. Se uno come Mourinho non è riuscito a raddrizzarlo, probabilmente nessuno riuscirà mai, e se non ci fosse stata madre natura a dotarlo di questo immenso talento, probabilmente avrebbe già una fedina penale da far invidia ad un narco trafficante colombiano. Ma Balotelli sarebbe stato da applaudire anche in caso di mancata qualificazione o espulsione, perchè Balotelli è forte. Non si può valutarlo sempre sul fatto che riesca a prendere il treno oppure che lo perda.

Deve giocare a calcio, non deve salvare vite umane. Mettetevi voi in pace con la coscienza. Anche se sbagliasse un goal in finale o se la finale la perdessimo, provate a fare l’esercizio mentale di autoconvincervi che è il solo giovane fenomeno italiano, così come Pirlo e De Rossi sono due dei più grandi giocatori italiani di tutti i tempi.

Potete pure mandarli a fare in culo quando ci giocherete contro, non vi succederà nulla, ma “dando a Cesare quel che è di Cesare” almeno sarete giusti ed equi. Di questi tempi non è roba da tutti, ma credetemi, è tanta roba.